EuraStudy
Le Indicazioni Nazionali dichiarano «non eludibile» la scomposizione delle forme del romanzo in Pirandello e Svevo: con loro il romanzo italiano smette di raccontare una vicenda e comincia a mettere in dubbio chi la racconta. Il narratore non è più affidabile, il tempo non è più cronologico, il personaggio non ha più un'identità stabile, e la malattia non è un'eccezione ma la condizione normale. Questo argomento ricostruisce la crisi che rende possibile quel cambiamento — Freud, Bergson, Einstein, il crollo delle certezze positiviste — e analizza le due soluzioni: l'inetto sveviano che sopravvive proprio perché inadatto, e la maschera pirandelliana che nasconde il vuoto.
4 sezioni~25 min di lettura4 competenzeVerificato · 08/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere la crisi del romanzo novecentesco, la figura dell'inetto sveviano e la poetica pirandelliana dell'umorismo e della maschera, sapendo analizzare e contestualizzare un brano scelto da La coscienza di Zeno, Il fu Mattia Pascal o dal teatro.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore vocazione umanistico-linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane) si approfondiscono i fondamenti filosofici e scientifici della crisi (Freud, Bergson, Einstein), il confronto con il romanzo europeo coevo (Joyce, Proust, Kafka) e l'analisi delle tecniche narrative novecentesche nei testi originali.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard · Interlinea: Compatto
Carica sempre i media: disattivo
4 sezioni16 punti chiave0 formule20 errori tipici
Che cosa cade e che cosa prende il suo posto
Vocabolario
→ SchedeIn stile prima prova (analisi del testo): di fronte all'incipit de La coscienza di Zeno, in cui il protagonista, su invito del medico, si accinge a scrivere la propria vita ricostruendone l'infanzia, individua tre elementi che segnalano la rottura con il romanzo ottocentesco.
Il racconto e' in prima persona e coincide con il protagonista (Zeno): non c'e' un narratore esterno e onnisciente, ma una voce interna e di parte, che il lettore impara a non prendere alla lettera. Primo elemento di rottura: l'inattendibilita' del narratore.
Il racconto procede per nuclei tematici (il fumo, il padre, il matrimonio) e per associazioni della memoria, non in ordine cronologico. Secondo elemento: il tempo misto, governato dal ricordo, contro la linearita' ottocentesca.
La scrittura nasce come terapia su invito del medico (lo « scrivere » come autoanalisi): il romanzo si apre alla psicoanalisi e all'esplorazione dell'inconscio. Terzo elemento: il fondamento freudiano del racconto.
Risultato: I tre tratti individuati - narratore inattendibile, tempo della memoria, cornice psicoanalitica - mostrano che il brano appartiene al « romanzo della crisi »: la verita' non e' piu' data dall'esterno, ma cercata, e continuamente messa in dubbio, dall'interno di una coscienza.
Errori frequenti
Approfondimento
La nozione bergsoniana di «durata» merita una precisazione perché è quella che più direttamente cambia la forma del romanzo. Il tempo dell'orologio è omogeneo e divisibile: ogni minuto vale un minuto, e i minuti si sommano. Il tempo della coscienza non è così: cinque minuti di attesa e cinque minuti di piacere non hanno la stessa estensione vissuta, e un episodio remoto può occupare nella memoria più spazio di un anno intero. Un romanzo che voglia rendere l'esperienza reale non può quindi disporre gli eventi secondo il calendario: deve seguire il rilievo che essi hanno nella coscienza. Da qui la struttura tematica della «Coscienza di Zeno», dove i capitoli sono intitolati a nuclei — il fumo, la morte del padre, il matrimonio — e non a periodi, e ciascuno ripercorre gli anni ogni volta daccapo. La cronologia non è abolita per capriccio: è sostituita da un ordine che pretende di essere più vero.
Ripasso attivo
Spiega quali garanzie del romanzo ottocentesco vengano meno nel primo Novecento e con quali tecniche siano sostituite, portando per almeno due di esse un esempio da Svevo o da Pirandello.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Romanzo — Enciclopedia Treccani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DM 211/2010) — Lingua e letteratura italiana (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'inetto da Alfonso a Zeno
Vocabolario
→ SchedeIn stile prima prova (analisi e interpretazione): commenta il capitolo del fumo de La coscienza di Zeno, in cui Zeno fissa di continuo la data dell'« ultima sigaretta », spiegando che cosa rivela del personaggio.
Zeno stabilisce ripetutamente la « U.S. » (ultima sigaretta), datandola spesso in coincidenza con date simboliche; ma a ogni proposito ne segue una ricaduta. Il vizio non e' mai vinto: il proposito stesso diventa un piacere.
L'incapacita' di smettere e' la metafora dell'inettitudine: la volonta' di Zeno e' paralizzata, e ogni risoluzione si rovescia nel suo contrario. La sigaretta « ultima » e' tanto piu' gustosa quanto e' dichiarata ultima: il personaggio si autoinganna con lucidita'.
Il racconto e' costruito da Zeno per giustificarsi davanti al medico (e a se' stesso): il lettore percepisce lo scarto tra le intenzioni dichiarate e i fatti, e impara a diffidare della voce narrante.
Risultato: Il motivo dell'ultima sigaretta condensa l'intero romanzo: l'inetto si conosce ma non si corregge, e la sua autoanalisi e' insieme strumento di verita' e occasione di menzogna. La struttura del vizio diventa la struttura stessa della coscienza sveviana.
Errori frequenti
Approfondimento
L'episodio dell'«ultima sigaretta» è il modello in miniatura di tutto il romanzo, e conviene leggerlo come tale. Zeno racconta di aver smesso di fumare innumerevoli volte, e di aver ogni volta segnato la data dell'ultima sigaretta con qualche coincidenza numerica significativa; la solennità del proposito, osserva lui stesso, dava alla sigaretta successiva un sapore migliore, e il proposito serviva dunque a rendere più desiderabile la trasgressione. Il meccanismo è chiaro: la volontà non è al servizio dello scopo dichiarato, ma del suo contrario, e il soggetto lo sa e continua. È la struttura di ogni capitolo — il matrimonio sbagliato scelto per una serie di rifiuti, l'amante presa per dovere, l'affare gestito male —, ed è la ragione per cui il libro non è comico nonostante sia continuamente divertente: il lettore ride di un uomo che descrive con precisione i propri autoinganni senza smettere di praticarli, e sospetta poi di riconoscersi.
Ripasso attivo
Spiega perché nella «Coscienza di Zeno» l'inetto sopravvive mentre l'uomo sano fallisce, e mostra come la struttura del romanzo — la doppia cornice e i capitoli tematici — sostenga questa tesi.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Italo Svevo — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · La coscienza di Zeno — testo integrale (Wikisource)
Dalla vita alla trappola
Vocabolario
→ SchedeIn stile prima prova: a partire dal celebre esempio della vecchia signora imbellettata contenuto ne L'umorismo, ricostruisci il ragionamento con cui Pirandello distingue il comico dall'umoristico.
Vedo una vecchia signora truccata in modo vistoso, con i capelli tinti e abiti giovanili. Avverto subito il contrasto tra cio' che e' (una donna anziana) e cio' che vorrebbe apparire (una donna giovane): e' l'« avvertimento del contrario », che provoca il riso. Questo e' il comico.
Se mi fermo a riflettere, posso immaginare le ragioni di quel travestimento: forse soffre nel vedersi vecchia, forse vuole trattenere l'amore di un marito piu' giovane. La riflessione interviene sull'immagine comica e la scompone.
A questo punto non riesco piu' a ridere come prima: al riso si mescola la pieta'. E' il « sentimento del contrario », che nasce quando la riflessione coglie il rovescio doloroso del fatto comico. Questo e' l'umoristico.
Risultato: Il comico si arresta all'avvertimento del contrario; l'umoristico, grazie alla riflessione, raggiunge il sentimento del contrario, fondendo riso e compassione. In questo « di piu' » della riflessione consiste, per Pirandello, l'essenza dell'arte umoristica.
Errori frequenti
Approfondimento
La «lanterninosofia», esposta nel capitolo XIII del «Fu Mattia Pascal» dal bizzarro Anselmo Paleari, è la formulazione più compatta del relativismo pirandelliano. Ogni uomo, dice Paleari, nasce con un lanternino che proietta attorno a sé un cerchio di luce entro il quale vede e giudica; fuori da quel cerchio c'è il buio, che sarebbe la realtà se non ci fosse nessuno a illuminarla. I lanternini hanno vetri di colori diversi — rossi, verdi, azzurri —, e ciascuno colora il mondo secondo il proprio; e nelle epoche in cui una grande lanterna comune illuminava tutti, gli uomini vedevano le stesse cose, mentre nelle epoche in cui quella lanterna si spegne restano soltanto i lumicini individuali e ciascuno vaga per conto suo. L'immagine dice due cose insieme: che la visione è sempre prospettica, e che la condivisione di una prospettiva è un fatto storico, non naturale. Il Novecento, per Pirandello, è precisamente l'epoca in cui la grande lanterna si è spenta.
Ripasso attivo
Spiega, con l'esempio della vecchia signora, la differenza fra avvertimento e sentimento del contrario, e mostra come la stessa struttura operi in un episodio del «Fu Mattia Pascal».
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Luigi Pirandello — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Il fu Mattia Pascal — testo integrale (Wikisource)
I livelli di «Sei personaggi in cerca d'autore»
Vocabolario
→ SchedeIn stile prima prova: analizza il nucleo concettuale di Sei personaggi in cerca d'autore, spiegando perche' la rappresentazione del dramma dei sei personaggi e' destinata a fallire.
Sul palcoscenico convivono due piani: gli attori di una compagnia, che provano una commedia, e i sei personaggi, esseri di finzione abbandonati dall'autore. I personaggi sono piu' « veri » degli attori, perche' la loro forma artistica e' fissata per sempre e immutabile.
I personaggi chiedono che il loro dramma sia rappresentato; ma quando gli attori provano a recitarlo, lo deformano e lo falsificano, perche' la recitazione e' mutevole e non puo' coincidere con la verita' fissa del personaggio. Ogni messa in scena tradisce l'originale.
Il dramma non puo' essere rappresentato: la verita' del personaggio resta inattingibile, e la conclusione precipita nell'ambiguita' e nello scacco. Emerge il relativismo di Pirandello: non esiste una verita' unica e comunicabile, ma una molteplicita' di prospettive inconciliabili.
Risultato: Il fallimento della rappresentazione e' il senso stesso dell'opera: il « teatro nel teatro » mostra che la forma artistica non puo' restituire la vita senza tradirla, e che la verita' e' irriducibilmente plurale. Pirandello fa cosi' del teatro lo specchio della crisi conoscitiva del Novecento.
«Sei personaggi in cerca d'autore» è il testo su cui si dicono più imprecisioni. Ricostruiamo che cosa accade in scena, passo per passo, perché il meccanismo è preciso e l'effetto dipende interamente da esso.
Il sipario è già alzato quando il pubblico entra, e sul palco una compagnia sta provando un altro testo. Nessuna finzione è ancora cominciata: quello che vediamo è un teatro al lavoro. Questa è la prima mossa, e serve a togliere allo spettatore la cornice a cui è abituato.
Poi entrano i sei. Non sono fantasmi né allucinazioni: sono personaggi, cioè figure che un autore ha concepito e non ha scritto. Chiedono di essere rappresentati, e portano con sé un dramma già interamente accaduto.
Qui sta l'inversione che va capita. Di solito l'attore è reale e il personaggio è finto. Pirandello rovescia: l'attore cambia ogni sera, invecchia, sbaglia, muore; il personaggio è fissato per sempre in ciò che è, e proprio per questo è più reale. Quando gli attori provano a recitare la scena dei sei, il risultato è falso — e i personaggi lo dicono.
L'impossibilità della rappresentazione non è un incidente della trama: è la tesi. Un dramma vissuto non può essere restituito da chi non l'ha vissuto, e ogni messa in scena tradisce ciò che mette in scena. Il teatro dichiara sul palco la propria insufficienza mentre la sta esercitando.
Collega ora al resto del programma. È lo stesso problema della maschera nei romanzi — nessuno riesce a farsi vedere per quello che è —, ma spostato dal personaggio al mezzo: qui non è un uomo a non poter essere conosciuto, è il teatro a non poter conoscere.
All'esame usa questo ordine: sipario già alzato, ingresso dei sei, inversione fra realtà dell'attore e realtà del personaggio, fallimento della prova, tesi. Cinque passaggi, nessun riassunto della vicenda dei sei — che è la parte meno importante del testo.
Errori frequenti
Approfondimento
Il teatro nel teatro non è un'invenzione pirandelliana — Shakespeare e la commedia dell'arte lo praticavano —, ma Pirandello ne cambia la funzione, e vale la pena di precisare come. Nel teatro precedente la scena dentro la scena è un episodio: serve a smascherare un personaggio, a produrre ironia drammatica, a chiudere un intreccio, e la cornice resta stabile. In Pirandello la cornice stessa è instabile: non c'è un livello di realtà da cui osservare la finzione, perché anche il livello degli attori e del capocomico è messo in scena, e in «Questa sera si recita a soggetto» perfino il regista è un personaggio in conflitto con i propri interpreti. Ne segue che lo spettatore non trova mai un piano fermo su cui appoggiarsi: ogni volta che crede di aver individuato il livello reale, il testo lo mostra come un'altra rappresentazione. È esattamente la struttura del pensiero pirandelliano — nessuna forma è quella vera —, ed è per questo che il teatro nel teatro è per lui la forma necessaria e non una possibilità fra le altre.
Ripasso attivo
Spiega perché in «Sei personaggi in cerca d'autore» i personaggi risultino più reali degli attori, e mostra in che modo la rottura della quarta parete traduca sulla scena la tesi pirandelliana su vita e forma.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Sei personaggi in cerca d'autore — testo integrale (Wikisource) · Luigi Pirandello — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)
Verificato · 08/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti
Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)
Vedi anche