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Per diciotto anni l'Inghilterra non ha un teatro. L'ordinanza del 2 settembre 1642 chiude i playhouse pubblici, e quando il palcoscenico riapre nel 1660 non è più lo stesso edificio né lo stesso pubblico: è un teatro al chiuso, illuminato a candele, con scene dipinte e con attrici, concesso per patente reale a due sole compagnie. Nell'intervallo la scrittura inglese passa dalla scena alla pagina, e da lì viene il paradosso su cui è costruito questo argomento: i due capolavori del secolo puritano sono libri stampati sotto la monarchia restaurata. «Paradise Lost» esce nel 1667, in dieci libri e non ancora in dodici, dalla mano di un repubblicano cieco e sconfitto; «The Pilgrim's Progress» nel 1678, da quella di un predicatore che aveva passato dodici anni nel carcere di Bedford. Il percorso segue perciò tre movimenti — il palcoscenico si chiude, la pagina si apre, il palcoscenico torna ma è un altro teatro — e attraversa il contesto politico-religioso, il Puritanesimo e l'allegoria di Bunyan, l'epica di Milton e la stagione della Restaurazione. All'Esame di Stato serve due volte: nel colloquio, dove il Seicento inglese è il ponte fra Shakespeare e il romanzo del Settecento, e nell'analisi in lingua di un passo in verso sciolto, dove il candidato deve nominare ciò che vede e poi dimostrarlo sul testo.
4 sezioni~58 min di lettura4 competenzeVerificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi si richiede di collocare il Puritanesimo, Milton e la Restaurazione nel quadro storico del Seicento, di riconoscere le date-cardine (1642, 1649, 1660, 1688) e di analizzare almeno un estratto di «Paradise Lost» nei suoi temi e nella forma del verso sciolto.
livello avanzato
Nel Liceo Linguistico (e in chi affronta la prova in lingua) si approfondiscono l'analisi testuale ravvicinata in inglese, il rapporto fra la macchina epica classica e la materia biblica, la storia editoriale del poema (1667 in dieci libri, 1674 in dodici) e il confronto istituzionale — non solo di costume — fra il teatro elisabettiano e quello delle due compagnie di patente.
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Il secolo in cinque date
Chi governa, e per quanti anni
Vocabolario
→ SchedePlace these five events in chronological order, state who was governing England at each date, and then explain in one sentence what the sequence means for the English stage: the Glorious Revolution; the ordinance that closed the theatres; the execution of Charles I; the reopening of the playhouses under royal authorisation; Cromwell's appointment as Lord Protector.
Ordinanza di chiusura dei teatri: 2 settembre 1642. Esecuzione di Carlo I: 30 gennaio 1649. Cromwell Lord Protector: dicembre 1653. Riapertura dei teatri con autorizzazione regia: 1660. Gloriosa Rivoluzione: 1688. Cinque eventi, cinque numeri; se manca anche uno solo, la risposta non regge alla domanda successiva.
Nel 1642 regna ancora Carlo I, e la chiusura è un atto del Long Parliament contro di lui, non di un regime puritano già al potere. Nel gennaio 1649 governa il Rump Parliament, cioè i Comuni ridotti dall'espulsione di Pride. Nel dicembre 1653 governa Cromwell come Lord Protector, in forza dell'Instrument of Government. Nel 1660 e nel 1688 governa di nuovo un re, prima Carlo II poi Giacomo II.
La sequenza è 1642, 1649, 1653, 1660, 1688. Fra la chiusura e la riapertura corrono diciotto anni; fra la deposizione cruenta del 1649 e quella incruenta del 1688 ne corrono trentanove. Le due distanze non sono un dettaglio: sono la sostanza della domanda, perché dicono quanto durò il vuoto e quanto ci volle perché il conflitto costituzionale trovasse una soluzione stabile.
Il teatro pubblico scompare per l'intera durata del conflitto e della repubblica e torna con il re. Ma torna diverso: due sole compagnie autorizzate, sale coperte e illuminate a candela, scene dipinte, attrici al posto dei ragazzi. Non è una restituzione di ciò che c'era, è la fondazione di un'altra istituzione, di corte e sotto licenza.
Risultato: L'ordine è 1642, 1649, 1653, 1660, 1688; a quelle date governano rispettivamente Carlo I, il Rump Parliament, Cromwell come Lord Protector, Carlo II e Giacomo II. La sequenza mostra che il teatro inglese non fu semplicemente sospeso e ripreso: fu chiuso per diciotto anni e poi rifondato come istituzione di corte, autorizzata dalla corona e aperta alle attrici.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Write a paragraph of about 130 words in English answering this question: why did the English public stage disappear for eighteen years, and why was what returned in 1660 a new institution rather than the old one reopened? Your paragraph must contain at least three dates, must name the body that ordered the closure, and must state two concrete ways in which the Restoration playhouse differed from the Elizabethan public theatre. One constraint: do not use the name «Cromwell» unless you can also state exactly which office he held at the date you mention.
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Fonti: Oliver Cromwell — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Inghilterra — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Chi sale sulla Mayflower
Le tappe del viaggio di Christian
Vocabolario
→ SchedeIn «The Pilgrim's Progress» Christian and Faithful pass through a place called Vanity Fair. Explain how the name works as allegory, say what happens there, and state what the episode shows about Puritan values. Use the term «allegory» accurately.
«Vanity» traduce la vanitas dell'Ecclesiaste, la futilità di ciò che passa; «fair» è la fiera, il mercato periodico che ogni cittadina inglese conosceva bene. Il composto nomina dunque un mercato la cui merce è precisamente ciò che non dura, e il nome contiene già il giudizio sul luogo.
Christian e Faithful attraversano una fiera in cui si vendono case, terre, cariche, onori, piaceri, mogli e mariti, e persino anime. Rifiutano di comprare e dichiarano di volere soltanto «the truth»; vengono presi per pazzi, aggrediti, processati e condannati. Faithful è messo a morte, Christian riesce a proseguire il cammino.
Non si tratta di un paragone isolato. Il giudice si chiama Lord Hate-good, i testimoni d'accusa Envy, Superstition e Pickthank, la giuria comprende Mr. Blind-man e Mr. Malice: ogni ruolo del processo porta il nome del vizio che lo muove. Il secondo livello copre l'episodio per intero, ed è questo che ne fa un'allegoria e non una metafora.
La fiera è il mondo come il puritano lo giudicava, un luogo in cui tutto è in vendita e nulla dura, e il rifiuto di comprare è la virtù richiesta. Ma l'episodio dice anche altro, e all'esame conviene dirlo: Faithful muore per aver testimoniato la propria fede davanti a un tribunale ostile, e Bunyan scriveva da un carcere in cui era finito esattamente per quel motivo.
Risultato: Vanity Fair è l'allegoria del mondo come mercato: il nome del luogo, i nomi dei personaggi e la procedura stessa del processo possiedono tutti un secondo significato coerente fra loro. Il rifiuto di Christian e il martirio di Faithful traducono in racconto sia la diffidenza puritana verso i beni terreni sia l'esperienza di persecuzione dell'autore.
Errori frequenti
Ripasso attivo
A classmate has written: «The Pilgrims who sailed on the Mayflower in 1620 were Puritans fleeing persecution, and their leader was later imprisoned by Cromwell.» In about 130 words in English, explain to them exactly what is wrong with that sentence and how to correct it. Your answer must distinguish Puritans from Separatists, must give the right date and destination for the Puritan mass emigration, and must end with one sentence saying under which king, and for what offence, the century's great Puritan writer actually went to prison.
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Fonti: Puritanesimo — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · John Bunyan — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · The Pilgrim's Progress — testo integrale (Project Gutenberg)
Milton contro la storia: una vita letta sulla politica
L'architettura dei dodici libri del 1674
Vocabolario
→ SchedeRead Satan's speech in Paradise Lost, Book I, lines 254-263, from «The mind is its own place» to «Better to reign in Hell, then serve in Heav'n». Locate the passage within the architecture of the poem, analyse its verse and its rhetoric, and state, with evidence from the text, whether the poem endorses what Satan says here.
Siamo nel libro I, cioè al principio assoluto del poema e insieme dopo la fine della guerra in Cielo: il racconto comincia in medias res, con i ribelli già precipitati. Satana parla dal lago di fuoco, appena rialzatosi, e si rivolge a Belzebù e per suo tramite alle legioni ancora stordite. Dio non ha ancora detto una parola: parlerà nel libro III. Dichiarare questo in due frasi vale già un punto, perché mostra che si conosce l'architettura e non soltanto il brano.
«The mind is its own place, and in it self / Can make a Heav'n of Hell, a Hell of Heav'n» sono i versi 254-255; la chiusa «Better to reign in Hell, then serve in Heav'n» è il 263. Si scandisce il 254: the-MIND-is-ITS-own-PLACE-and-IN-it-SELF, dieci sillabe e cinque posizioni forti sulle pari. Si dice ad alta voce quello che si è trovato: pentametro giambico, non rimato, dunque blank verse.
Il verso 254 finisce su «in it self» e la frase non è conclusa: il verbo «Can make» apre il 255. È inarcatura, e non è un ornamento. Poiché la rima non segnala la fine del verso, l'unità di respiro diventa il periodo, e il lettore è costretto a proseguire: la sintassi tira avanti mentre il metro batte, ed è da questo attrito che nasce la solennità del blank verse miltoniano.
Il verso 255 è un chiasmo esatto («a Heav'n of Hell, a Hell of Heav'n»): le stesse due parole tornano invertite, e l'inversione è precisamente ciò che il discorso vuole affermare. Il verso 263 è una doppia antitesi, reign contro serve e Hell contro Heav'n, in una struttura parallela che rende la frase una sentenza. Si citano le parole, non solo i nomi delle figure.
Non è una confessione intima: è un discorso deliberativo rivolto a un esercito appena sconfitto, e il suo scopo è rimetterlo in piedi. Poco dopo Satana grida «Awake, arise, or be for ever fall'n». Letto così, il passo è un capolavoro di comando militare, e la sua bellezza è funzionale: deve convincere, e convince anche noi.
Il poema risponde con le parole dello stesso personaggio. Libro IV, in vista dell'Eden: «Which way I flie is Hell; my self am Hell». Libro X, di ritorno a Pandemonio: al posto dell'applauso «A dismal universal hiss», e la trasformazione in serpente. La tesi del libro I, che la mente possa fare del Cielo un Inferno e viceversa, è quindi enunciata dal personaggio e confutata dal testo: il commento deve citare almeno uno dei due luoghi.
Si nomina, si attribuisce e si data: Blake, «of the Devil's party without knowing it», nel «Marriage of Heaven and Hell» (1790-93); Shelley nella «Defence of Poetry». Poi si mette accanto il proposito dichiarato ai versi 24-26, «justifie the wayes of God to men». Non si sceglie: si dice che la potenza retorica è reale ed è voluta, e che serve al disegno invece di contraddirlo.
Una sola frase, che risponda alla consegna e non riassuma: il poema non sottoscrive la massima di Satana, la mette alla prova e la fa crollare, e la magnificenza del discorso è la misura esatta della seduzione che il lettore deve provare per capire la caduta di Eva nel libro IX.
Risultato: I versi 254-263 sono blank verse in inarcatura continua, retti da un chiasmo al 255 e da una doppia antitesi al 263, e costituiscono un discorso deliberativo rivolto a un esercito sconfitto. Il poema non ne sottoscrive la tesi: la smentisce per bocca dello stesso Satana nel libro IV e la punisce nel libro X, sicché la grandezza retorica del passo è lo strumento del disegno di Milton, non una sua incrinatura.
Hai davanti dieci versi di «Paradise Lost» e una consegna che chiede un commento. La tentazione è cominciare a parafrasare. Non farlo: la parafrasi è ciò che la commissione già sa. Un commento è un percorso che parte dal punto in cui il passo si trova nel poema e arriva a un giudizio che qualcuno potrebbe contestare. Facciamo insieme quel percorso sui versi 254-263 del libro I, che sono il brano che l'esame propone più spesso.
Primo passo: dove siamo. Il poema comincia in medias res, con la guerra in Cielo già persa e i ribelli già caduti. I libri I e II stanno interamente all'Inferno, e Dio non parla prima del libro III. Questo significa che le prime parole importanti del poema le pronuncia l'avversario, e che noi lettori lo ascoltiamo per due libri interi prima di sentire l'altra campana. Dirlo in due frasi, all'inizio del commento, dimostra che conosci l'architettura e non soltanto il brano.
Secondo passo: il metro. Leggi ad alta voce «The mind is its own place, and in it self». Conta: dieci sillabe. Adesso marca le posizioni forti, che sono le pari: the-MIND-is-ITS-own-PLACE-and-IN-it-SELF. Cinque coppie di sillaba debole e sillaba forte, cinque giambi, nessuna rima. Questo, e non altro, è il blank verse. Attenzione alla trappola: non si definisce come «verso di dieci sillabe». Ha cinque posizioni forti, e le sillabe possono essere undici quando la parola finale è piana.
Terzo passo: ascolta dove il verso non si ferma. Il 254 finisce su «in it self» e la frase resta appesa; il verbo arriva all'inizio del verso dopo, «Can make a Heav'n of Hell». È l'inarcatura, in inglese enjambment. Poiché non c'è rima a segnalare la fine del verso, l'unità di respiro non è più il verso ma il periodo, e la voce è costretta a tirare avanti. Da questo attrito fra la sintassi che corre e il metro che batte nasce tutta la solennità di Milton.
Quarto passo: la sintassi latineggiante. Guarda l'inizio del poema: «Of Mans First Disobedience, and the Fruit / Of that Forbidden Tree...» e il verbo principale, l'imperativo «Sing», arriva soltanto al sesto verso, mentre la frase si chiude al sedicesimo. Il complemento sta in testa, il verbo sta sospeso in fondo: è la costruzione del periodo latino trapiantata in inglese. Nel commento questo si chiama inversione, e va nominato, perché è la ragione per cui il poema suona come nessun'altra cosa in lingua inglese.
Quinto passo: riconosci la macchina epica. Milton non inventa gli attrezzi, li eredita da Omero e Virgilio e li rimonta su una materia biblica. L'invocazione alla Musa nei primi versi, l'inizio nel mezzo dell'azione, il catalogo dei capi infernali, e la similitudine epica distesa: lo scudo di Satana grande quanto la luna guardata «Through Optic Glass» dall'artista toscano, gli angeli caduti fitti come le foglie d'autunno a Vallombrosa. Nominare una sola di queste similitudini, citandone tre parole, vale più di un elenco di generi.
Sesto passo, ed è il cuore: leggi la retorica di Satana come retorica. Il discorso è costruito in tre tempi. Una massima generale, «The mind is its own place, and in it self / Can make a Heav'n of Hell, a Hell of Heav'n», dove le stesse due parole tornano invertite, cioè un chiasmo. Poi la conseguenza pratica. Poi la sentenza finale, «Better to reign in Hell, then serve in Heav'n», che è una doppia antitesi, reign contro serve e Hell contro Heav'n. Ricorda che «then», nella grafia del Seicento, vale «than»: è un paragone, non un poi. E ricorda a chi Satana sta parlando: a un esercito appena distrutto, che deve rialzarsi. È un discorso di comando, ed è bello perché deve funzionare.
Settimo e ultimo passo: il giudizio. Blake scrisse che Milton era «of the Devil's party without knowing it», e Shelley che il Diavolo di Milton è moralmente superiore al suo Dio. Sono giudizi di poeti romantici, non descrizioni del poema, e vanno attribuiti e datati. Poi metti accanto due prove testuali: nel libro IV Satana ammette «Which way I flie is Hell; my self am Hell», e nel libro X, tornato a annunciare il trionfo, riceve al posto dell'applauso «A dismal universal hiss» e diventa serpente. La conclusione da scrivere è questa: il poema non sottoscrive quella massima, la mette alla prova e la fa crollare, e la magnificenza del discorso è esattamente la misura della seduzione che devi provare tu per capire perché Eva cede nel libro IX.
Errori frequenti
Approfondimento
Quattro approfondimenti portano questa sezione al livello dell'indagine critica. Il primo riguarda la storia materiale del libro: «Paradise Lost» non è nato come oggetto stabile. Il volume del 1667 fu messo in vendita con almeno sei frontespizi diversi nel giro di tre anni, e le prime emissioni non avevano né gli «Arguments» in prosa né la nota «The Verse»: quel testo introduttivo, in cui Milton definisce la rima un'invenzione moderna e non necessaria all'epica, nasce dunque come risposta a una difficoltà di lettura del pubblico, non come manifesto premesso all'opera. Il secondo riguarda le fonti italiane, che il candidato italiano può portare con vantaggio: durante il soggiorno del 1638-39 Milton frequenta l'Accademia degli Svogliati a Firenze e a Napoli conosce Giovanni Battista Manso, il biografo di Tasso; la Treccani ricorda che prima di lasciare l'Italia assistette a rappresentazioni sacre sulla caduta di Adamo e ritiene quasi certa la conoscenza dell'«Adamo» di Giovan Battista Andreini, mentre lo studio del canzoniere di Giovanni Della Casa gli aveva fornito il modello di quello stile eroico che nel poema diventerà il periodo lungo e sospeso. Il terzo riguarda la cronologia dell'opera tarda: nel 1671 escono insieme «Paradise Regained», il poema breve sulla tentazione di Cristo nel deserto, e «Samson Agonistes», la tragedia di un eroe cieco e prigioniero che sceglie la morte per abbattere i nemici del proprio popolo. Che quel personaggio sia stato scritto da un repubblicano cieco e sconfitto è un'osservazione che si può fare, purché si dica che è una lettura e non una dichiarazione dell'autore. Il quarto riguarda la storia della critica, che su questo poema è quasi una disciplina a sé: alla lettura romantica risponde nel Novecento C. S. Lewis con «A Preface to Paradise Lost» (1942), che ricolloca il poema dentro la tradizione dell'epica secondaria e ridimensiona il Satana eroe; e Stanley Fish con «Surprised by Sin» (1967) sposta la questione dal personaggio al lettore, sostenendo che il poema è costruito per farci cadere nella stessa seduzione e poi metterci davanti alla caduta. Chi al colloquio riesce a nominare due di questi tre momenti, con la loro data, ha mostrato di sapere che di un classico si studia anche la storia delle sue letture.
Ripasso attivo
Take the ten lines of Satan's speech in Book I (254-263) and ONE of the two passages that answer it: either «Which way I flie is Hell; my self am Hell» (Book IV) or the «dismal universal hiss» that greets him in Book X. Write about 150 words in English, and do not paraphrase. First say where each passage stands in the twelve-book architecture and who is speaking to whom. Then scan one line from each and state how many syllables and how many stressed positions you found. Then name one rhetorical figure in the Book I passage and quote the words that carry it. Close with a single sentence answering the only question that matters here: does the second passage confirm what Satan claims in the first or refute it, and by what means?
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Fonti: Milton, John — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Paradise Lost — il testo della prima edizione, il cui frontespizio recita «Written in Ten Books» (Project Gutenberg) · Areopagitica — il testo integrale, dove Milton racconta la visita a Galileo (Project Gutenberg)
Le patenti del 1660: due compagnie, una sala di tipo nuovo
Il palcoscenico si chiude, la pagina si apre, il teatro torna
Vocabolario
→ SchedeRead the «proviso scene» in Act IV of Congreve's «The Way of the World», in which Millamant and Mirabell set out their conditions before agreeing to marry. Explain what the scene says about marriage in Restoration comedy, and connect it to the audience the play was written for.
Atto IV. Millamant enuncia per prima le sue condizioni, Mirabell risponde con le proprie, e la scena si chiude su un accordo, non su una dichiarazione d'amore. È il centro della commedia: tutto ciò che precede serve a rendere possibile questa trattativa, tutto ciò che segue serve a proteggerla.
Millamant chiede di poter restare a letto la mattina quanto le pare, di non essere chiamata con nomi vezzosi in pubblico, di ricevere le visite che vuole. La formula che riassume tutto è «let us be very strange and well-bred: let us be as strange as if we had been married a great while; and as well-bred as if we were not married at all», e la conclusione ironica è che, a queste condizioni, «I may by degrees dwindle into a wife»: potrò, poco per volta, ridurmi a moglie.
Il lessico non è amoroso ma contrattuale: «articles», «provisos», «conditions», e Mirabell osserva che la lista dell'altra è cresciuta. La commedia sta mettendo in scena la forma di un atto notarile, e non per scherzo: nel diritto inglese del tempo la moglie perde con il matrimonio la propria capacità patrimoniale, e i beni mobili passano al marito. Ciò che Millamant contratta non è un vezzo, è quanto le resterà di sé.
La sala è piccola, coperta, illuminata a candele, e composta in buona parte da persone che quei contratti li stipulano davvero. La scena è comica perché gli spettatori riconoscono le clausole, e il fatto che a recitarle sia un'attrice, non un ragazzo, toglie l'ultimo schermo: chi parla di matrimonio in scena è, agli occhi del pubblico, una donna che di quel mercato fa parte.
Se ne ricava che lo «wit» non è ornamento verbale ma qualità morale del genere: in un mondo in cui il matrimonio si negozia, l'unica difesa è vedere chiaro e dirlo per primo. Da qui il cinismo della commedia della Restaurazione, che non è disprezzo del sentimento ma realismo sul denaro.
Risultato: La «proviso scene» non è un corteggiamento interrotto da battute: è la tesi della commedia sul matrimonio, esposta nella forma di un contratto, davanti a un pubblico che quei contratti li firma. Lo «wit» misura chi ha capito le regole del gioco, e per questo vale come criterio di merito dentro l'opera.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Two facts about the Restoration theatre are easy to state and hard to use: only two companies held a royal patent, and women played the women's parts for the first time on the professional public stage. Prove that they matter. Choose either Wycherley's «The Country Wife» (1675) or Congreve's «The Way of the World» (1700), name one scene and say in a single sentence what happens in it. Then write about 130 words in English answering this question: what would that scene lose if it were staged in 1600, in daylight, in an open playhouse, before a large mixed paying crowd, with a boy in the woman's part? Do not answer that it would be «less realistic». Name the one specific effect that depends on the roof, the painted scene, the small knowing audience or the actress, and say which of them carries the most weight.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
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Fonti: Samuel Pepys — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · Commedia — Enciclopedia on line (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani) · The Diary of Samuel Pepys — Complete (Project Gutenberg)
Verificato · 07/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti
Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)
Vedi anche