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La Tipologia A è la traccia che il quadro di riferimento definisce «Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall'Unità d'Italia ad oggi»: due tracce su sette, scelte in modo da coprire due ambiti cronologici o due generi diversi. È anche, stabilmente, la tipologia meno scelta dai candidati — nei dati ministeriali le due tracce A stanno da anni in fondo alla classifica —, e la ragione è che sembra la più tecnica. Lo è, e questo è precisamente il motivo per cui conviene prepararla: a differenza delle altre due, premia una competenza esercitabile, e i suoi quattro indicatori specifici dicono esattamente che cosa la commissione cercherà.
4 sezioni~25 min di lettura3 competenzeVerificato · 08/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di comprendere correttamente il testo, parafrasarlo o riassumerlo, riconoscerne i tratti formali essenziali e proporne un'interpretazione coerente, rispondendo in modo pertinente ai quesiti della traccia.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane) si valorizza una contestualizzazione piu' ampia e l'uso sicuro del lessico tecnico-letterario, mentre lo Scientifico e il LES possono privilegiare la chiarezza argomentativa e i collegamenti pluridisciplinari: in ogni caso la consegna ministeriale e la griglia restano identiche per tutti.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard · Interlinea: Compatto
Carica sempre i media: disattivo
4 sezioni16 punti chiave1 formula20 errori tipici
Come dividere le sei ore
La prima prova: sette tracce, tre tipologie
Vocabolario
→ SchedeTi viene proposta una poesia con i seguenti quesiti: 1) Riassumi il contenuto della lirica. 2) Individua e spiega le figure retoriche prevalenti. 3) Quale visione della vita emerge dal testo? Collega la poesia ad altri autori o opere che conosci. Classifica ciascun quesito per livello e indica l'operazione richiesta.
Appartiene al livello della COMPRENSIONE: chiede di sintetizzare il contenuto. Operazione richiesta: riassunto/parafrasi del senso complessivo, senza commenti.
Appartiene al livello dell'ANALISI formale: chiede di riconoscere le figure retoriche e di spiegarne la funzione. Operazione: individuare + spiegare l'effetto, non solo elencare.
Appartiene al livello dell'INTERPRETAZIONE e dell'approfondimento: chiede di ricavare una visione del mondo e di contestualizzarla con collegamenti. Operazione: argomentare + collegare.
Assegno a ogni quesito un paragrafo, dal piu' descrittivo (1) al piu' argomentativo (3), curando che il discorso resti unitario e che ogni risposta sia ancorata a elementi del testo.
Risultato: La traccia risulta divisa in tre operazioni distinte - riassumere (comprensione), individuare-spiegare (analisi), argomentare-collegare (interpretazione) - che diventano la scaletta del tema: rispettare questa progressione garantisce pertinenza e completezza.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena di guardare i dati ministeriali sulle scelte dei candidati, perché suggeriscono una strategia. Il Ministero pubblica ogni anno, il giorno stesso della prova, i risultati di un'indagine campionaria sulle tracce scelte: le due tracce di Tipologia A occupano stabilmente le ultime posizioni, con percentuali di scelta a una cifra o poco sopra. La ragione è che l'analisi del testo appare rischiosa — se non si capisce il brano non si ha nulla da scrivere —, mentre le tipologie B e C sembrano più governabili. Ma la conclusione pratica è opposta a quella che la maggioranza trae. Poiché la Tipologia A è la sola in cui esiste una tecnica esercitabile, e poiché i suoi indicatori sono i più espliciti, un candidato che l'abbia allenata sistematicamente affronta una prova in cui sa esattamente che cosa fare, mentre in Tipologia C dipende dalle proprie letture e dalla propria capacità di argomentare su un tema imprevedibile. La scelta va fatta il giorno dell'esame sulla base del testo proposto, ma preparare la A conviene comunque: la sua tecnica migliora anche le risposte delle altre due.
Ripasso attivo
Prendi una traccia di Tipologia A degli ultimi anni, sottolinea nella consegna ogni vincolo esplicito (lunghezza, forma, ordine) e costruisci uno schema di risposta che li rispetti tutti, senza ancora scrivere il testo.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e ordinanze (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tre letture prima di scrivere
Vocabolario
→ SchedeParafrasa i versi seguenti, ricostruendo l'ordine naturale: "Dolce e chiara e la notte e senza vento, / e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti / posa la luna, e di lontan rivela / serena ogni montagna." (G. Leopardi, La sera del di di festa, vv. 1-4).
Soggetti: la notte (e dolce, chiara, senza vento); la luna (posa, rivela). Verbi-chiave: e, posa, rivela.
Riporto all'ordine soggetto-verbo-complementi: 'la luna posa queta sovra i tetti e in mezzo agli orti' invece dell'ordine invertito del verso.
I versi 'rivela / serena ogni montagna' vanno uniti: 'rivela serena ogni montagna', cioe' fa apparire nitida in lontananza ogni montagna.
'queta' diventa 'tranquilla/silenziosa'; 'di lontan' diventa 'in lontananza'; 'serena' resta ma si esplicita come 'limpida, ben visibile'.
Risultato: Parafrasi: La notte e dolce, limpida e priva di vento; tranquilla, la luna si posa sopra i tetti e in mezzo agli orti e da lontano fa apparire nitida e limpida ogni montagna. La riscrittura e fedele, lineare e priva di commenti interpretativi.
Errori frequenti
Approfondimento
Gli obiettivi della prova enunciati nel quadro di riferimento contengono un'indicazione preziosa e poco letta: nell'analisi di un testo letterario, dice il documento, sono in primo piano la comprensione degli snodi testuali e dei significati e la capacità di interpretare e di far «parlare il testo» oltre il suo significato letterale. L'espressione fra virgolette è quella che orienta tutto il lavoro. «Far parlare il testo» significa che le osservazioni devono essere ricavate dal testo e riportate al testo, non applicate dall'esterno: una figura retorica si nomina perché produce un effetto in quel punto, un dato biografico si cita perché illumina quel verso, una corrente letteraria si evoca perché spiega quella scelta lessicale. Il documento aggiunge poi che nell'analisi e nel commento si dovrà utilizzare «un lessico puntuale ed efficace, che vada oltre quello abitualmente adoperato in un discorso orale»: è la richiesta esplicita di un registro tecnico, e giustifica lo studio dei termini — anafora, enjambement, discorso indiretto libero, straniamento — come strumenti e non come nomenclatura da esibire.
Ripasso attivo
Prendi una poesia del Novecento di una ventina di versi e parafrasala integralmente, senza aggiungere commenti; poi segna a margine i due o tre snodi in cui il testo cambia direzione e giustifica ciascuno con un elemento formale.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · TLIO — Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (Opera del Vocabolario Italiano, CNR)
I quattro livelli dell'analisi formale
Vocabolario
→ SchedeLa forma di ogni osservazione formale
«fenomeno» è il termine tecnico esatto (anafora, sinalefe, iperbato); «luogo nel testo» è il verso o la riga in cui si trova; «effetto prodotto» è ciò che quel fenomeno fa lì e non altrove. Un'osservazione priva del terzo elemento non è puntuale e non soddisfa l'indicatore.
Analizza, sul piano metrico e retorico, i due versi seguenti: "Sempre caro mi fu quest'ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte" (G. Leopardi, L'infinito, vv. 1-2). Indica tipo di verso, eventuali figure e la loro funzione.
Si tratta di endecasillabi (undici sillabe metriche), con l'ultimo accento sulla decima: 'Sem-pre-ca-ro-mi-fu-ques-ter-mo-col-le' (la sinalefe 'fu quest'' unisce le vocali contigue).
Tra il primo e il secondo verso ('da tanta parte') la frase prosegue oltre la fine del verso: l'enjambement crea sospensione e rinvia l'attesa al verso successivo.
Aggettivi come 'caro' ed 'ermo' (solitario) instaurano un tono intimo e raccolto; 'questo/questa' (deittici) avvicinano il paesaggio all'io che parla.
Metro disteso, enjambement e deittici costruiscono un raccoglimento meditativo: la forma traduce il movimento dell'animo verso la riflessione.
Risultato: Due endecasillabi con enjambement: la regolarita' del verso e la sospensione sintattica, unite a un lessico affettivo e deittico, creano un tono intimo e meditativo. L'analisi nomina ogni elemento e ne spiega la funzione espressiva.
Errori frequenti
Approfondimento
La distinzione fra verso sciolto e verso libero merita di essere fissata perché è ricorrente in tutti i testi dall'Unità in poi e viene sbagliata continuamente. Il verso sciolto è un verso di misura regolare — quasi sempre l'endecasillabo — privo di rima: è la forma di «Dei Sepolcri», dei poemetti didascalici settecenteschi, delle traduzioni ottocentesche dei classici, e conserva quindi una connotazione alta e tradizionale. Il verso libero non ha misura fissa: la lunghezza cambia di riga in riga secondo il respiro del testo, e il ritorno a capo diventa esso stesso uno strumento espressivo, perché isola parole e crea pause dove la sintassi non le prevede. Il passaggio dall'uno all'altro avviene fra Otto e Novecento, e non è un allentamento della disciplina: nel verso libero la responsabilità si sposta interamente sull'autore, che deve motivare ogni ritorno a capo. Nell'analisi conviene chiedersi, davanti a un testo in versi liberi, perché quel verso finisca proprio lì — è quasi sempre la domanda che apre il testo.
Ripasso attivo
Scegli dieci versi di un poeta del Novecento e produci cinque osservazioni formali, una per ciascun livello (metrica, suono, posizione, significato, sintassi), scrivendo ciascuna nella forma «fenomeno, luogo, effetto».
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Figure retoriche — Enciclopedia dell'Italiano (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)
Dal testo all'interpretazione
Vocabolario
→ SchedeSulla base di una lirica che esprime il senso di precarieta' dell'esistenza, scrivi un breve paragrafo interpretativo che proponga una tesi sul significato del testo, la sostenga con elementi formali e la contestualizzi.
Enuncio l'idea-guida: il testo esprime la fragilita' della condizione umana di fronte al tempo e alla natura indifferente.
Sostengo con un elemento d'analisi: la metafora della 'foglia' (l'uomo paragonato a una foglia caduca) rende concreta e visiva l'idea astratta della precarieta'.
Aggiungo una seconda prova: il lessico breve ed essenziale e la sintassi spezzata riproducono formalmente la brevita' della vita di cui il testo parla.
Collego in modo funzionale: questa essenzialita' si comprende nella poetica della parola scarna del primo Novecento, segnata dall'esperienza della guerra.
Chiudo ricomponendo tesi e prove: forma e contenuto convergono nel dire la fragilita' dell'esistenza, dimostrata e non solo affermata.
Risultato: Un paragrafo coeso in cui una tesi chiara (la precarieta' dell'esistenza) e sostenuta da due elementi formali (metafora della foglia; lessico essenziale e sintassi spezzata) e contestualizzata nella poetica novecentesca: l'interpretazione risulta argomentata e ancorata al testo.
L'ultima consegna della Tipologia A è quella che separa i venti dai quattordici, e quasi sempre viene svolta male. Vediamo perché, e come si scrive un'interpretazione che valga.
Prima una distinzione che molti candidati non fanno. L'analisi risponde alla domanda «che cosa fa il testo»: quali figure usa, come è costruita la sintassi, quale metro segue. L'interpretazione risponde a «che cosa significa che il testo faccia proprio questo». La seconda domanda presuppone la prima e non la sostituisce.
L'errore più frequente è riempire lo spazio dell'interpretazione con la biografia dell'autore o con il riassunto del movimento letterario. Sono informazioni, non interpretazioni: nessuna di esse dice qualcosa del testo che hai davanti, e il commissario se ne accorge alla seconda riga.
La mossa che funziona è una sola: prendi un dato formale che hai già rilevato nell'analisi e mostra che cosa produce. Se hai notato che i verbi sono tutti all'imperfetto, non ripeterlo — di' che l'imperfetto sospende l'azione e che quel testo, di conseguenza, non racconta un fatto ma una condizione.
La contestualizzazione viene dopo e serve a una cosa sola: mostrare che quella scelta non è isolata. Puoi collegarla ad altre opere dello stesso autore, alla poetica dichiarata, alla tradizione che l'autore accetta o rifiuta. Ogni collegamento deve tornare al testo, altrimenti è una digressione.
Ricorda infine il vincolo del quadro di riferimento: i testi della Tipologia A vanno dall'Unità d'Italia a oggi. Significa che l'orizzonte di contestualizzazione è sempre il Novecento o il tardo Ottocento — e che una traccia su Foscolo o su Leopardi, in Tipologia A, non può esserti proposta.
Struttura finale: un dato formale, ciò che quel dato produce, un collegamento che lo conferma, e una frase che dica perché il testo continua a valere. Quattro passaggi, nessun elenco di notizie, e la parte più difficile del compito è fatta.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena di isolare che cosa distingue un'interpretazione «articolata» da una corretta ma piatta, perché è lì che si guadagnano gli ultimi punti. Un'interpretazione corretta afferma qualcosa che il testo sostiene e lo dimostra. Un'interpretazione articolata fa un passo in più: riconosce che il testo potrebbe essere letto anche altrimenti, considera quell'altra lettura e mostra perché la propria regge meglio. Per esempio, davanti a un testo che descrive un paesaggio desolato si può leggere la desolazione come stato d'animo proiettato sul paesaggio, oppure come condizione oggettiva davanti a cui l'io resta muto; le due letture producono conseguenze diverse sul senso complessivo, e scegliere motivatamente fra loro è un'operazione critica. Il candidato non deve fabbricare obiezioni artificiali: deve però mostrare di sapere che l'interpretazione è una scelta e non una decifrazione, ed è esattamente questo che l'indicatore generale sull'«espressione di giudizi critici e valutazioni personali» premia.
Ripasso attivo
Prendi un testo del Novecento già analizzato e scrivi una pagina di interpretazione che parta da due osservazioni formali fatte in precedenza, le colleghi a un elemento di contesto e si chiuda con un giudizio critico argomentato.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DM 1095 del 21 novembre 2019 — Quadro di riferimento della prima prova scritta (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e ordinanze (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Verificato · 08/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)
Opera del Vocabolario Italiano, CNR
Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Vedi anche