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Fra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento due tendenze opposte convivono nello stesso momento e spesso negli stessi autori: il Neoclassicismo, che cerca nell'arte antica un ideale di misura e di armonia, e il Preromanticismo, che scopre il notturno, il sepolcrale, il sublime e la forza distruttiva della passione. Ugo Foscolo non sta fra le due: le tiene insieme. Greco di nascita e italiano di scelta, delude e deluso dalla Rivoluzione, costruisce nell'«Ortis», nei «Sonetti» e nei «Sepolcri» una risposta unica al problema che lo tormenta — se la ragione dimostra che tutto finisce, che cosa rende ancora possibile vivere e agire.
4 sezioni~24 min di lettura4 competenzeVerificato · 08/2026
livello base
A tutti gli indirizzi si richiede di conoscere la biografia e gli ideali di Foscolo, di analizzare almeno un sonetto e il nucleo tematico del carme «Dei Sepolcri», collegandoli al Neoclassicismo e al Preromanticismo.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione umanistica (Liceo Classico, Linguistico, delle Scienze Umane) si approfondisce il rapporto di Foscolo con i modelli classici (Omero, Pindaro, Catullo, Winckelmann) e con la lirica europea preromantica, fino al confronto con «Le Grazie» e alla questione del rapporto poesia-mito.
Profondità di lettura: Approfondimento
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4 sezioni18 punti chiave0 formule20 errori tipici
Neoclassico e preromantico: due tendenze, un'epoca
Vocabolario
→ SchedeNel sonetto «A Zacinto» Foscolo scrive di Venere, di Omero e delle «greche onde» della sua isola natale, ma chiude con l'immagine dell'«illacrimata sepoltura» dell'esule. Classifica i due nuclei e spiega come convivono.
Il riferimento a Venere nata dalle acque, a Omero e al mito greco, insieme alla forma del sonetto e al lessico aulico, rinvia all'ideale classico di bellezza e di armonia.
Il tema dell'esilio, della patria perduta e della «illacrimata sepoltura» (la tomba senza il pianto dei propri cari) esprime dolore soggettivo e nostalgia: e' sensibilita preromantica.
Foscolo usa il mito classico non come pura decorazione, ma per dare misura e nobilta a un'esperienza personale di sradicamento: la forma antica diventa lo specchio in cui si riflette la passione moderna.
Risultato: Il sonetto mostra la compresenza tipica di Foscolo: una cornice neoclassica (mito, Omero, forma chiusa) che contiene un contenuto preromantico (esilio, dolore, morte lontano dalla patria).
Errori frequenti
Approfondimento
La formula di Winckelmann è più problematica di come la scuola la riporta. «Nobile semplicità e quieta grandezza» descrive, nel suo testo, il Laocoonte: un gruppo scultoreo che rappresenta un uomo e i suoi figli soffocati dai serpenti, cioè il dolore fisico estremo. Winckelmann osserva che il volto non urla, e ne ricava che la grandezza greca consiste nel dominare l'espressione della sofferenza, non nel non provarla — come il mare che resta calmo in superficie mentre l'abisso è in tempesta. È esattamente la tesi che serve a Foscolo: la forma classica non nega il dolore, lo contiene. Da qui discende anche la scelta metrica dei suoi testi maggiori, il sonetto e l'endecasillabo sciolto — misure rigidissime applicate a materia incandescente. Chi legge il Neoclassicismo come rifiuto della passione ha frainteso il suo documento fondativo.
Ripasso attivo
Spiega, con almeno due esempi, perché nella stessa opera possano convivere una forma neoclassica e un contenuto preromantico, e che cosa questa convivenza dice della generazione che l'ha prodotta.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Neoclassicismo — Enciclopedia Treccani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Melchiorre Cesarotti — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)
Dal materialismo alle illusioni
Vocabolario
→ SchedeCostruisci un breve paragrafo (8-10 righe) che spieghi cosa sono le «illusioni» foscoliane e perche la poesia ha per Foscolo una funzione eternatrice.
Parti dalla visione materialistica ereditata dall'Illuminismo: la ragione mostra che tutto e' destinato al nulla e che la morte annulla ogni cosa.
Spiega che, di fronte a questo nulla, l'uomo si aggrappa a valori - amore, patria, bellezza, gloria, affetti - che la ragione svela infondati ma che rendono la vita degna di essere vissuta: sono le «illusioni».
Mostra che la poesia raccoglie e fissa queste illusioni, tramandando la memoria degli uomini e dei valori: cosi vince simbolicamente la morte (funzione eternatrice), come accade in «Dei Sepolcri».
Concludi citando un'opera: nei «Sepolcri» la tomba e la poesia conservano il ricordo dei grandi e ispirano i vivi alle «egregie cose».
Risultato: Un paragrafo coeso che lega premessa razionalistica, definizione delle illusioni e funzione eternatrice della poesia, ancorandoli a un'opera precisa.
Errori frequenti
Approfondimento
Il sonetto «Alla sera» compendia l'intero sistema in quattordici versi, e vale la pena di seguirne il movimento. Il poeta si rivolge alla sera come all'immagine della «fatal quiete», cioè della morte, e dichiara che essa gli è cara sia quando l'estate la accompagna con nuvole serene, sia quando l'inverno porta tenebre inquiete: in entrambi i casi essa scende «invocata» nelle sue segrete vie. Nella prima terzina il pensiero segue le «vie che al nulla eterno» conducono, e la fuga del tempo malvagio porta via con sé le «torme delle cure». Nella seconda, mentre lo sguardo contempla la pace della sera, dorme «quello spirto guerrier ch'entro mi rugge». Il testo dice dunque due cose insieme: la morte è il nulla — nessuna promessa — e proprio per questo la sua immagine placa. La forma è perfettamente classica, il contenuto perfettamente disperato, e il verso finale non risolve: lo spirito guerriero dorme, non è vinto. Questa mancata risoluzione è il tratto foscoliano più difficile da imitare e il più facile da tradire in parafrasi.
Ripasso attivo
Spiega in che modo il materialismo foscoliano renda necessarie le illusioni anziché escluderle, e mostra con un esempio testuale come questa tensione si traduca in scelte formali.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
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Fonti: Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Opere di Ugo Foscolo — testi integrali (Wikisource)
«A Zacinto»: dove cade la proposizione principale
Vocabolario
→ SchedeImposta i passaggi essenziali per analizzare un sonetto foscoliano come «Alla sera», dalla comprensione all'interpretazione.
Riformula il testo in prosa: il poeta saluta la sera, immagine cara perche prefigura la pace della morte; essa placa il pensiero del «nulla eterno» e acquieta lo spirito inquieto del poeta.
Riconosci il sonetto: due quartine e due terzine di endecasillabi; individua l'andamento dei periodi e gli enjambement che creano tensione tra metro e sintassi.
Individua figure come l'apostrofe alla sera, le metafore (la sera = pace, morte), le inversioni (iperbati) e i latinismi del lessico aulico.
Collega il testo alla poetica: la sera-morte e' l'illusione consolatrice del riposo; il tema preromantico del nulla e' contenuto nella forma classica e misurata del sonetto.
Risultato: Un'analisi completa che procede da comprensione e parafrasi all'analisi metrico-retorica e all'interpretazione, collegando il testo alla teoria foscoliana delle illusioni.
Errori frequenti
Approfondimento
«A Zacinto» è un caso di scuola per il rapporto fra sintassi e metro, e conviene percorrerlo. Il sonetto è costituito da un solo periodo che si estende dal primo verso al dodicesimo, articolato in una serie di subordinate incassate: il poeta dichiara che non toccherà mai più le sacre sponde dell'isola dove giacque il suo corpo fanciulletto, isola che si specchia nelle onde greche da cui nacque Venere, e che il poeta greco cantò insieme alle acque fatali di Ulisse, il quale però tornò. Solo al dodicesimo verso arriva la proposizione principale, ed è una negazione: a te, mia terra, toccherà del figlio soltanto il canto. Le due terzine capovolgono così quanto le quartine avevano costruito — l'appartenenza mitica, la parentela con Omero e con Venere — e la caduta finale sull'«illacrimata sepoltura» è resa dalla struttura stessa del periodo, che ha differito per undici versi la propria conclusione. Analizzare questo sonetto senza descrivere il ritardo della principale significa perdere esattamente ciò che lo rende un capolavoro.
Ripasso attivo
Analizza «A Zacinto» indicando come il periodo unico attraversi la partizione metrica, e spiega in che modo il confronto con Ulisse costruisca il senso della «illacrimata sepoltura».
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
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Fonti: Ultime lettere di Jacopo Ortis — testo integrale (Wikisource) · Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)
La struttura del carme per estensione dei versi
L'argomentazione dei «Sepolcri»
Vocabolario
→ SchedeSpiega il significato e la funzione del passo di «Dei Sepolcri» dedicato alle tombe dei grandi in Santa Croce a Firenze, collegandolo alla tesi generale del carme.
Foscolo evoca la basilica di Santa Croce a Firenze, «tempio» che custodisce le tombe di Niccolo Machiavelli, Michelangelo e Galileo Galilei, vanto della civilta italiana.
Le tombe dei grandi non servono ai morti, ma accendono nei vivi l'amore di patria e l'emulazione: spingono gli Italiani alle «egregie cose», cioe alle imprese illustri.
Il passo dimostra la tesi centrale: il sepolcro ha un valore civile e morale per i vivi; la memoria dei grandi fonda l'identita e la dignita di un popolo.
Osserva il tono solenne, gli endecasillabi sciolti, le perifrasi e i richiami eruditi: la forma neoclassica nobilita il messaggio civile preromantico.
Risultato: Il passo di Santa Croce illustra concretamente la tesi del carme: le tombe dei grandi conservano la memoria e ispirano i vivi alle egregie cose, fondando l'amore di patria.
«Dei Sepolcri» spaventa perché non ha una trama. Ricostruiamolo come si ricostruisce un ragionamento: non chiediamoci che cosa succede, ma che cosa Foscolo sta dimostrando.
L'occasione è amministrativa. L'editto napoleonico di Saint-Cloud impone che le sepolture avvengano fuori dalle mura, in tombe uguali e senza iscrizioni, per ragioni igieniche e di uguaglianza civile. Foscolo non contesta l'igiene: contesta l'idea che una tomba serva al morto.
Ed è qui la premessa di tutto il carme, e va detta per prima all'esame: la tomba non ha alcun valore per chi è morto. Foscolo è materialista e lo dichiara — dopo la morte non resta nulla. La tomba ha valore per chi resta, perché tiene aperto un legame che altrimenti si spezza.
Da questa premessa il testo procede per allargamenti successivi. Prima il legame privato fra chi piange e chi è pianto; poi il sepolcro come istituzione civile, che tiene insieme una comunità; poi le tombe di Santa Croce, che fanno di una città il luogo dove una nazione si riconosce.
L'ultimo allargamento è il più ambizioso: la poesia stessa è un sepolcro. Il carme si chiude su Omero e sulla tomba di Ettore, e l'argomento diventa questo — le pietre si consumano, i versi no, e ciò che davvero sottrae un uomo all'oblio è essere stato cantato.
Ora osserva la forma: quasi trecento endecasillabi sciolti, senza rima e senza strofe, saldati non da una vicenda ma da transizioni — un «ma», un «te», un nome proprio. È la struttura di un discorso, non di un racconto, ed è per questo che il carme si commenta seguendo l'argomento e non la successione dei fatti.
Un'ultima nota che vale punti: le illusioni, in Foscolo, non sono inganni da smascherare. Sono ciò che rende la vita vivibile a chi ha capito che non c'è nulla dopo. Chi lo dice, mostra di aver letto Foscolo e non il riassunto di Foscolo.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena di osservare come Foscolo eviti una contraddizione che sembrerebbe inevitabile. Se il materialismo è vero, la tomba non ha alcun valore; se la tomba ha valore, il materialismo deve essere falso. Il carme scioglie il dilemma spostando il soggetto: la tomba non ha valore per il morto — e su questo il materialismo resta intatto —, ma per chi resta, per la comunità che attraverso quel segno riconosce una continuità fra le generazioni. È una mossa argomentativa raffinata, e ha una conseguenza importante: il valore non è nella cosa ma nella relazione, cioè in un fatto umano e storico anziché metafisico. La stessa struttura regge la conclusione sulla poesia: Omero non rende immortali gli eroi, li rende ricordabili, e ricordabili per chi verrà dopo. Da questo impianto discende anche la ragione per cui l'esito è amaro e non consolatorio: la memoria dipende interamente dagli uomini, e gli uomini dimenticano. La poesia è l'unico argine, ed è un argine fragile.
Ripasso attivo
Ricostruisci l'argomentazione dei «Sepolcri» in quattro passaggi, indicando per ciascuno la tesi sostenuta, e spiega perché la struttura per concessione rende il carme più persuasivo di una confutazione diretta.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Dei Sepolcri — testo integrale (Wikisource) · Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)
Verificato · 08/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti
Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Vedi anche