EuraStudy
Appunti/Lingua e letteratura italiana/Neoclassicismo e Preromanticismo: Ugo Foscolo
IT · Maturità

Neoclassicismo e Preromanticismo: Ugo Foscolo

Fra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento due tendenze opposte convivono nello stesso momento e spesso negli stessi autori: il Neoclassicismo, che cerca nell'arte antica un ideale di misura e di armonia, e il Preromanticismo, che scopre il notturno, il sepolcrale, il sublime e la forza distruttiva della passione. Ugo Foscolo non sta fra le due: le tiene insieme. Greco di nascita e italiano di scelta, delude e deluso dalla Rivoluzione, costruisce nell'«Ortis», nei «Sonetti» e nei «Sepolcri» una risposta unica al problema che lo tormenta — se la ragione dimostra che tutto finisce, che cosa rende ancora possibile vivere e agire.

4 sezioni·~24 min di lettura·4 competenze·Verificato · 08/2026

T·0777 / 16
Profilo d’esame
Riconoscere i tratti del Neoclassicismo e del Preromanticismo nei testi foscoliani, collocandoli nel contesto storico-culturale di fine Settecento e inizio OttocentoAnalizzare il carme «Dei Sepolcri» individuandone struttura argomentativa, temi, lessico e stileCollocare Foscolo come figura di passaggio tra Illuminismo, Neoclassicismo e Romanticismo, cogliendone la sintesi originale di ragione e passioneLeggere, parafrasare e interpretare un testo poetico foscoliano (sonetto o carme) padroneggiando l'analisi metrico-retorica e tematica
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontainterpretacommentacontestualizzaparafrasagiustifica

livello base

A tutti gli indirizzi si richiede di conoscere la biografia e gli ideali di Foscolo, di analizzare almeno un sonetto e il nucleo tematico del carme «Dei Sepolcri», collegandoli al Neoclassicismo e al Preromanticismo.

livello avanzato

Negli indirizzi a forte vocazione umanistica (Liceo Classico, Linguistico, delle Scienze Umane) si approfondisce il rapporto di Foscolo con i modelli classici (Omero, Pindaro, Catullo, Winckelmann) e con la lirica europea preromantica, fino al confronto con «Le Grazie» e alla questione del rapporto poesia-mito.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

Dimensione del testo: Standard · Interlinea: Compatto

Carica sempre i media: disattivo

Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Neoclassicismo e Preromanticismo: Ugo Foscolo
    • 01Neoclassicismo e Preromanticismo: il contesto○
    • 02Foscolo: vita, ideali, poetica◐
    • 03Il romanzo epistolare e i Sonetti◐
    • 04Dei Sepolcri: analisi del carme●

4 sezioni · 18 punti chiave · 0 formule · 20 errori tipici

§ 01
§ 01

Neoclassicismo e Preromanticismo: il contesto#

~5 min di lettura●○○BaseINOSA-italiano-quinto-anno-neoclassicismo-foscolo

Punti chiave

Il Neoclassicismo nasce da un fatto materiale prima che da un'idea: gli scavi di Ercolano, avviati nel 1738, e quelli di Pompei, dal 1748, restituiscono all'Europa un'antichità concreta, fatta di case, oggetti e affreschi anziché di sole citazioni. Su questa base Johann Joachim Winckelmann formula nella «Storia dell'arte dell'antichità» (1764) la definizione che diventerà il programma del movimento: il carattere dell'arte greca è la nobile semplicità e la quieta grandezza. Non è imitazione servile ma ricerca di un ideale di misura in un'epoca che sente di averla persa.
Il Preromanticismo cresce parallelamente e in direzione opposta, e conviene elencarne i luoghi. In Inghilterra la poesia sepolcrale e notturna — l'«Elegia scritta in un cimitero campestre» di Thomas Gray, i «Pensieri notturni» di Edward Young — introduce la meditazione sulla morte come materia lirica; i canti attribuiti al bardo Ossian, pubblicati da James Macpherson fra il 1760 e il 1765 e in realtà composti da lui, diffondono un immaginario nordico di nebbie, rovine e guerrieri; in Germania lo Sturm und Drang e il «Werther» di Goethe (1774) impongono la passione come destino e il suicidio come esito.
In Italia la mediazione decisiva è quella di Melchiorre Cesarotti, che traduce Ossian in endecasillabi sciolti nel 1763: la sua versione, letterariamente ambiziosa e molto libera, diventa un testo poetico italiano a sé stante e nutre l'immaginario di due generazioni, Foscolo compreso. È un caso in cui una traduzione conta più dell'originale, e vale la pena di segnalarlo: la letteratura italiana si apre all'Europa attraverso i traduttori prima che attraverso gli autori.
Neoclassico e preromantico non sono fasi successive ma tendenze contemporanee, e questo è il punto che l'esame verifica. Antonio Canova scolpisce forme di perfetta compostezza classica e insieme monumenti funebri che parlano di dolore; Foscolo scrive sonetti di equilibrio formale assoluto su temi di esilio, morte e disperazione. La coesistenza non è contraddizione: la forma classica è precisamente ciò che permette di dare misura a un contenuto che minaccia di travolgere chi lo prova. Si veda la Fig. 1.

Neoclassico e preromantico: due tendenze, un'epoca

Neoclassico e preromanticoDiagramma di Venn con 2 insiemi, Neoclassico, PreromanticoNeoclassicoPreromanticoLa misuraIl notturnoFoscolo ·Canova
Fig. 1Non due fasi ma due tendenze simultanee: la forma classica è ciò che dà misura al contenuto preromantico.
Fig. 1 ↓
Il quadro storico dà a questi anni la loro tensione. La Rivoluzione francese suscita entusiasmo e poi delusione; le campagne napoletane e italiane di Napoleone rovesciano gli antichi Stati; il trattato di Campoformio del 1797, con cui Napoleone cede Venezia all'Austria, segna per molti patrioti italiani il crollo della fiducia nella libertà portata dalle armi straniere. La generazione che si forma in quegli anni ha vissuto una speranza politica e il suo tradimento, e questa esperienza è il fondo comune tanto del Neoclassicismo civile quanto del pessimismo preromantico.

Vocabolario

→ Schede
  • neoclassicismoNeoclassicism (ideal of measure drawn from ancient art)Fondato sull'archeologia, non sulla sola citazione letteraria.
  • preromanticismoPre-Romanticism (night, tombs, sublime, passion as fate)Contemporaneo del Neoclassicismo, non successivo.
  • ossianesimoOssianism (the Nordic bardic imaginary)Diffuso in Italia dalla traduzione di Cesarotti (1763).
  • sublimethe sublime (greatness that overwhelms and attracts)Categoria estetica settecentesca, distinta dal bello.
  • CampoformioCampo Formio (the 1797 treaty ceding Venice to Austria)Data della delusione politica per la generazione di Foscolo.
Esempio svolto

Distinguere l'elemento neoclassico da quello preromantico

Nel sonetto «A Zacinto» Foscolo scrive di Venere, di Omero e delle «greche onde» della sua isola natale, ma chiude con l'immagine dell'«illacrimata sepoltura» dell'esule. Classifica i due nuclei e spiega come convivono.

  1. 01Individua l'elemento neoclassico

    Il riferimento a Venere nata dalle acque, a Omero e al mito greco, insieme alla forma del sonetto e al lessico aulico, rinvia all'ideale classico di bellezza e di armonia.

  2. 02Individua l'elemento preromantico

    Il tema dell'esilio, della patria perduta e della «illacrimata sepoltura» (la tomba senza il pianto dei propri cari) esprime dolore soggettivo e nostalgia: e' sensibilita preromantica.

  3. 03Spiega la sintesi

    Foscolo usa il mito classico non come pura decorazione, ma per dare misura e nobilta a un'esperienza personale di sradicamento: la forma antica diventa lo specchio in cui si riflette la passione moderna.

Risultato: Il sonetto mostra la compresenza tipica di Foscolo: una cornice neoclassica (mito, Omero, forma chiusa) che contiene un contenuto preromantico (esilio, dolore, morte lontano dalla patria).

Obiettivo Maturità

  • Presenta Neoclassicismo e Preromanticismo come tendenze contemporanee e non come fasi successive: la loro coesistenza è la domanda, non un dettaglio.
  • Cita la formula di Winckelmann (nobile semplicità e quieta grandezza) e collegala agli scavi di Ercolano e Pompei: l'ideale nasce da una scoperta materiale.
  • Nomina Cesarotti traduttore di Ossian come mediatore decisivo: mostra che sai come le idee europee entrano in Italia.
  • Usa Campoformio 1797 come data-chiave della delusione politica: è il presupposto biografico e ideologico dell'«Ortis».

Errori frequenti

  • Dire che il Preromanticismo segue il Neoclassicismo: sono contemporanei, e spesso convivono nello stesso autore e nella stessa opera.
  • Attribuire i canti di Ossian a un bardo antico: sono composizioni di James Macpherson, e la loro fortuna europea è un fenomeno del Settecento.
  • Confondere Neoclassicismo e Arcadia: la seconda è una reazione settecentesca al Barocco in chiave pastorale, il primo un ideale di forma fondato sull'archeologia.
  • Considerare il Neoclassicismo un'arte fredda: il suo equilibrio formale è ciò che dà misura a contenuti spesso drammatici.
  • Ignorare Campoformio: senza quella delusione la generazione di Foscolo non si spiega.

Approfondimento

La formula di Winckelmann è più problematica di come la scuola la riporta. «Nobile semplicità e quieta grandezza» descrive, nel suo testo, il Laocoonte: un gruppo scultoreo che rappresenta un uomo e i suoi figli soffocati dai serpenti, cioè il dolore fisico estremo. Winckelmann osserva che il volto non urla, e ne ricava che la grandezza greca consiste nel dominare l'espressione della sofferenza, non nel non provarla — come il mare che resta calmo in superficie mentre l'abisso è in tempesta. È esattamente la tesi che serve a Foscolo: la forma classica non nega il dolore, lo contiene. Da qui discende anche la scelta metrica dei suoi testi maggiori, il sonetto e l'endecasillabo sciolto — misure rigidissime applicate a materia incandescente. Chi legge il Neoclassicismo come rifiuto della passione ha frainteso il suo documento fondativo.

§ 01

Ripasso attivo

Spiega, con almeno due esempi, perché nella stessa opera possano convivere una forma neoclassica e un contenuto preromantico, e che cosa questa convivenza dice della generazione che l'ha prodotta.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Neoclassicismo — Enciclopedia Treccani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Melchiorre Cesarotti — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)

§ 02
§ 02

Foscolo: vita, ideali, poetica#

~6 min di lettura●●○StandardINOSA-italiano-quinto-anno-neoclassicismo-foscolo

Punti chiave

Niccolò Ugo Foscolo nasce nel 1778 a Zante, isola ionica allora veneziana, da padre veneziano e madre greca, e muore nel 1827 a Turnham Green presso Londra. La biografia è materia poetica dichiarata: la Grecia natale diventa nei versi la patria mitica e perduta, Venezia la patria politica tradita, l'Inghilterra l'esilio definitivo. Fra i due estremi stanno l'entusiasmo giovanile per Bonaparte, la delusione di Campoformio del 1797, il servizio militare nell'esercito napoleonico, l'insegnamento a Pavia e infine la fuga volontaria nel 1815 per non giurare fedeltà all'Austria.
Il fondamento filosofico è il materialismo, e va enunciato con precisione perché tutto il resto ne dipende. Foscolo aderisce a una concezione secondo cui la materia si trasforma senza sosta e nulla dell'individuo sopravvive alla morte: non c'è aldilà, non c'è premio, la natura è indifferente. La sua formazione unisce il sensismo settecentesco alla lettura di Lucrezio, e non ammette scappatoie consolatorie. Da questa premessa, che è una constatazione e non un programma, nasce il problema che l'opera intera cerca di risolvere.
La risposta sono le «illusioni», il concetto-chiave da definire con esattezza. Non sono inganni da smascherare ma valori che la ragione non può fondare e senza i quali la vita non è vivibile: l'amore, la bellezza, la gloria, la patria, la poesia. Foscolo le chiama illusioni perché sa che non hanno garanzia metafisica, e le difende proprio per questo: sono ciò che l'uomo aggiunge a una natura che non gliene dà motivo. È una posizione lucida e non ingenua, e distinguerla dalla semplice consolazione è ciò che l'esame verifica.
Ne discende la funzione che Foscolo attribuisce alla poesia. Poiché la morte cancella tutto, solo la memoria conserva; e poiché la memoria degli uomini è breve, solo la poesia la rende durevole. Il poeta non consola: sottrae all'oblio. È l'idea che regge i «Sepolcri» e che ritorna nei sonetti come tema del proprio destino — chi muore lontano dalla patria, senza tomba e senza pianto, perde anche quella sopravvivenza.
L'opera si distribuisce in tre nuclei che conviene tenere distinti. Le «Ultime lettere di Jacopo Ortis», romanzo epistolare che unisce delusione politica e amore impossibile. I «Sonetti» e le «Odi», dove la stessa materia riceve forma classica e concentrata. Il carme «Dei Sepolcri» e l'incompiuto «Le Grazie», dove la riflessione si fa civile e mitica. Accanto stanno l'attività di critico e traduttore — la versione dell'«Iliade», il «Viaggio sentimentale» di Sterne — e i saggi scritti in Inghilterra per le riviste, con cui si mantenne negli anni dell'esilio. Si veda la Fig. 2.

Dal materialismo alle illusioni

Dal materialismo alle illusioniGrafo, Materialismo → Nulla sopravvive, Nulla sopravvive → Natura indifferente, Natura indifferente → Le illusioni, Le illusioni → La poesia le conservaMaterialismoNulla sopravviveNaturaindifferenteLe illusioniLa poesia leconserva
Fig. 2Le illusioni non contraddicono il materialismo: ne sono la conseguenza pratica.
Fig. 2 ↓

Vocabolario

→ Schede
  • illusioniillusions (values with no metaphysical guarantee, yet necessary)Non inganni: ciò che l'uomo aggiunge a una natura indifferente.
  • materialismomaterialism (nothing of the individual survives death)Premessa filosofica dichiarata, non conclusione pessimistica.
  • sensismosensism (all knowledge derives from the senses)Corrente settecentesca che informa la formazione di Foscolo.
  • carmecarme (elevated poem in blank hendecasyllables)Genere dei «Sepolcri» e delle «Grazie».
  • esilio/eˈziːljo/exile (the condition that structures his poetics)Volontario dal 1815: rifiutò il giuramento all'Austria.
La riproduzione carica contenuti da YouTube (Google).Apri su YouTube ↗
Esempio svolto

Esporre la teoria delle illusioni

Costruisci un breve paragrafo (8-10 righe) che spieghi cosa sono le «illusioni» foscoliane e perche la poesia ha per Foscolo una funzione eternatrice.

  1. 01Premessa razionalistica

    Parti dalla visione materialistica ereditata dall'Illuminismo: la ragione mostra che tutto e' destinato al nulla e che la morte annulla ogni cosa.

  2. 02Definisci le illusioni

    Spiega che, di fronte a questo nulla, l'uomo si aggrappa a valori - amore, patria, bellezza, gloria, affetti - che la ragione svela infondati ma che rendono la vita degna di essere vissuta: sono le «illusioni».

  3. 03Collega la poesia

    Mostra che la poesia raccoglie e fissa queste illusioni, tramandando la memoria degli uomini e dei valori: cosi vince simbolicamente la morte (funzione eternatrice), come accade in «Dei Sepolcri».

  4. 04Chiudi con un esempio

    Concludi citando un'opera: nei «Sepolcri» la tomba e la poesia conservano il ricordo dei grandi e ispirano i vivi alle «egregie cose».

Risultato: Un paragrafo coeso che lega premessa razionalistica, definizione delle illusioni e funzione eternatrice della poesia, ancorandoli a un'opera precisa.

Obiettivo Maturità

  • Definisci le «illusioni» come valori privi di fondamento metafisico e tuttavia necessari: la definizione esatta è il perno di ogni risposta su Foscolo.
  • Parti dal materialismo e mostra le illusioni come sua conseguenza, non come sua negazione: è il rapporto logico che distingue una lettura corretta.
  • Collega biografia e poetica in modo funzionale — Zante mito, Venezia politica, Inghilterra esilio — senza trasformare l'analisi in una cronaca.
  • Enuncia la funzione della poesia come sottrazione all'oblio e non come consolazione: Foscolo non promette nulla dopo la morte.

Errori frequenti

  • Trattare le illusioni come menzogne consolatorie: sono valori che l'uomo pone e difende sapendoli senza garanzia, ed è questa lucidità a definire Foscolo.
  • Attribuire a Foscolo una fede nell'immortalità dell'anima: il suo materialismo è esplicito e non ammette sopravvivenza individuale.
  • Dire che fu esiliato dall'Austria: lasciò Milano volontariamente nel 1815 per non prestare il giuramento richiesto.
  • Confondere il tema della patria con un nazionalismo generico: in Foscolo la patria è una delle illusioni, cioè un valore scelto e non un dato di natura.
  • Ignorare l'attività di critico e traduttore: gli anni inglesi non sono un'appendice biografica ma una parte consistente della sua opera.

Approfondimento

Il sonetto «Alla sera» compendia l'intero sistema in quattordici versi, e vale la pena di seguirne il movimento. Il poeta si rivolge alla sera come all'immagine della «fatal quiete», cioè della morte, e dichiara che essa gli è cara sia quando l'estate la accompagna con nuvole serene, sia quando l'inverno porta tenebre inquiete: in entrambi i casi essa scende «invocata» nelle sue segrete vie. Nella prima terzina il pensiero segue le «vie che al nulla eterno» conducono, e la fuga del tempo malvagio porta via con sé le «torme delle cure». Nella seconda, mentre lo sguardo contempla la pace della sera, dorme «quello spirto guerrier ch'entro mi rugge». Il testo dice dunque due cose insieme: la morte è il nulla — nessuna promessa — e proprio per questo la sua immagine placa. La forma è perfettamente classica, il contenuto perfettamente disperato, e il verso finale non risolve: lo spirito guerriero dorme, non è vinto. Questa mancata risoluzione è il tratto foscoliano più difficile da imitare e il più facile da tradire in parafrasi.

§ 02

Ripasso attivo

Spiega in che modo il materialismo foscoliano renda necessarie le illusioni anziché escluderle, e mostra con un esempio testuale come questa tensione si traduca in scelte formali.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Opere di Ugo Foscolo — testi integrali (Wikisource)

§ 03
§ 03

Il romanzo epistolare e i Sonetti#

~6 min di lettura●●○StandardINOSA-italiano-quinto-anno-neoclassicismo-foscolo

«A Zacinto»: dove cade la proposizione principale

La sintassi di «A Zacinto»colonna stratificata, 3 strati, Dati: vv. 1-11 · subordinate: l'appartenenza mitica, v. 12 · la principale, ed è una negazione, vv. 13-14 · «illacrimata sepoltura»Versivv. 1-11 · subordinate: l'appartenenza miticav. 12 · la principale, ed è una negazionevv. 13-14 · «illacrimata sepoltura»
Fig. 3Le fasce sono proporzionali ai versi. Il periodo differisce la principale per undici versi: la struttura sintattica è il senso del testo.

Punti chiave

Le «Ultime lettere di Jacopo Ortis» escono in una prima redazione nel 1798 e nella versione definitiva nel 1802, con un'ulteriore edizione a Zurigo nel 1817. È il primo romanzo epistolare italiano di rilievo e il modello dichiarato è il «Werther» di Goethe, ma con una differenza strutturale che va sempre segnalata: alla delusione amorosa Foscolo affianca una delusione politica altrettanto determinante. Jacopo si uccide perché ama senza speranza Teresa, promessa a un altro, e perché ha visto la propria patria venduta a Campoformio.
La forma epistolare a una sola voce è una scelta e non una convenzione. Tutte le lettere sono di Jacopo all'amico Lorenzo, che non risponde mai: il lettore è chiuso dentro una sola coscienza, senza contraddittorio, e assiste al restringersi progressivo dell'orizzonte fino al suicidio. Il romanzo non offre alternative perché il suo protagonista non ne vede, e questa coincidenza fra la forma e lo stato mentale del personaggio è il tratto tecnicamente più moderno del libro.
I «Sonetti» sono dodici e su di essi si esercita la parte più densa dell'analisi formale foscoliana. «Alla sera» costruisce l'equazione fra sera e morte come «fatal quiete» e si chiude sullo «spirto guerrier» che dorme senza essere vinto. «A Zacinto» è un unico periodo che attraversa i quattordici versi e nega al poeta la sepoltura nell'isola natale, contrapponendo il suo destino a quello di Ulisse, che tornò a Itaca; il verso conclusivo, con l'«illacrimata sepoltura», è fra i più citati della nostra letteratura. «In morte del fratello Giovanni» riprende un carme di Catullo e trasforma il rito della visita alla tomba in un'immagine di esilio.
L'analisi metrico-retorica di questi testi va condotta con strumenti precisi, ed è l'esercizio più utile in vista della prima prova. Nel sonetto foscoliano si osservano tipicamente: l'endecasillabo con enjambement forti che spezzano l'unità del verso; il periodo che scavalca la partizione in quartine e terzine, così che la struttura metrica e quella sintattica non coincidono; le apostrofi iniziali che stabiliscono un interlocutore assente; il lessico classicheggiante con latinismi e grecismi. Il metodo è quello richiesto dalla Tipologia A, con un'avvertenza: quella prova propone soltanto testi dall'Unità d'Italia a oggi, sicché il sonetto che troverai in esame sarà semmai di Pascoli, di Saba o di Montale. Foscolo si esercita, non si incontra.
Il rapporto fra Ortis e sonetti va spiegato in termini di forma e non di contenuto, perché è lì che sta la questione. La stessa materia — l'esilio, l'amore impossibile, la morte, la patria perduta — riceve nel romanzo l'espansione della prosa confessionale e nei sonetti la compressione della misura fissa. Nell'«Ortis» il sentimento dilaga e si conclude nel suicidio; nel sonetto è chiuso in quattordici versi e vi resiste. Il classicismo formale non è dunque un abito esteriore: è l'argine che rende la stessa disperazione sopportabile.

Vocabolario

→ Schede
  • romanzo epistolareepistolary novel (told in letters)Nell'«Ortis» a una sola voce: il corrispondente non risponde mai.
  • enjambementenjambment (syntax overrunning the line-end)In Foscolo produce tensione fra la misura del verso e il respiro del periodo.
  • apostrofe/aˈpɔstrofe/apostrophe (address to an absent or abstract interlocutor)Apre quasi tutti i sonetti maggiori.
  • illacrimataunwept (buried with no one to mourn)Neologismo poetico dalla chiusa di «A Zacinto».
  • fatal quietefatal quiet (death, in «Alla sera»)Perifrasi che identifica la sera con la morte.
Esempio svolto

Analisi guidata di un sonetto (modello «Alla sera»)

Imposta i passaggi essenziali per analizzare un sonetto foscoliano come «Alla sera», dalla comprensione all'interpretazione.

  1. 01Comprensione e parafrasi

    Riformula il testo in prosa: il poeta saluta la sera, immagine cara perche prefigura la pace della morte; essa placa il pensiero del «nulla eterno» e acquieta lo spirito inquieto del poeta.

  2. 02Livello metrico

    Riconosci il sonetto: due quartine e due terzine di endecasillabi; individua l'andamento dei periodi e gli enjambement che creano tensione tra metro e sintassi.

  3. 03Livello retorico

    Individua figure come l'apostrofe alla sera, le metafore (la sera = pace, morte), le inversioni (iperbati) e i latinismi del lessico aulico.

  4. 04Interpretazione

    Collega il testo alla poetica: la sera-morte e' l'illusione consolatrice del riposo; il tema preromantico del nulla e' contenuto nella forma classica e misurata del sonetto.

Risultato: Un'analisi completa che procede da comprensione e parafrasi all'analisi metrico-retorica e all'interpretazione, collegando il testo alla teoria foscoliana delle illusioni.

Obiettivo Maturità

  • Segnala sempre la doppia motivazione dell'«Ortis» — amorosa e politica — che lo distingue dal «Werther»: è il confronto che le commissioni chiedono.
  • Spiega la forma epistolare a una voce come scelta strutturale: l'assenza di risposta chiude il lettore dentro la coscienza del protagonista.
  • Analizza il sonetto con strumenti nominati (enjambement, discordanza fra metro e sintassi, apostrofe, latinismi) e chiudi ogni osservazione con la sua funzione.
  • Ricorda che la Tipologia A propone soltanto testi dall'Unità d'Italia a oggi: qui si allena il metodo, non si prevede il testo d'esame.
  • Confronta l'espansione della prosa e la compressione del sonetto sulla stessa materia: è la lettura che dimostra di aver capito il classicismo foscoliano.

Errori frequenti

  • Dire che l'«Ortis» è una traduzione o un adattamento del «Werther»: è un'opera autonoma che ne riprende la forma e vi aggiunge la motivazione politica.
  • Considerare la forma epistolare un espediente narrativo neutro: l'assenza di lettere di risposta è una scelta che determina l'effetto del libro.
  • Attendersi Foscolo in Tipologia A: la prova ammette solo testi dall'Unità d'Italia a oggi, e Foscolo muore nel 1827.
  • Leggere «A Zacinto» come nostalgia generica: il testo nega esplicitamente al poeta il ritorno che Ulisse ottenne, e la privazione è il contenuto.
  • Elencare figure retoriche senza funzione: un enjambement va segnalato per l'effetto che produce, non perché è presente.

Approfondimento

«A Zacinto» è un caso di scuola per il rapporto fra sintassi e metro, e conviene percorrerlo. Il sonetto è costituito da un solo periodo che si estende dal primo verso al dodicesimo, articolato in una serie di subordinate incassate: il poeta dichiara che non toccherà mai più le sacre sponde dell'isola dove giacque il suo corpo fanciulletto, isola che si specchia nelle onde greche da cui nacque Venere, e che il poeta greco cantò insieme alle acque fatali di Ulisse, il quale però tornò. Solo al dodicesimo verso arriva la proposizione principale, ed è una negazione: a te, mia terra, toccherà del figlio soltanto il canto. Le due terzine capovolgono così quanto le quartine avevano costruito — l'appartenenza mitica, la parentela con Omero e con Venere — e la caduta finale sull'«illacrimata sepoltura» è resa dalla struttura stessa del periodo, che ha differito per undici versi la propria conclusione. Analizzare questo sonetto senza descrivere il ritardo della principale significa perdere esattamente ciò che lo rende un capolavoro.

§ 03

Ripasso attivo

Analizza «A Zacinto» indicando come il periodo unico attraversi la partizione metrica, e spiega in che modo il confronto con Ulisse costruisca il senso della «illacrimata sepoltura».

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Ultime lettere di Jacopo Ortis — testo integrale (Wikisource) · Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)

§ 04
§ 04

Dei Sepolcri: analisi del carme#

~7 min di lettura●●●ApprofondimentoINOSA-italiano-quinto-anno-neoclassicismo-foscolo

La struttura del carme per estensione dei versi

La struttura dei Sepolcricolonna stratificata, 4 strati, Dati: I · La negazione materialistica, II · I riti funebri e la civiltà, III · Santa Croce e la funzione civile, IV · Omero, Ettore e la poesiaVersi (295 in tutto)I · La negazione materialisticaII · I riti funebri e la civiltàIII · Santa Croce e la funzione civileIV · Omero, Ettore e la poesia
Fig. 5Le quattro parti non sono simmetriche: la conclusione sulla poesia occupa quasi un terzo del carme.

Punti chiave

«Dei Sepolcri» è un carme di 295 endecasillabi sciolti, pubblicato nel 1807 e dedicato all'amico poeta Ippolito Pindemonte. L'occasione è precisa e va sempre dichiarata: l'editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, esteso all'Italia nel 1806, imponeva per ragioni igieniche e di uguaglianza che i morti fossero sepolti fuori dalle mura cittadine, in fosse uniformi e senza iscrizioni distintive. Il carme nasce da una conversazione con Pindemonte su quel provvedimento e ne discute il significato civile, non l'aspetto sanitario.
L'argomentazione si sviluppa in quattro movimenti che conviene saper distinguere. Nella prima parte Foscolo concede al materialismo tutto ciò che gli spetta: la tomba non serve al morto, che non sente più nulla, e la «corrispondenza d'amorosi sensi» fra chi resta e chi è sepolto è, in termini razionali, un'illusione. Nella seconda mostra però che quella illusione ha una funzione storica: dai riti funebri antichi nasce la civiltà, perché il rispetto per i morti fonda i legami fra i vivi.
La terza parte è la più citata e va conosciuta nel dettaglio. Foscolo descrive le tombe dei grandi in Santa Croce a Firenze — Machiavelli, Michelangelo, Galileo, e più oltre l'urna vuota di Dante — e sostiene che esse ispirano gli animi forti a imprese egregie: la tomba diventa così un'istituzione civile, un luogo dove una nazione riconosce la propria continuità. È qui che il carme si fa politico, in un'Italia priva di indipendenza: le tombe sono ciò che resta di una comunità quando lo Stato manca.
La quarta parte compie il salto decisivo: se anche le tombe rovinano e i sepolcri si perdono, resta la poesia. Foscolo evoca i sepolcri dei re achei presso Troia, la profezia di Cassandra e infine la figura di Omero, che secoli dopo interrogherà quelle rovine e restituirà agli eroi la loro fama. Il carme si chiude sul verso in cui a Ettore, sconfitto e senza tomba nella sua città, la poesia assicura l'onore del pianto. La conclusione è coerente con tutta la poetica foscoliana: non c'è immortalità, c'è memoria, e la poesia è la sua unica forma durevole. Si veda la Fig. 4.

L'argomentazione dei «Sepolcri»

L'argomentazione dei SepolcriGrafo, I · La tomba nulla dà al morto → II · Ma fonda la civiltà, II · Ma fonda la civiltà → III · Santa Croce ispira i vivi, III · Santa Croce ispira i vivi → IV · La poesia sola duraI · La tombanulla dà almortoII · Ma fonda laciviltàIII · SantaCroce ispira iviviIV · La poesiasola dura
Fig. 4Il carme concede all'avversario la premessa e gli sottrae la conclusione: è argomentazione per concessione.
Fig. 4 ↓
Il carme va letto come un testo argomentativo in versi, e questa è la chiave che lo rende utile anche fuori dalla letteratura. Foscolo procede come in una disputa: concede la premessa dell'avversario — il materialismo, che egli stesso condivide —, poi mostra che dalla premessa non segue la conclusione che l'editto trae, perché la funzione della tomba non riguarda il morto ma i vivi; infine estende il ragionamento fino alla poesia. È un modello di argomentazione per concessione, ed è esattamente la struttura che la Tipologia B chiede di riconoscere in un testo dato e di praticare in uno proprio.

Vocabolario

→ Schede
  • carmecarme (long poem in blank hendecasyllables)Genere elevato, di ascendenza classica.
  • editto di Saint-CloudEdict of Saint-Cloud (1804 burial law)Sepolture fuori le mura, uniformi e senza iscrizioni distintive.
  • corrispondenza d'amorosi sensicorrespondence of loving feelings (between living and dead)Riconosciuta come illusione e difesa proprio come tale.
  • argomentazione per concessioneargument by concession (granting the opponent's premise)La struttura logica del carme, utile anche in Tipologia B.
  • urna/ˈurna/urn (the tomb as a civil monument)In Santa Croce diventa istituzione della memoria nazionale.
Esempio svolto

Commento del nucleo di Santa Croce

Spiega il significato e la funzione del passo di «Dei Sepolcri» dedicato alle tombe dei grandi in Santa Croce a Firenze, collegandolo alla tesi generale del carme.

  1. 01Individua il luogo e le figure

    Foscolo evoca la basilica di Santa Croce a Firenze, «tempio» che custodisce le tombe di Niccolo Machiavelli, Michelangelo e Galileo Galilei, vanto della civilta italiana.

  2. 02Spiega la funzione delle tombe

    Le tombe dei grandi non servono ai morti, ma accendono nei vivi l'amore di patria e l'emulazione: spingono gli Italiani alle «egregie cose», cioe alle imprese illustri.

  3. 03Collega alla tesi del carme

    Il passo dimostra la tesi centrale: il sepolcro ha un valore civile e morale per i vivi; la memoria dei grandi fonda l'identita e la dignita di un popolo.

  4. 04Riconosci lo stile

    Osserva il tono solenne, gli endecasillabi sciolti, le perifrasi e i richiami eruditi: la forma neoclassica nobilita il messaggio civile preromantico.

Risultato: Il passo di Santa Croce illustra concretamente la tesi del carme: le tombe dei grandi conservano la memoria e ispirano i vivi alle egregie cose, fondando l'amore di patria.

Spiegazione passo passo7 passaggi
  1. 1

    «Dei Sepolcri» spaventa perché non ha una trama. Ricostruiamolo come si ricostruisce un ragionamento: non chiediamoci che cosa succede, ma che cosa Foscolo sta dimostrando.

  2. 2

    L'occasione è amministrativa. L'editto napoleonico di Saint-Cloud impone che le sepolture avvengano fuori dalle mura, in tombe uguali e senza iscrizioni, per ragioni igieniche e di uguaglianza civile. Foscolo non contesta l'igiene: contesta l'idea che una tomba serva al morto.

  3. 3

    Ed è qui la premessa di tutto il carme, e va detta per prima all'esame: la tomba non ha alcun valore per chi è morto. Foscolo è materialista e lo dichiara — dopo la morte non resta nulla. La tomba ha valore per chi resta, perché tiene aperto un legame che altrimenti si spezza.

  4. 4

    Da questa premessa il testo procede per allargamenti successivi. Prima il legame privato fra chi piange e chi è pianto; poi il sepolcro come istituzione civile, che tiene insieme una comunità; poi le tombe di Santa Croce, che fanno di una città il luogo dove una nazione si riconosce.

  5. 5

    L'ultimo allargamento è il più ambizioso: la poesia stessa è un sepolcro. Il carme si chiude su Omero e sulla tomba di Ettore, e l'argomento diventa questo — le pietre si consumano, i versi no, e ciò che davvero sottrae un uomo all'oblio è essere stato cantato.

  6. 6

    Ora osserva la forma: quasi trecento endecasillabi sciolti, senza rima e senza strofe, saldati non da una vicenda ma da transizioni — un «ma», un «te», un nome proprio. È la struttura di un discorso, non di un racconto, ed è per questo che il carme si commenta seguendo l'argomento e non la successione dei fatti.

  7. 7

    Un'ultima nota che vale punti: le illusioni, in Foscolo, non sono inganni da smascherare. Sono ciò che rende la vita vivibile a chi ha capito che non c'è nulla dopo. Chi lo dice, mostra di aver letto Foscolo e non il riassunto di Foscolo.

Obiettivo Maturità

  • Dichiara sempre l'occasione (editto di Saint-Cloud 1804, esteso all'Italia nel 1806) e il destinatario (Pindemonte): sono i dati che collocano il testo.
  • Ricostruisci i quattro movimenti come passaggi di un'argomentazione, non come parti di una descrizione: il carme dimostra una tesi.
  • Spiega la «corrispondenza d'amorosi sensi» come illusione riconosciuta e difesa: è il punto in cui il materialismo e le illusioni si incontrano nel testo.
  • Usa Santa Croce per mostrare la funzione civile della tomba in un paese senza Stato: è il collegamento con storia più solido del programma.
  • Presenta il carme come modello di argomentazione per concessione: è un'osservazione che vale anche come preparazione alla Tipologia B.

Errori frequenti

  • Dire che Foscolo crede che i morti sentano: nella prima parte lo nega esplicitamente; la tomba serve ai vivi.
  • Attribuire al carme una polemica igienica contro l'editto: Foscolo non discute la sanità pubblica, discute l'uguaglianza anonima delle sepolture e la perdita della memoria.
  • Confondere il metro: sono endecasillabi sciolti, senza rima, non terzine né strofe.
  • Ridurre Santa Croce a un elenco di grandi italiani: la sua funzione nel testo è dimostrare che la tomba ispira le azioni dei vivi.
  • Concludere che la poesia dà immortalità: dà memoria, che è cosa diversa e coerente con il materialismo dichiarato.

Approfondimento

Vale la pena di osservare come Foscolo eviti una contraddizione che sembrerebbe inevitabile. Se il materialismo è vero, la tomba non ha alcun valore; se la tomba ha valore, il materialismo deve essere falso. Il carme scioglie il dilemma spostando il soggetto: la tomba non ha valore per il morto — e su questo il materialismo resta intatto —, ma per chi resta, per la comunità che attraverso quel segno riconosce una continuità fra le generazioni. È una mossa argomentativa raffinata, e ha una conseguenza importante: il valore non è nella cosa ma nella relazione, cioè in un fatto umano e storico anziché metafisico. La stessa struttura regge la conclusione sulla poesia: Omero non rende immortali gli eroi, li rende ricordabili, e ricordabili per chi verrà dopo. Da questo impianto discende anche la ragione per cui l'esito è amaro e non consolatorio: la memoria dipende interamente dagli uomini, e gli uomini dimenticano. La poesia è l'unico argine, ed è un argine fragile.

§ 04

Ripasso attivo

Ricostruisci l'argomentazione dei «Sepolcri» in quattro passaggi, indicando per ciascuno la tesi sostenuta, e spiega perché la struttura per concessione rende il carme più persuasivo di una confutazione diretta.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Dei Sepolcri — testo integrale (Wikisource) · Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani)

Verificato · 08/2026 · Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Neoclassicismo e Preromanticismo: il contesto○
    • 02Foscolo: vita, ideali, poetica◐
    • 03Il romanzo epistolare e i Sonetti◐
    • 04Dei Sepolcri: analisi del carme●

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Neoclassicismo e Preromanticismo: Ugo Foscolo

Consolida questo argomento con domande dalla banca dati.

~24
min
4
Competenze
12
domande
Esercitati
Pianifica un ripasso

Riferimenti e fonti

Fonti

Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani

  • Neoclassicismo — Enciclopedia Treccani
  • Melchiorre Cesarotti — Dizionario Biografico degli Italiani
  • Ugo Foscolo — Dizionario Biografico degli Italiani

Wikisource

  • Opere di Ugo Foscolo — testi integrali
  • Ultime lettere di Jacopo Ortis — testo integrale
  • Dei Sepolcri — testo integrale

Vedi anche

  • Il Settecento: Illuminismo, Parini, Goldoni e AlfieriIl titanismo di Alfieri e il verso sciolto di Parini arrivano a Foscolo per via diretta.
  • Romanticismo e Alessandro ManzoniLe illusioni foscoliane e la Provvidenza manzoniana sono due risposte opposte alla stessa domanda sul senso della storia.
  • Giacomo LeopardiIl materialismo che in Foscolo chiede le illusioni diventa in Leopardi pessimismo cosmico: la linea è continua.

Argomento precedente

Il Settecento: Illuminismo, Parini, Goldoni e Alfieri

Argomento successivo

Romanticismo e Alessandro Manzoni

EuraStudy·Appunti T·07·MMXXVI

Continua con l'argomento successivo: il percorso viene conservato.