- Prima prova scritta — Lingua e letteratura italiana (comune a tutti gli indirizzi)
- Prova nazionale della durata di sei ore, disciplinata dal quadro di riferimento allegato al DM 1095 del 21 novembre 2019 (che integra il DM 769/2018). Sono fornite sette tracce fra cui il candidato ne sceglie una sola: due di tipologia A, tre di tipologia B, due di tipologia C. Tipologia A — «Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall'Unità d'Italia ad oggi»; le due tracce coprono «due ambiti cronologici o due generi o forme testuali». Tipologia B — analisi e produzione di un testo argomentativo a partire da un testo d'appoggio, di cui si chiede prima la comprensione e poi un commento; il DM 1095/2019 prescrive che «almeno una delle tre tracce deve riguardare l'ambito storico». Tipologia C — riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità, eventualmente con un breve testo d'appoggio; può essere richiesto un titolo coerente e una scansione in paragrafi muniti di titolo. Gli ambiti previsti (art. 17 del d.lgs. 62/2017) sono artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale.
- Valutazione della prima prova — indicazioni generali (max 60) e indicatori specifici (max 40)
- La griglia del quadro di riferimento distingue le indicazioni generali, valide per tutte e tre le tipologie e valutate fino a 60 punti, dagli indicatori specifici della singola tipologia, valutati fino a 40 punti. Le indicazioni generali si articolano in tre indicatori, ciascuno con due descrittori: 1) «Ideazione, pianificazione e organizzazione del testo» e «Coesione e coerenza testuali»; 2) «Ricchezza e padronanza lessicale» e «Correttezza grammaticale (ortografia, morfologia, sintassi); uso corretto ed efficace della punteggiatura»; 3) «Ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali» e «Espressione di giudizi critici e valutazioni personali». Gli indicatori specifici sono quattro per la tipologia A (rispetto dei vincoli della consegna; comprensione del testo nel suo senso complessivo e nei suoi snodi tematici e stilistici; puntualità nell'analisi lessicale, sintattica, stilistica e retorica se richiesta; interpretazione corretta e articolata) e tre ciascuno per B e C. Il quadro di riferimento non fissa il peso dei singoli indicatori: la ripartizione dei punti è deliberata dalla commissione nella riunione preliminare. Il punteggio in centesimi «va riportato a 20 con opportuna proporzione (divisione per 5 + arrotondamento per eccesso per un risultato uguale o maggiore a 0,50)».
- Colloquio — impianto vigente per l'anno scolastico 2025/2026
- Secondo l'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 il colloquio si svolge sulle quattro discipline individuate ai sensi del DM 13/2026 e «ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente». Comprende la verifica delle competenze di educazione civica e la discussione degli elaborati delle prove scritte. La commissione dispone di venti punti per la valutazione del colloquio, attribuiti secondo la griglia nazionale allegata all'ordinanza; ciascuna prova scritta vale fino a venti punti, per un totale di quaranta. È previsto un punteggio integrativo fino a tre punti per i candidati che raggiungano un punteggio complessivo di almeno novanta punti.
- Programma di riferimento — Indicazioni Nazionali per i Licei
- Il disegno storico va dallo Stilnovo al Romanticismo nel secondo biennio e dall'Unità d'Italia a oggi nel quinto anno. La «Commedia» di Dante «sarà letta nel corso degli ultimi tre anni, nella misura di almeno 25 canti complessivi» (la ripartizione fra le cantiche non è prescritta). Il documento colloca nel secondo biennio «la vicenda plurisecolare della lirica (da Petrarca a Foscolo), la grande stagione della poesia narrativa cavalleresca (Ariosto, Tasso), le varie manifestazioni della prosa, dalla novella al romanzo (da Boccaccio a Manzoni), dal trattato politico a quello scientifico (Machiavelli, Galileo), l'affermarsi della tradizione teatrale (Goldoni, Alfieri)». Per il quinto anno prescrive che «Leopardi sarà studiato all'inizio dell'ultimo anno», dichiara «imprescindibile» lo studio di Pascoli e d'Annunzio e «non eludibili» Verga, Pirandello e Svevo, e indica che il percorso della poesia «esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale». Gli altri autori sono scelti «in autonomia dal docente».