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Le Indicazioni nazionali fissano per il quinto anno un traguardo preciso: la competenza in lingua straniera «riconducibile al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento». Il B2 non è un voto né una quantità di parole conosciute: è una descrizione di che cosa sai fare con la lingua. Il Volume complementare del QCER (Consiglio d'Europa, 2020) organizza quel «saper fare» in quattro modi — ricezione, produzione, interazione e mediazione — e questo argomento li percorre uno per uno. Serve due volte all'esame: nel colloquio, dove la lingua straniera entra nei collegamenti, e nel Liceo Linguistico anche nella seconda prova scritta.
4 sezioni~30 min di lettura5 competenzeVerificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si consolida il livello B2 nelle quattro abilità integrate, applicato a testi di attualità, di studio e letterari.
livello avanzato
Nel Liceo Linguistico il traguardo si avvicina al C1 in una delle lingue ed è sistematico l'uso veicolare della lingua (CLIL) e l'analisi contrastiva tra più lingue straniere.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard · Interlinea: Compatto
Carica sempre i media: disattivo
4 sezioni20 punti chiave0 formule20 errori tipici
Che cosa distingue il B2 dai livelli vicini
Tre modi di leggere, tre domande diverse
Vocabolario
→ SchedeIl testo afferma: «The city council approved the scheme in March, although two of the nine members abstained.» L'affermazione da valutare è: «The scheme was approved unanimously.» True, false o not given?
L'affermazione contiene una sola informazione verificabile: «unanimously», cioè con il voto favorevole di tutti. Tutto il resto — l'approvazione, il consiglio — non è in discussione.
La parte utile del testo è la concessiva: «although two of the nine members abstained». Il testo dice che due membri si sono astenuti, e quindi che non tutti hanno votato a favore.
Il testo contraddice direttamente l'affermazione: se due si sono astenuti, l'approvazione non è unanime. Non serve alcun ragionamento aggiuntivo, e questo è il segnale che la risposta è «false» e non «not given».
Se il testo avesse detto soltanto «The city council approved the scheme in March», l'affermazione sull'unanimità sarebbe stata «not given»: l'approvazione non implica l'unanimità, ma nulla nel testo la escluderebbe.
Risultato: La risposta è «false»: il testo contiene un elemento — l'astensione di due membri — che rende l'affermazione incompatibile con quanto scritto. Il criterio decisivo è se il testo CONTRADDICE (false) o semplicemente TACE (not given).
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena sapere che cosa è cambiato nel 2020, perché riguarda direttamente il modo in cui la ricezione viene oggi descritta. Il Volume complementare del QCER ha riorganizzato le competenze in quattro modi di comunicazione — ricezione, produzione, interazione e mediazione — abbandonando la vecchia lista delle «quattro abilità», e ha eliminato ogni riferimento al parlante nativo come termine di paragone. La conseguenza pratica è che il B2 non si misura più su quanto ci si avvicina a un madrelingua, ma su compiti descritti in positivo: che cosa quel parlante riesce a fare. Il Volume ha inoltre aggiunto un livello pre-A1, i descrittori per l'interazione online e una trattazione ampia della competenza plurilingue e pluriculturale — cioè la capacità di usare insieme le lingue che si conoscono, invece di tenerle in compartimenti separati. Per lo studente di Liceo Linguistico questa è la novità più utile: usare l'italiano, l'inglese e la terza lingua come un unico repertorio non è una scorciatoia, è una competenza descritta e valutabile.
Ripasso attivo
Prendi un articolo di attualità in inglese di circa 700 parole. Fai prima skimming per 60 secondi e scrivi in una frase la tesi dell'autore; poi rileggi in modo intensivo e verifica se la tua frase reggeva. Annota quale segnale — lessicale, sintattico o strutturale — ti aveva fatto capire la posizione.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Lingua e cultura straniera (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'architettura di un testo argomentativo B2
I tre marcatori misurabili del B2 in produzione
Vocabolario
→ SchedeIl paragrafo di partenza è: «Cars are very important. They are fast and comfortable. But they pollute a lot and this is a big problem for the environment. I think we should use them less.» Portalo al livello B2 senza aggiungere informazioni nuove.
Quattro periodi, tutti principali, collegati da «but» e da nulla. Non c'è una sola subordinata: è il tratto che colloca il paragrafo al B1 indipendentemente dal contenuto.
«Very important», «a lot», «a big problem», «I think»: quattro espressioni passe-partout che non dicono nulla di specifico. Ognuna ha un equivalente preciso disponibile al B2.
Si comincia dalla tesi e si subordina il resto: «Although private cars offer a level of speed and comfort that public transport rarely matches, their environmental cost is now difficult to justify.» Un solo periodo assorbe le prime tre frasi e ne esplicita il rapporto logico.
«They pollute a lot» diventa «road transport accounts for a substantial share of urban emissions»: si sostituisce un giudizio vago con una formulazione graduata, che il correttore può considerare difendibile.
La conclusione esprime la posizione tramite la struttura, non tramite una dichiarazione soggettiva: «A shift towards shared and public transport therefore seems less a matter of preference than of necessity.» L'avverbio «therefore» rende visibile il nesso.
Risultato: Il paragrafo riscritto contiene le stesse quattro informazioni ma le organizza in due periodi subordinati, con lessico specifico e affermazioni graduate: la differenza fra B1 e B2, in produzione, è quasi interamente sintattica e lessicale, non informativa.
Errori frequenti
Approfondimento
Un'analisi che paga in sede di correzione riguarda l'hedging, cioè il modo in cui la lingua accademica inglese gradua le affermazioni. In italiano scolastico si tende ad affermare in modo assoluto («la tecnologia ha cambiato la società»); l'inglese accademico considera quel tono una debolezza, perché un'affermazione universale è la più facile da confutare. Gli strumenti sono tre e si combinano: i verbi modali («may», «might», «could»), gli avverbi di frequenza e probabilità («often», «arguably», «to some extent»), e i verbi di tendenza («tend to», «be likely to»). «Social media damage teenagers' attention» è un'affermazione che il primo controesempio distrugge; «social media may reduce sustained attention in some users» resiste, e per giunta suona più competente. Il punto non è attenuare per prudenza: è calibrare la forza dell'affermazione sulla forza della prova che si è in grado di portare, ed è precisamente ciò che gli indicatori di «espressione di giudizi critici» premiano.
Ripasso attivo
Scrivi 180 parole sulla tesi «Social media have made teenagers better informed». Vincoli: la tesi nella prima frase, due paragrafi con topic sentence iniziale, un paragrafo che concede l'obiezione più forte e la limita, zero forme contratte. Poi conta le parole: se hai sforato, taglia senza riscrivere.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · International language standards — CEFR levels (Cambridge University Press & Assessment)
Produzione e interazione a confronto
Mediare che cosa: i tre oggetti
Vocabolario
→ SchedeUn articolo italiano spiega che una città ha introdotto una zona a traffico limitato e che nel primo anno le emissioni sono calate del 12 %, mentre i negozi del centro hanno registrato un calo di fatturato del 4 %. Media il contenuto in inglese (a) per uno studente straniero che non conosce l'Italia, (b) per un urbanista.
Lo studente straniero non sa che cosa sia una ZTL né perché i centri storici italiani siano un caso particolare: gli serve il contesto. L'urbanista conosce il dispositivo e non ha bisogno che gli si spieghi: gli serve il dato e il suo margine di incertezza.
Che cos'è una zona a traffico limitato; che è stata introdotta in un centro storico, cioè in un tessuto urbano medievale non progettato per le automobili; che il primo bilancio mostra un guadagno ambientale accompagnato da un costo commerciale.
Le due cifre, −12 % di emissioni e −4 % di fatturato; il fatto che si tratti di un solo anno di osservazione, e quindi che l'effetto di novità non sia isolabile; l'assenza, nel testo, di un gruppo di controllo che permetta di attribuire il calo alla misura.
Per (a): «The city closed its historic centre to most private cars — an old district built long before the car existed. After one year the air is measurably cleaner, but shops in the area have sold less.» Per (b): «Emissions fell by 12 % and retail turnover by 4 % over a single year; with no control area reported, the trade-off is suggestive rather than established.»
Per (a) l'aggancio è l'esperienza: la maggior parte delle città europee ha oggi qualche forma di restrizione al traffico. Per (b) è metodologico: il risultato è coerente con la letteratura sulle low-emission zones, ma un anno non basta a separare l'effetto della misura dalla variazione stagionale.
Risultato: Le due mediazioni condividono la fonte e non condividono quasi nulla: cambia il contesto fornito, cambiano i punti selezionati, cambia il registro. È questa dipendenza dal destinatario a distinguere la mediazione dal riassunto e dalla traduzione.
La mediazione è la competenza che il colloquio mette alla prova più di ogni altra, e quasi nessuno la esercita perché nessuno le dà un nome. Ricostruiamola dal compito reale.
Il compito è questo: hai un contenuto e hai un destinatario che non ci arriva da solo. Un articolo in italiano e un interlocutore che legge solo inglese; un capitolo di filosofia e un compagno che non lo ha studiato; un grafico e una commissione che vuole sapere che cosa significa. In tutti e tre i casi devi far passare qualcosa da una parte all'altra.
La prima decisione, e la più importante, riguarda il destinatario, non il testo. Chiediti che cosa sa già e che cosa gli serve. Un compagno che non conosce l'argomento ha bisogno del contesto e può fare a meno dei dettagli tecnici; un esperto ha bisogno esattamente del contrario. La stessa fonte produce due mediazioni diverse, ed entrambe possono essere corrette.
La seconda decisione è che cosa buttare via. Un riassunto che conserva tutto non è una mediazione: è una traduzione abbreviata. Scegli tre punti — non cinque, non due — e accetta che tutto il resto sparisca. Questo è il passaggio che i candidati non fanno, ed è il motivo per cui i loro riassunti risultano lunghi e vaghi insieme.
La terza mossa è la riformulazione. Ogni punto va detto con parole tue, e la ragione non è morale: è che riformulare È la prova che hai capito. Un correttore riconosce in mezzo secondo una frase copiata dall'originale, e quella frase, per quanto corretta, non dimostra nulla sulla tua competenza.
L'ultima mossa è agganciare. Collega i tre punti a ciò che il destinatario già conosce — un fatto storico, un altro testo, un'esperienza comune. Senza aggancio l'informazione resta sospesa; con l'aggancio diventa utilizzabile, ed è questo che distingue una spiegazione riuscita da un elenco corretto.
Prova ora il ciclo completo su un articolo qualsiasi: destinatario, tre punti, riformulazione, aggancio. Quattro passaggi, due minuti di parlato, ed è esattamente la struttura che ti serve quando la commissione ti mette davanti un materiale che non hai mai visto.
Errori frequenti
Approfondimento
La mediazione ha implicazioni che vanno oltre l'esame e che vale la pena conoscere perché rovesciano un'idea diffusa. Per decenni l'obiettivo dell'insegnamento linguistico è stato avvicinarsi al parlante nativo, e usare l'italiano durante una lezione di inglese era considerato un cedimento. Il Volume complementare del 2020 abbandona esplicitamente il riferimento al parlante nativo e introduce la competenza plurilingue: il repertorio di un parlante non è fatto di lingue separate ma di un'unica risorsa in cui le lingue si sostengono a vicenda. Da qui deriva che passare da una lingua all'altra per rendere accessibile un contenuto non è un ripiego, è la competenza che il quadro descrive e valuta. Per uno studente italiano che studia due o tre lingue straniere questa è una notizia pratica: il confronto fra le strutture dell'italiano, dell'inglese e della terza lingua — perché l'inglese non ha il congiuntivo dove l'italiano lo richiede, perché la posizione dell'aggettivo cambia il significato — non è tempo sottratto all'inglese, è il modo più efficiente di impararlo.
Ripasso attivo
Prendi un articolo italiano di 500 parole su un tema di attualità. Riassumilo in inglese in 100 parole per un compagno che non conosce l'argomento; poi riscrivilo in 100 parole per un esperto del settore. Confronta le due versioni: che cosa hai tolto e che cosa hai aggiunto per ciascun destinatario?
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
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Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · International language standards — CEFR levels (Cambridge University Press & Assessment)
Le tre leve del registro
Tre strati, tre gradi di formalità
Vocabolario
→ SchedeIl messaggio di partenza è: «Hi, I can't come to the meeting on Friday because I've got a doctor's appointment. Can we do it another day? Let me know. Thanks!» Portalo al registro di una comunicazione professionale.
«Can't» e «I've got» segnalano il parlato. Diventano «will not be able to» e «I have»: la forma estesa è la prima leva grammaticale e da sola sposta già la percezione del testo.
«Can we do it another day» usa «do», il verbo più generico dell'inglese. «Reschedule» dice esattamente la stessa cosa con un termine di origine latina e con maggiore precisione.
«Let me know» è un imperativo. Diventa «I would be grateful if you could let me know»: non è cerimoniosità, è la distanza che la comunicazione professionale inglese si aspetta.
«Hi» e «Thanks!» sono formule di messaggistica. «Dear Dr Smith» e «Kind regards» sono gli equivalenti professionali, e la loro assenza è ciò che un lettore inglese nota per primo.
Il testo riscritto — «Dear Dr Smith, I will not be able to attend Friday's meeting, as I have a medical appointment. Would it be possible to reschedule? I would be grateful if you could let me know. Kind regards…» — muove tutte e tre le leve nella stessa direzione. È la coerenza fra le tre a produrre l'effetto, non la singola sostituzione.
Risultato: Il contenuto è identico in entrambe le versioni: cambia soltanto il registro, ottenuto muovendo insieme lessico, grammatica e grado di indirettezza. Un testo che muove una sola leva risulta incoerente e suona peggio dell'originale informale.
Errori frequenti
Approfondimento
C'è una ragione storica dietro la doppia disponibilità lessicale dell'inglese, e conoscerla trasforma una lista da memorizzare in un sistema prevedibile. Dopo il 1066 la conquista normanna sovrappone al fondo germanico anglosassone uno strato di francese, che diventa la lingua della corte, del diritto e dell'amministrazione; a questo si aggiunge, dal Rinascimento in poi, il latino della cultura scientifica. Il risultato è che l'inglese possiede spesso due o tre parole per la stessa nozione, disposte su una scala di formalità che riproduce quella stratificazione: «kingly» (germanico), «royal» (francese), «regal» (latino) dicono la stessa cosa con tre distanze diverse dal parlante. Lo stesso vale per gli animali da cortile — «cow», «pig», «sheep» restano germanici perché li allevavano i contadini inglesi, mentre a tavola diventano «beef», «pork», «mutton», dal francese dei signori. Per uno studente italiano questa è una notizia operativa: il lessico latineggiante dell'inglese formale è in larga parte trasparente, e ciò che sembra difficile — il lessico quotidiano, i phrasal verbs — è la parte germanica, cioè quella che va davvero studiata.
Ripasso attivo
Scrivi due volte la stessa richiesta — chiedere a un docente di posticipare una verifica —: una in un'e-mail formale, una in un messaggio a un compagno. Poi evidenzia le tre leve del registro (lessico, grammatica, indirettezza) e verifica di averle mosse tutte e tre nella stessa direzione.
Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Lingua e cultura straniera (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Verificato · 07/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti
Commissione europea — Europass
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)
Cambridge University Press & Assessment
Vedi anche