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IT · Maturità

Testo argomentativo (tipologia B) e riflessione critica (tipologia C)

Cinque tracce su sette sono argomentative: tre di Tipologia B, che partono da un testo dato di cui vanno riconosciuti tesi e argomenti, e due di Tipologia C, che propongono un tema di attualità. Sono anche, stabilmente, le più scelte. Questo argomento tratta le due insieme perché condividono la competenza centrale — costruire un ragionamento coeso e sostenerlo con riferimenti culturali pertinenti — e si distinguono per un solo elemento: in B c'è un testo da analizzare prima di argomentare, in C non c'è. Gli indicatori specifici delle due tipologie, tre ciascuna, dicono esattamente dove cade il punteggio.

4 sezioni·~25 min di lettura·3 competenze·Verificato · 08/2026

T·161616 / 16
Profilo d’esame
Analizzare l'argomentazione di un testo dato individuandone tesi, argomenti e snodi logici (Tipologia B)Produrre un testo argomentativo o una riflessione critica organizzati, coesi e coerenti, con riferimenti culturali adeguati (Tipologie B e C)Padroneggiare la lingua scritta: correttezza grammaticale e ortografica, lessico, punteggiatura, registro e organizzazione del testo
Operatori:analizzaspiegaargomentaconfrontainterpretagiustificaillustracommentaclassificadescrivi

livello base

Tutti gli indirizzi di liceo affrontano le stesse tipologie con gli stessi indicatori di valutazione: l'obiettivo comune è una tesi chiara, argomenti ordinati e una lingua corretta.

livello avanzato

Negli indirizzi a forte vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane) si valorizza la ricchezza dei riferimenti culturali e la finezza retorica, mentre negli indirizzi scientifici si apprezza il rigore logico e la padronanza degli ambiti tecnico-scientifici proposti dalla tipologia B.

Profondità

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Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Testo argomentativo (tipologia B) e riflessione critica (tipologia C)
    • 01Tipologia B: comprensione e analisi del testo argomentativo dato◐
    • 02Tipologia B: produzione del testo argomentativo◐
    • 03Tipologia C: la riflessione critica su tematiche di attualità◐
    • 04Coesione, coerenza e correttezza linguistica: i criteri di valutazione◐

4 sezioni · 16 punti chiave · 1 formula · 20 errori tipici

§ 01
§ 01

Tipologia B: comprensione e analisi del testo argomentativo dato#

~6 min di lettura●●○StandardINQdR-esame-di-stato-prima-prova-tipologie-B-CINTipologia B: ambiti artistico-letterario, storico-filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale

Punti chiave

La Tipologia B propone, secondo il quadro di riferimento, «un singolo testo compiuto o un estratto sufficientemente rappresentativo ricavato da una trattazione più ampia», e ne chiede «in primo luogo un'interpretazione/comprensione sia di singoli passaggi sia dell'insieme». Le tracce sono tre, e il DM 1095/2019 prescrive che «almeno una delle tre tracce deve riguardare l'ambito storico»: è la sola modifica sostanziale introdotta rispetto al quadro precedente, e conviene conoscerla perché garantisce ogni anno una traccia su cui la preparazione di storia conta direttamente.
Gli obiettivi della prima parte sono elencati nel quadro di riferimento con precisione, e vanno usati come lista di controllo: lo studente deve mostrare la capacità di comprendere il testo dato, di riconoscere gli snodi argomentativi presenti, di individuare la tesi sostenuta e gli argomenti a favore o contrari, e di riconoscere la struttura del testo. Sono quattro operazioni distinte, e rispondere solo alla prima — riassumere il contenuto — lascia scoperte le altre tre.
Riconoscere la tesi è l'operazione decisiva e ha alcune regole pratiche. La tesi è l'affermazione che l'autore vuole far accettare, e non coincide necessariamente con l'argomento del testo: un testo «sui social media» può sostenere che essi impoveriscono il dibattito, o il contrario. Si cerca nei punti forti — l'apertura, la chiusura, i capoversi che cominciano con un connettivo conclusivo —, e si verifica chiedendosi che cosa il resto del testo serva a dimostrare. Se una frase non è sostenuta da nulla ma sostiene tutto il resto, quella è la tesi.
Gli argomenti vanno classificati per tipo, perché nominarne il tipo è già analisi. L'autore può argomentare per esempio, portando casi concreti; per autorità, citando una fonte autorevole; per analogia, accostando una situazione simile; per causa ed effetto; per definizione, stabilendo che cosa una parola significa; per confutazione, smontando l'obiezione avversaria. Riconoscere che un passaggio è un argomento di autorità e un altro un'analogia permette anche di valutarne la solidità, cosa che il commento successivo può utilizzare.
I connettivi sono la mappa della struttura, e imparare a leggerli è il modo più rapido per ricostruirla. «Infatti», «poiché», «dal momento che» introducono una causa o una prova; «dunque», «quindi», «pertanto», «ne consegue» una conclusione; «tuttavia», «eppure», «se è vero che… è anche vero che» una concessione o un'obiezione; «inoltre», «per di più» un'aggiunta; «in altre parole», «cioè» una riformulazione. Sottolineare i connettivi di un testo argomentativo e leggerne solo la successione restituisce lo scheletro del ragionamento in pochi minuti. Si veda la Fig. 1.

L'anatomia di un testo argomentativo

L'anatomia di un testo argomentativoGrafo, La tesi → Argomenti a favore, La tesi → L'obiezione riconosciuta, L'obiezione riconosciuta → La confutazione, Argomenti a favore → La conclusione, La confutazione → La conclusioneLa tesiArgomenti afavoreL'obiezionericonosciutaLa confutazioneLa conclusione
Fig. 1I connettivi sono le etichette di queste relazioni: leggerli in successione ricostruisce lo schema senza rileggere tutto.
Fig. 1 ↓

Vocabolario

→ Schede
  • tesithesis (the claim the author wants accepted)Non coincide con l'argomento, che è ciò di cui si parla.
  • argomentoargument (what supports the thesis)Si classifica per tipo: esempio, autorità, analogia, causa-effetto…
  • connettivoconnective (a word marking a logical relation)La loro successione è lo scheletro del ragionamento.
  • concessione/kontʃesˈsjoːne/concession (granting part of the opponent's case)«Se è vero che… è anche vero che»: fa parte della struttura.
  • confutazionerefutation (dismantling the opposing argument)Tipo di argomento, e insieme una mossa strutturale.
Esempio svolto

Individuare tesi e argomenti di un brano dato

Leggi il seguente passo e svolgi i quesiti. « Si dice spesso che leggere libri di carta sia ormai superato. Eppure la lettura su pagina favorisce la concentrazione: gli studi sull'attenzione mostrano che lo schermo invita a saltare da un contenuto all'altro. Inoltre il libro non si scarica e non distrae con le notifiche. Certo, l'e-book è più comodo da trasportare; ma la comodità non coincide con la qualità della lettura. Per questo la carta resta insostituibile per uno studio serio. » Individua la tesi dell'autore, gli argomenti a sostegno e l'obiezione confutata.

  1. 01Riconoscere il tema

    Il tema è il confronto tra lettura su carta e lettura digitale: di questo parla il brano.

  2. 02Isolare la tesi

    La tesi è l'idea che l'autore vuole far accettare: « la carta resta insostituibile per uno studio serio ». Si trova, come spesso accade, in posizione conclusiva (« Per questo… »).

  3. 03Elencare gli argomenti

    Primo argomento (di causa-effetto, con appoggio all'autorità degli studi): la carta favorisce la concentrazione perché lo schermo invita a dispersarsi. Secondo argomento (per esempio concreto): il libro non si scarica e non distrae con le notifiche.

  4. 04Riconoscere l'antitesi confutata

    L'autore ammette un'obiezione (« l'e-book è più comodo da trasportare ») introdotta da « Certo », e subito la confuta con « ma la comodità non coincide con la qualità della lettura ».

Risultato: Tesi: la carta è insostituibile per lo studio serio. Argomenti: (1) favorisce la concentrazione; (2) non distrae con le notifiche. Antitesi confutata: la maggiore comodità dell'e-book, ridimensionata perché la comodità non equivale alla qualità.

Obiettivo Maturità

  • Usa le quattro operazioni del quadro di riferimento come lista di controllo: comprendere, riconoscere gli snodi, individuare tesi e argomenti, riconoscere la struttura.
  • Distingui l'argomento del testo dalla tesi: il primo è di che cosa si parla, la seconda che cosa si sostiene.
  • Classifica gli argomenti per tipo (esempio, autorità, analogia, causa-effetto, definizione, confutazione): nominarne il tipo è già analisi.
  • Sottolinea i connettivi in fase di lettura: la loro successione restituisce lo scheletro del ragionamento in pochi minuti.

Errori frequenti

  • Riassumere il contenuto e fermarsi lì: il quadro di riferimento chiede quattro operazioni, e il riassunto ne copre una sola.
  • Confondere argomento e tesi: «il testo parla di intelligenza artificiale» non dice che cosa l'autore sostenga.
  • Scambiare per tesi un'affermazione che l'autore riporta per confutarla: va verificato che il resto del testo la sostenga.
  • Ignorare le concessioni: «se è vero che… è anche vero che» segnala che l'autore riconosce un'obiezione, e questo fa parte della struttura.
  • Trattare tutti gli argomenti come equivalenti: un argomento di autorità e uno per esempio hanno forza diversa, e dirlo è già commento.

Approfondimento

La prescrizione del DM 1095/2019 secondo cui almeno una delle tre tracce di Tipologia B deve riguardare l'ambito storico ha una piccola storia che vale la pena di conoscere. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione, esaminando lo schema di decreto, aveva suggerito di portare le tracce da sette a otto per aggiungere la traccia storica senza toccare l'equilibrio esistente; il Ministero respinse la proposta osservando che otto tracce avrebbero prodotto uno squilibrio sostanziale fra le tipologie, e scelse invece di vincolare una delle tre tracce B già previste. La conseguenza pratica per il candidato è duplice. Da una parte, ogni anno esiste con certezza una traccia in cui la preparazione storica è direttamente spendibile, e questo la rende una scelta ragionevole per chi ha studiato bene il Novecento. Dall'altra, la traccia storica resta una traccia di italiano: chiede comprensione di un testo, riconoscimento di una tesi e produzione di un'argomentazione, non l'esposizione di un capitolo di manuale.

§ 01

Ripasso attivo

Prendi un editoriale di quotidiano, individua la tesi in una sola frase, elenca gli argomenti classificandoli per tipo e ricostruisci la struttura del testo servendoti solo dei connettivi.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e ordinanze (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02
§ 02

Tipologia B: produzione del testo argomentativo#

~6 min di lettura●●○StandardINQdR-esame-di-stato-prima-prova-tipologie-B-CINSaper individuare tesi e argomenti di un testo dato e costruire un'argomentazione coesa e coerente

Punti chiave

La seconda parte della Tipologia B è definita dal quadro di riferimento come «un commento, nel quale lo studente esporrà le sue riflessioni intorno alla (o alle) tesi di fondo avanzate nel testo d'appoggio, anche sulla base delle conoscenze acquisite nel suo specifico percorso di studio». Due elementi vanno letti con attenzione: si commenta la tesi del testo, non l'argomento generale; e le conoscenze scolastiche non sono un ornamento facoltativo ma un materiale che il quadro di riferimento invita esplicitamente a impiegare.
Gli indicatori specifici della Tipologia B sono tre, e formano una lista di controllo finale. Il primo è l'«individuazione corretta di tesi e argomentazioni presenti nel testo proposto», che riguarda la prima parte. Il secondo è la «capacità di sostenere con coerenza un percorso ragionativo adoperando connettivi pertinenti»: si valuta cioè la costruzione del ragionamento e l'uso esplicito dei connettivi. Il terzo è la «correttezza e congruenza dei riferimenti culturali utilizzati per sostenere l'argomentazione».
La parola «congruenza» nel terzo indicatore merita attenzione perché è dove si perdono punti in silenzio. Un riferimento è congruente quando sostiene effettivamente il punto per cui è portato; è incongruente quando è corretto in sé ma non pertinente lì. Citare Pirandello a proposito dell'identità digitale è congruente se si mostra in che cosa la maschera pirandelliana somigli e in che cosa differisca da un profilo online; è incongruente se il nome viene lasciato cadere per segnalare cultura. Meglio due riferimenti sviluppati che sei nominati.
La struttura del commento va decisa prima di scrivere, e tre impianti funzionano in modo affidabile. L'impianto per accordo parziale: si concede la parte valida della tesi, si isola il punto che non regge e si propone una correzione. L'impianto per estensione: si accetta la tesi e la si porta su un terreno che l'autore non ha considerato, mostrandone una conseguenza. L'impianto per confutazione: si ricostruisce l'argomento avversario nella sua forma migliore e lo si smonta indicando il passaggio debole. Nessuno dei tre richiede di avere ragione: richiedono di ragionare.
I connettivi vanno usati, non solo riconosciuti, e questo è l'unico punto in cui l'esame chiede esplicitamente una scelta di parole. Poiché il secondo indicatore nomina i «connettivi pertinenti», ogni passaggio logico dell'elaborato dovrebbe essere segnalato da un connettivo esplicito e corretto: «poiché» per la causa, «dunque» per la conseguenza, «tuttavia» per l'opposizione, «anzitutto… inoltre… infine» per l'ordine. Un testo in cui le frasi sono giustapposte senza connettivi può contenere un ragionamento e non mostrarlo, e l'indicatore valuta ciò che è mostrato. Si veda la Fig. 2.

Tre impianti per il commento

Tre impianti per il commentoDiagramma ad albero, 7 percorsi, Dati: Accordo parziale → Concedo; Accordo parziale → Isolo il punto debole; Accordo parziale → Correggo; Estensione → Accetto la tesi; Estensione → La porto oltre; Confutazione → Ricostruisco l'avversario; Confutazione → Smonto il passaggioAccordo parzialeEstensioneConfutazioneIl commentoConcedoIsolo il punto deboleCorreggoAccetto la tesiLa porto oltreRicostruisco l'avversarioSmonto il passaggio
Fig. 2Nessuno dei tre richiede di avere ragione: richiedono di ragionare, ed è questo che il secondo indicatore misura.
Fig. 2 ↓

Vocabolario

→ Schede
  • congruenzacongruence (a reference that actually supports the point)Un riferimento corretto ma non pertinente non è congruente.
  • percorso ragionativoline of reasoning (the constructed argument)Espressione del secondo indicatore specifico della Tipologia B.
  • accordo parzialepartial agreement (grant part, correct the rest)Impianto di commento fra i più solidi.
  • estensioneextension (accept the thesis, carry it further)Impianto alternativo alla confutazione.
  • testo d'appoggiothe given text (the anchor of the whole task)L'elaborato deve sempre tornarci: non è un tema libero.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo argomentativo a partire da una tesi

Devi sostenere la tesi: « La lettura su carta favorisce uno studio più efficace di quella su schermo. » Scrivi UN paragrafo argomentativo completo, rispettando i quattro passi (enuncia, spiega, prova, collega).

  1. Passo 1 — Enuncia l'argomento

    « Un primo motivo a favore della carta riguarda la concentrazione. » Questa frase-guida apre il paragrafo e annuncia di che cosa si parlerà.

  2. Passo 2 — Spiega

    « Quando leggiamo su uno schermo, l'apparecchio è anche il luogo delle notifiche e dei collegamenti, e ci invita continuamente a interrompere la lettura. » Si chiarisce perché l'argomento conta.

  3. Passo 3 — Prova

    « Diverse ricerche sull'attenzione, ad esempio, segnalano che la lettura frammentata su dispositivi digitali riduce la comprensione profonda dei testi lunghi. » Si porta una prova/esempio a sostegno.

  4. Passo 4 — Collega alla tesi

    « Per questo motivo, quando lo scopo è uno studio serio e prolungato, la pagina di carta si rivela più efficace dello schermo. » Un connettivo conclusivo riannoda l'argomento alla tesi.

Risultato: Un primo motivo a favore della carta riguarda la concentrazione. Quando leggiamo su uno schermo, l'apparecchio è anche il luogo delle notifiche e dei collegamenti, e ci invita continuamente a interrompere la lettura. Diverse ricerche sull'attenzione, ad esempio, segnalano che la lettura frammentata su dispositivi digitali riduce la comprensione profonda dei testi lunghi. Per questo motivo, quando lo scopo è uno studio serio e prolungato, la pagina di carta si rivela più efficace dello schermo.

Obiettivo Maturità

  • Commenta la tesi del testo, non l'argomento generale: è la richiesta letterale del quadro di riferimento.
  • Scegli uno dei tre impianti (accordo parziale, estensione, confutazione) prima di scrivere: la struttura è valutata dal secondo indicatore.
  • Sviluppa due riferimenti invece di nominarne sei: il terzo indicatore valuta la congruenza, non la quantità.
  • Segnala ogni passaggio logico con un connettivo esplicito: l'indicatore nomina i «connettivi pertinenti», e valuta ciò che è visibile.

Errori frequenti

  • Commentare l'argomento generale invece della tesi dell'autore: la consegna chiede riflessioni sulla tesi avanzata nel testo d'appoggio.
  • Accumulare nomi e citazioni senza svilupparli: un riferimento non congruente non porta punti e occupa spazio.
  • Scrivere senza connettivi: il ragionamento può esserci e non essere visibile, e l'indicatore valuta ciò che si vede.
  • Confondere il commento con un tema libero: il testo d'appoggio resta il centro, e l'elaborato deve tornarci.
  • Cercare a tutti i costi di contraddire l'autore: l'accordo parziale e l'estensione sono impianti altrettanto validi, e spesso più solidi.

Approfondimento

Vale la pena di distinguere fra tre modi di usare un riferimento culturale, perché solo l'ultimo soddisfa pienamente il terzo indicatore. Il riferimento decorativo nomina un autore o un'opera senza che il ragionamento ne dipenda: se lo si toglie, il testo resta identico. Il riferimento illustrativo porta un esempio che rende più chiaro un punto già affermato: se lo si toglie, il ragionamento regge ma è meno vivido. Il riferimento argomentativo è invece un passaggio della dimostrazione: serve a stabilire qualcosa che senza di esso non sarebbe stabilito, e togliendolo il ragionamento si interrompe. La prova pratica è semplice, e conviene applicarla in rilettura: si copre mentalmente ciascun riferimento e si guarda che cosa succede al testo. Se non succede nulla, quel riferimento sta occupando spazio che avrebbe potuto sostenere il ragionamento — ed è esattamente il tipo di scelta che distingue un elaborato di livello alto da uno corretto ma generico.

§ 02

Ripasso attivo

Prendi un testo argomentativo, individua la tesi e scrivi tre aperture di commento diverse — una per accordo parziale, una per estensione, una per confutazione — di dieci righe ciascuna, usando in ognuna almeno tre connettivi espliciti.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Accademia della Crusca — consulenza linguistica (Accademia della Crusca)

§ 03
§ 03

Tipologia C: la riflessione critica su tematiche di attualità#

~6 min di lettura●●○StandardINQdR-esame-di-stato-prima-prova-tipologie-B-CINTipologia C: tematiche di attualita' / esperienza personale e culturale del candidato

Punti chiave

La Tipologia C è definita dal quadro di riferimento come «Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità»: le tracce sono due, e propongono «problematiche vicine all'orizzonte esperienziale delle studentesse e degli studenti». La traccia «potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione», e «si potrà richiedere al candidato di inserire un titolo coerente allo svolgimento e di organizzare il commento attraverso una scansione interna, con paragrafi muniti di un titolo».
Le due richieste formali — il titolo e la paragrafazione con titoli — vanno prese sul serio perché compaiono direttamente nel primo indicatore specifico, che valuta la «pertinenza del testo rispetto alla traccia e coerenza nella formulazione del titolo e dell'eventuale paragrafazione». Un titolo generico che ripete la traccia non è coerente con lo svolgimento; un titolo che annuncia la tesi lo è. E i titoli dei paragrafi non sono etichette decorative: devono corrispondere a ciò che ciascun paragrafo effettivamente svolge.
Il quadro di riferimento descrive con precisione ciò che si chiede allo studente in questa tipologia: affrontare con sicurezza un tema dato, svilupparlo gradualmente mettendo in campo le conoscenze acquisite nel corso di studi o giudizi e idee personali, organizzare le proprie conoscenze ed esporle con proprietà e chiarezza. La parola «gradualmente» è quella che distingue la Tipologia C dall'improvvisazione: si chiede uno sviluppo progressivo, cioè una costruzione, non un accumulo di considerazioni.
Gli altri due indicatori specifici confermano questa priorità: lo «sviluppo ordinato e lineare dell'esposizione» e la «correttezza e articolazione delle conoscenze e dei riferimenti culturali». Notare che qui, a differenza della Tipologia B, non si parla di confutazione né di connettivi: la Tipologia C valuta soprattutto l'ordine e la solidità delle conoscenze impiegate. È dunque la tipologia in cui conta di più che cosa si è studiato e letto, e in cui la tecnica compensa meno.
La scaletta è lo strumento pratico più efficace, e si costruisce in venti minuti. Si formula la tesi in una frase; si elencano tre argomenti che la sostengono, ciascuno con il riferimento culturale che lo alimenta; si prevede un'obiezione e la risposta; si decide l'apertura e la chiusura. Poi si scrive. Chi salta questo passaggio produce quasi sempre un testo che ripete lo stesso punto in forme diverse — l'errore che l'indicatore sullo «sviluppo ordinato e lineare» coglie immediatamente. Si veda la Fig. 3.

La scaletta di una riflessione critica

La scaletta di una riflessione criticaGrafo, La tesi in una frase → Argomento 1 + riferimento, Argomento 1 + riferimento → Argomento 2 + riferimento, Argomento 2 + riferimento → L'obiezione e la risposta, L'obiezione e la risposta → La conclusioneLa tesi in unafraseArgomento 1 +riferimentoArgomento 2 +riferimentoL'obiezione e larispostaLa conclusione
Fig. 3Venti minuti di scaletta valgono un'ora di stesura: senza di essa il testo ripete lo stesso punto in forme diverse.
Fig. 3 ↓

Vocabolario

→ Schede
  • riflessione criticacritical reflection (the expository-argumentative essay)Definizione ufficiale della Tipologia C.
  • paragrafazione/paraɡrafatˈtsjoːne/paragraphing (with titles, when the task asks)Valutata dal primo indicatore specifico della Tipologia C.
  • scalettaoutline (thesis, arguments, objection, opening, close)Venti minuti spesi qui evitano il testo che si ripete.
  • sviluppo gradualegradual development (a construction, not an accumulation)Richiesta esplicita degli obiettivi della prova.
  • testo di appoggiosupporting text (optional in Tipologia C)Quando c'è, la commissione si aspetta di vederlo impiegato.
Esempio svolto

Impostare una riflessione critica di tipologia C

Traccia: rifletti sull'affermazione « Saper attendere è una forma di intelligenza ». Imposta una riflessione critica espositivo-argomentativa: proponi un titolo e una scaletta in introduzione, due paragrafi di sviluppo e conclusione.

  1. 01Scegliere il titolo

    Un titolo pertinente e non generico, ad esempio: « L'arte dell'attesa nell'epoca dell'istantaneo ». Risponde a un vincolo esplicito della consegna.

  2. 02Introduzione (esposizione + tesi)

    Si presenta il tema (l'attesa in una società che pretende tutto subito) e si annuncia la propria posizione: l'attesa non è passività, ma una competenza che richiede autocontrollo e capacità di previsione.

  3. 03Paragrafo 1 (argomento + riferimento)

    Argomento: attendere consente scelte migliori. Riferimento/esempio: si può richiamare la nozione di « gratificazione differita » studiata in psicologia, o un esempio storico/letterario di pazienza premiata, usato per ragionare e non per esibizione.

  4. 04Paragrafo 2 (antitesi confutata)

    Obiezione: oggi la rapidità è un valore e l'attesa appare uno spreco. Confutazione: la fretta produce decisioni superficiali; la rapidità utile è quella consapevole, non l'impazienza.

  5. 05Conclusione

    Si riprende la tesi e la si rilancia: educare all'attesa significa educare al pensiero, perciò « saper attendere » è davvero una forma di intelligenza.

Risultato: Una scaletta completa: titolo « L'arte dell'attesa nell'epoca dell'istantaneo »; introduzione con esposizione del tema e tesi (l'attesa è competenza, non passività); paragrafo 1 (attendere permette scelte migliori, con riferimento alla gratificazione differita); paragrafo 2 (confutazione dell'idea che l'attesa sia uno spreco); conclusione che rilancia la tesi.

Obiettivo Maturità

  • Formula un titolo che annunci la tesi e non ripeta la traccia: il primo indicatore specifico ne valuta la coerenza con lo svolgimento.
  • Se paragrafi, dai a ciascun paragrafo un titolo che corrisponda a ciò che vi svolgi: i titoli sono valutati, non decorativi.
  • Costruisci una scaletta di venti minuti — tesi, tre argomenti con i loro riferimenti, un'obiezione, apertura e chiusura — prima di scrivere.
  • Sviluppa il tema «gradualmente», come chiede il quadro di riferimento: uno sviluppo progressivo, non un accumulo di considerazioni.

Errori frequenti

  • Dare al testo un titolo che ripete la traccia: non è coerente con lo svolgimento e costa il primo indicatore specifico.
  • Paragrafare senza titoli quando la traccia li chiede, o mettere titoli che non corrispondono al contenuto del paragrafo.
  • Ripetere lo stesso punto in forme diverse: è ciò che l'indicatore sullo sviluppo ordinato e lineare rileva subito.
  • Sostituire le conoscenze con l'opinione: il quadro di riferimento chiede conoscenze acquisite nel corso di studi accanto ai giudizi personali.
  • Trascurare il testo di appoggio quando c'è: fornisce spunti che la commissione si aspetta di ritrovare impiegati.

Approfondimento

I dati ministeriali sulle scelte dei candidati aiutano a capire che cosa comporta preferire la Tipologia C. Il Ministero pubblica ogni anno un'indagine campionaria sulle tracce effettivamente scelte, e le tipologie B e C raccolgono insieme la larghissima maggioranza dei candidati, con singole tracce che superano il venti e talvolta il quaranta per cento. Questo significa che la propria prova sarà letta dalla commissione accanto a decine di elaborati sullo stesso tema, ed è una condizione da tenere presente: ciò che rende un testo riconoscibile non è l'originalità dell'opinione — su un tema di attualità le posizioni possibili sono poche e prevedibili — ma la specificità dei riferimenti e la precisione dello sviluppo. Un elaborato che sostiene una tesi ordinaria con due riferimenti sviluppati e una struttura visibile si distingue più di uno che sostiene una tesi sorprendente in modo generico. È l'applicazione pratica del terzo indicatore, che parla di «correttezza e articolazione» delle conoscenze e non di originalità.

§ 03

Ripasso attivo

Scegli un tema di attualità e costruisci in venti minuti una scaletta completa — tesi in una frase, tre argomenti con i rispettivi riferimenti culturali, un'obiezione con la risposta, apertura e chiusura — poi scrivi soltanto il titolo e i titoli dei paragrafi.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e ordinanze (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04
§ 04

Coesione, coerenza e correttezza linguistica: i criteri di valutazione#

~7 min di lettura●●○StandardINQdR-esame-di-stato-prima-prova-tipologie-B-CINGriglia di valutazione: indicatori generali + indicatori specifici per B e C

Punti chiave

Le indicazioni generali della griglia valgono per tutte e tre le tipologie e pesano fino a sessanta punti sui cento complessivi: sono dunque la parte più consistente della valutazione, e sono anche l'unica su cui si può lavorare indipendentemente dalla traccia. Si articolano in tre indicatori, ciascuno con due descrittori, e conviene conoscerli alla lettera perché ciascun descrittore corrisponde a un'abitudine di scrittura esercitabile.
Il primo indicatore riunisce «ideazione, pianificazione e organizzazione del testo» e «coesione e coerenza testuali». La coerenza riguarda il contenuto: il testo non deve contraddirsi, deve restare sull'argomento e progredire. La coesione riguarda la superficie linguistica: i connettivi, i pronomi che riprendono correttamente, i tempi verbali concordi, la ripresa lessicale che evita sia la ripetizione meccanica sia il sinonimo forzato. Un testo può essere coerente e mal coeso — le idee stanno insieme ma il lettore fatica a seguirle — e viceversa.
Il secondo indicatore riunisce «ricchezza e padronanza lessicale» e «correttezza grammaticale (ortografia, morfologia, sintassi); uso corretto ed efficace della punteggiatura». La punteggiatura è nominata esplicitamente, e questo va sottolineato perché è la competenza più trascurata: la virgola fra soggetto e verbo, il punto e virgola usato al posto della virgola, i due punti che aprono una spiegazione, il punto che chiude un periodo troppo lungo sono scelte valutate. Rileggere solo per la punteggiatura, negli ultimi minuti, è il controllo con il miglior rapporto fra tempo e punti.
Il terzo indicatore riunisce «ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali» e «espressione di giudizi critici e valutazioni personali». Conta dunque non solo quanto si sa ma con quanta precisione lo si dice — una data esatta, un titolo corretto, una formula tecnica appropriata — e la capacità di formulare un giudizio proprio e argomentato. È l'indicatore che premia chi ha studiato davvero e sa collegare, ed è quello su cui la preparazione di tutto l'anno si converte in punteggio.
Il quadro di riferimento non assegna un peso ai singoli indicatori: fissa soltanto i due totali, sessanta punti per le indicazioni generali e quaranta per quelle specifiche. La ripartizione fra gli indicatori è deliberata da ciascuna commissione nella riunione preliminare, ed è per questo che le griglie che si trovano in circolazione — con venti punti per indicatore, o dieci per descrittore — sono elaborazioni di singole scuole e non norme ministeriali. Il punteggio complessivo in centesimi «va riportato a 20 con opportuna proporzione (divisione per 5 + arrotondamento per eccesso per un risultato uguale o maggiore a 0,50)». Si veda la Fig. 4.

Come si compone il punteggio della prima prova

La composizione del punteggiocolonna stratificata, 4 strati, Dati: Generale 1 · organizzazione, coesione e coerenza, Generale 2 · lessico, grammatica, punteggiatura, Generale 3 · conoscenze e giudizi critici, Specifici della tipologia sceltaPunti (100 in tutto)Generale 1 · organizzazione, coesione e coerenzaGenerale 2 · lessico, grammatica, punteggiaturaGenerale 3 · conoscenze e giudizi criticiSpecifici della tipologia scelta
Fig. 4Le fasce sono proporzionali ai punti massimi. Il totale in centesimi si riporta a venti dividendo per cinque, con arrotondamento per eccesso da 0,50.
Fig. 4 ↓

Vocabolario

→ Schede
  • coerenzacoherence (the content holds together and progresses)Riguarda il contenuto, non i legami linguistici.
  • coesionecohesion (connectives, pronouns, tenses, lexical chains)Riguarda la superficie linguistica del testo.
  • descrittoredescriptor (each of the two elements within an indicator)Sei in tutto nelle indicazioni generali.
  • riunione preliminarethe commission's preliminary meeting (where weights are set)Il quadro di riferimento non fissa il peso dei singoli indicatori.
  • padronanza lessicalelexical command (appropriate use, not rare words)Il sinonimo forzato peggiora il punteggio anziché migliorarlo.

Dal punteggio in centesimi a quello in ventesimi

P20=⌈P1005⌉0,50P_{20} = \left\lceil \frac{P_{100}}{5} \right\rceil_{0{,}50}P20​=⌈5P100​​⌉0,50​

P₁₀₀ è la somma della parte generale (max 60) e di quella specifica (max 40); si divide per 5 e si arrotonda per eccesso quando la parte decimale è uguale o maggiore di 0,50. La formula è quella indicata dalla nota finale del quadro di riferimento.

Esempio svolto

Revisionare un capoverso con la griglia di valutazione

Rivedi e migliora questo capoverso, intervenendo su coerenza, coesione e correttezza: « Lo sport fa bene. Molti ragazzi non fanno sport perché studiano. Inoltre lo sport è bello e poi ci si diverte e fa amicizia ed è importante per la salute che è una cosa fondamentale per tutti noi. »

  1. 01Diagnosi della coerenza

    Il capoverso non ha una tesi chiara né un ordine: la frase « molti ragazzi non fanno sport perché studiano » introduce un tema diverso (un ostacolo) senza collegarlo. Manca una frase-guida.

  2. 02Diagnosi della coesione

    « Inoltre » non aggiunge a nulla di logicamente precedente; l'ultima frase accumula idee con « e poi… ed… ed… » senza gerarchia: è una catena, non un ragionamento.

  3. 03Diagnosi della correttezza e del registro

    « è bello », « è una cosa fondamentale » sono espressioni generiche e di registro basso; conviene un lessico più preciso e una sintassi meno paratattica.

  4. 04Riscrittura

    Si fissa una frase-guida (la tesi del capoverso), si ordinano gli argomenti con connettivi appropriati e si eleva il registro: vedi il risultato.

Risultato: Praticare uno sport offre benefici che vanno oltre il corpo. Sul piano fisico, l'attività regolare contribuisce alla salute e al benessere; sul piano sociale, inoltre, lo sport favorisce le amicizie e il senso di gruppo. Anche per chi è assorbito dallo studio, dunque, dedicare del tempo al movimento non è una perdita, ma un investimento sull'equilibrio personale.

Spiegazione passo passo6 passaggi
  1. 1

    La griglia della prima prova è pubblica, ed è la cosa più utile da conoscere prima dell'esame. Vediamone la struttura in quattro passaggi.

  2. 2

    Primo: due blocchi. Le indicazioni generali valgono fino a sessanta punti e si applicano a tutte e tre le tipologie; gli indicatori specifici valgono fino a quaranta e cambiano secondo la traccia scelta.

  3. 3

    Secondo: le indicazioni generali sono TRE indicatori, non cinque, e ciascuno contiene due descrittori. Organizzazione e coerenza; lessico e correttezza con la punteggiatura; conoscenze e giudizi critici.

  4. 4

    Terzo: gli indicatori specifici sono quattro per la Tipologia A e tre ciascuno per la B e la C. Quelli della A includono il rispetto dei vincoli della consegna — l'unico punto che si può perdere per pura distrazione.

  5. 5

    Quarto: la conversione. Il totale in centesimi si divide per cinque e si arrotonda per eccesso da cinquanta centesimi in su.

    La composizione del punteggio

    P100=generali≤60⏟3×2 descrittori+specifici≤40⏟4 (A)    ∣    3 (B, C)P_{100} = \underbrace{\text{generali} \le 60}_{3 \times 2 \text{ descrittori}} + \underbrace{\text{specifici} \le 40}_{4 \text{ (A)} \;\;|\;\; 3 \text{ (B, C)}}P100​=3×2 descrittorigenerali≤60​​+4 (A)∣3 (B, C)specifici≤40​​

    «generali» è la somma attribuita ai tre indicatori comuni a tutte le tipologie; «specifici» quella attribuita agli indicatori della sola tipologia scelta. Il peso dei singoli indicatori non è fissato dal quadro di riferimento: lo stabilisce la commissione.

  6. 6

    Una nota di onestà: le griglie con «venti punti per indicatore» che circolano nelle scuole sono elaborazioni locali. Il quadro di riferimento fissa solo i due totali, e la ripartizione la decide ogni commissione nella propria riunione preliminare.

Obiettivo Maturità

  • Distingui coerenza (contenuto) e coesione (superficie linguistica): sono due descrittori diversi dello stesso indicatore.
  • Dedica gli ultimi minuti a una rilettura per la sola punteggiatura: è nominata esplicitamente nella griglia ed è la competenza più trascurata.
  • Cura la precisione dei riferimenti — date, titoli, termini tecnici —: il terzo indicatore valuta l'ampiezza «e la precisione».
  • Ricorda che il quadro di riferimento non fissa il peso dei singoli indicatori: la ripartizione la decide la commissione nella riunione preliminare.

Errori frequenti

  • Confondere coerenza e coesione: la prima riguarda la tenuta del contenuto, la seconda i legami linguistici di superficie.
  • Considerare la punteggiatura un dettaglio: è un descrittore esplicito dell'indicatore generale 2.
  • Citare una griglia con pesi per indicatore come se fosse ministeriale: il quadro di riferimento fissa solo i totali 60 e 40.
  • Cercare la varietà lessicale con sinonimi forzati: la «padronanza» è l'uso appropriato, non la ricerca di parole rare.
  • Sbagliare l'arrotondamento nel riportare il punteggio: si divide per cinque e si arrotonda per eccesso da 0,50.

Approfondimento

Vale la pena di chiarire perché il quadro di riferimento lasci alle commissioni la ripartizione dei sessanta punti fra i tre indicatori generali, perché la scelta è deliberata. Assegnare pesi fissi significherebbe stabilire a livello nazionale che, per esempio, la correttezza grammaticale conta esattamente il doppio dell'organizzazione del testo, e una proporzione del genere non è difendibile in astratto: dipende dal tipo di traccia, dal livello della classe, dal profilo dell'indirizzo. La normativa preferisce quindi vincolare l'oggetto della valutazione — che cosa si valuta — e lasciare al collegio dei docenti che compone la commissione la responsabilità di stabilire il peso. La conseguenza pratica per lo studente è che non esiste una strategia di ottimizzazione: non si può decidere di sacrificare la punteggiatura perché «vale poco», perché quanto valga lo si saprà solo in sede di correzione. L'unica strategia razionale è coprire tutti e sei i descrittori a un livello dignitoso, ed è esattamente ciò che la griglia è costruita per ottenere.

§ 04

Ripasso attivo

Prendi un tuo elaborato già scritto e rileggilo tre volte, una per ciascun indicatore generale: la prima per la tenuta logica e i connettivi, la seconda per la punteggiatura e la correttezza, la terza per la precisione dei riferimenti. Annota quanti interventi fai in ciascuna passata.

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Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Accademia della Crusca — consulenza linguistica (Accademia della Crusca)

Verificato · 08/2026 · Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Tipologia B: comprensione e analisi del testo argomentativo dato◐
    • 02Tipologia B: produzione del testo argomentativo◐
    • 03Tipologia C: la riflessione critica su tematiche di attualità◐
    • 04Coesione, coerenza e correttezza linguistica: i criteri di valutazione◐

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)

  • DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e ordinanze

Accademia della Crusca

  • Accademia della Crusca — consulenza linguistica

Vedi anche

  • Analisi e interpretazione del testo letterario (Tipologia A)La terza tipologia della stessa prova: gli indicatori generali sono comuni, quelli specifici cambiano.
  • Il Seicento: Barocco e la prosa scientifica di GalileiIl «Dialogo» di Galileo e i «Sepolcri» di Foscolo sono i due modelli italiani di argomentazione che conviene aver letto.
  • Il Settecento: Illuminismo, Parini, Goldoni e Alfieri«Dei delitti e delle pene» è un caso di scuola di tesi sostenuta con argomenti espliciti e verificabili.

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