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IT · Maturità

Competenze linguistiche B2 (comprensione, produzione, interazione)

Le Indicazioni nazionali fissano per il quinto anno un traguardo preciso: la competenza in lingua straniera «riconducibile al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento». Il B2 non è un voto né una quantità di parole conosciute: è una descrizione di che cosa sai fare con la lingua. Il Volume complementare del QCER (Consiglio d'Europa, 2020) organizza quel «saper fare» in quattro modi — ricezione, produzione, interazione e mediazione — e questo argomento li percorre uno per uno. Serve due volte all'esame: nel colloquio, dove la lingua straniera entra nei collegamenti, e nel Liceo Linguistico anche nella seconda prova scritta.

4 sezioni·~30 min di lettura·5 competenze·Verificato · 07/2026

T·0111 / 16
Profilo d’esame
Comprendere in modo globale, selettivo e dettagliato testi orali e scritti di argomento concreto e astratto, comprese le discussioni tecniche del proprio settoreProdurre testi orali e scritti chiari e articolati, sostenendo un punto di vista con vantaggi e svantaggiInteragire con scioltezza e spontaneità sufficienti a rendere possibile una conversazione naturale con un parlante nativoMediare un testo, un concetto o una comunicazione fra lingue e fra interlocutori, riformulando senza tradurre parola per parolaRiflettere sul sistema della lingua, sui registri e sul proprio metodo di studio, anche in contesto CLIL
Operatori:comprendianalizzaspiegadescriviconfrontainterpretaargomentariassumiinteragiscimediaproducigiustifica

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si consolida il livello B2 nelle quattro abilità integrate, applicato a testi di attualità, di studio e letterari.

livello avanzato

Nel Liceo Linguistico il traguardo si avvicina al C1 in una delle lingue ed è sistematico l'uso veicolare della lingua (CLIL) e l'analisi contrastiva tra più lingue straniere.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Competenze linguistiche B2 (comprensione, produzione, interazione)
    • 01Ricezione: listening e reading al livello B2◐
    • 02Produzione: speaking e writing al livello B2◐
    • 03Interazione e mediazione: i due modi che il colloquio mette alla prova●
    • 04Riflessione sulla lingua, registri e metodo (anche CLIL)◐

4 sezioni · 20 punti chiave · 0 formule · 20 errori tipici

§ 01
§ 01

Ricezione: listening e reading al livello B2#

~7 min di lettura●●○StandardINOSA-inglese-lingua-quinquennio-B2INQCER — livello B2 (Consiglio d'Europa)INStrategie di comprensione: skimming, scanning, inferenza

Punti chiave

Il descrittore globale del B2 comincia dalla ricezione, e la sua formulazione va conosciuta perché è la definizione operativa del traguardo: a questo livello si comprendono le idee principali di un testo complesso su argomenti sia concreti sia astratti, comprese le discussioni tecniche del proprio settore di specializzazione. Le due parole che fanno la differenza rispetto al B1 sono «complesso» e «astratto»: al B1 il testo è «chiaro e standard» su temi familiari, al B2 può essere articolato, implicito e su un argomento che non hai mai incontrato. La Fig. 2 allinea le formulazioni della scala globale e mostra dove cade il salto.

Che cosa distingue il B2 dai livelli vicini

La scala globale intorno al B2colonna stratificata, 3 strati, Dati: C1 · testi lunghi, significato implicito, B2 · testi complessi, concreti e astratti, B1 · testi chiari e standard, temi notiC1 · testi lunghi, significato implicitoB2 · testi complessi, concreti e astrattiB1 · testi chiari e standard, temi noti
Fig. 2Le formulazioni della scala globale del QCER. Le due parole che segnano il salto verso il B2 sono «complesso» e «astratto»; verso il C1 è «implicito».
Fig. 2 ↓
La ricezione non è un'abilità unica ma tre operazioni diverse, e la prima competenza da acquisire è scegliere quella giusta prima di cominciare a leggere. Lo skimming percorre il testo rapidamente per ricavarne l'argomento e la posizione dell'autore: si leggono titolo, prima e ultima frase di ogni paragrafo. Lo scanning cerca un'informazione puntuale — una data, un nome, una cifra — ignorando tutto il resto. La lettura intensiva è lenta e integrale, e serve solo quando la domanda riguarda l'implicito, il tono o una sfumatura lessicale. Si veda la Fig. 1.

Tre modi di leggere, tre domande diverse

Scegliere il modo di letturaDiagramma ad albero, 3 percorsi, Dati: L'argomento → skimming; Un dato → scanning; L'implicito → lettura intensivaChe cosa chiede la domanda?L'argomento → skimmingUn dato → scanningL'implicito → lettura intensiva
Fig. 1La scelta si fa PRIMA di leggere, guardando la domanda. La lettura intensiva è la più lenta e va riservata alle domande di inferenza, dove si decide il voto.
Fig. 1 ↓
La competenza specifica del B2 è l'inferenza: ricavare ciò che il testo non dice. Si esercita su tre segnali. Il primo è lessicale: un aggettivo valutativo («allegedly», «so-called», «ambitious») rivela l'atteggiamento di chi scrive. Il secondo è sintattico: le concessive («although», «while», «admittedly») annunciano che la tesi vera arriverà dopo. Il terzo è strutturale: ciò che l'autore mette per ultimo è quasi sempre ciò che gli sta più a cuore.
Nell'ascolto il problema tecnico è diverso: la difficoltà non è il lessico ma la catena parlata. L'inglese parlato riduce le sillabe deboli a uno schwa, lega la consonante finale alla vocale iniziale della parola successiva («an apple» suona «a-napple») e comprime le forme grammaticali («would have» → «would've» → «wuda»). Chi si allena solo su registrazioni lente si troverà davanti a un materiale d'esame che non riconosce. La preparazione utile è ascoltare parlato reale — notiziari, podcast, interviste — accettando di non capire tutto.
Le domande di comprensione hanno tipologie riconoscibili e ciascuna va aggredita in modo diverso. Le domande a scelta multipla si risolvono per eliminazione, cercando nel testo la porzione che rende FALSE le altre opzioni. Le «true / false / not given» premiano chi distingue fra un'affermazione contraddetta dal testo (false) e una semplicemente assente (not given): è la distinzione su cui si perdono più punti. Le domande aperte chiedono una risposta con parole proprie, e copiare la frase del testo vale zero.
Una regola pratica che vale l'intero esercizio: leggi le domande PRIMA del testo. Le domande dicono che cosa cercare e in quale ordine — nella maggior parte delle prove seguono la sequenza del testo — e trasformano una lettura passiva in una ricerca mirata. Il tempo risparmiato va speso sulle due o tre domande che richiedono inferenza, dove si decide il voto.

Vocabolario

→ Schede
  • ricezione/ritʃetˈtsjoːne/reception (listening and reading)Uno dei quattro modi del Volume complementare 2020, non più una «abilità» isolata.
  • lettura globaleskimmingSi legge titolo, prima e ultima frase di ogni paragrafo: serve l'idea, non i dettagli.
  • lettura selettivascanningSi cerca un dato preciso e si ignora tutto il resto.
  • inferenza/infeˈrɛntsa/inferenceRicavare ciò che il testo non dice: è la competenza che separa il B2 dal B1.
  • parola chiavekey wordNelle prove di comprensione le domande la contengono quasi sempre riformulata, non identica.
  • non dichiaratonot givenIl testo non contiene l'informazione: diverso da «false», che significa contraddetto.
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Esempio svolto

Decidere fra «false» e «not given»

Il testo afferma: «The city council approved the scheme in March, although two of the nine members abstained.» L'affermazione da valutare è: «The scheme was approved unanimously.» True, false o not given?

  1. 01Isolare l'affermazione

    L'affermazione contiene una sola informazione verificabile: «unanimously», cioè con il voto favorevole di tutti. Tutto il resto — l'approvazione, il consiglio — non è in discussione.

  2. 02Cercare la porzione pertinente

    La parte utile del testo è la concessiva: «although two of the nine members abstained». Il testo dice che due membri si sono astenuti, e quindi che non tutti hanno votato a favore.

  3. 03Confrontare, non interpretare

    Il testo contraddice direttamente l'affermazione: se due si sono astenuti, l'approvazione non è unanime. Non serve alcun ragionamento aggiuntivo, e questo è il segnale che la risposta è «false» e non «not given».

  4. 04Controllare il caso opposto

    Se il testo avesse detto soltanto «The city council approved the scheme in March», l'affermazione sull'unanimità sarebbe stata «not given»: l'approvazione non implica l'unanimità, ma nulla nel testo la escluderebbe.

Risultato: La risposta è «false»: il testo contiene un elemento — l'astensione di due membri — che rende l'affermazione incompatibile con quanto scritto. Il criterio decisivo è se il testo CONTRADDICE (false) o semplicemente TACE (not given).

Obiettivo Maturità

  • Prima di leggere, decidi il modo: skimming per l'idea generale, scanning per un dato, lettura intensiva solo per l'implicito. Sbagliare modo costa più che non conoscere una parola.
  • Nelle «true / false / not given» distingui contraddetto da assente: «not given» significa che il testo non lo dice, non che è falso.
  • Alle domande aperte rispondi riformulando: copiare una frase del testo non dimostra comprensione e non ottiene punti.
  • Cerca gli indicatori di atteggiamento — «allegedly», «so-called», «admittedly», «arguably» — quando la domanda riguarda il tono o l'opinione dell'autore.
  • Leggi le domande prima del testo: nella maggior parte delle prove ne seguono l'ordine e ti dicono che cosa cercare.

Errori frequenti

  • Leggere ogni testo alla stessa velocità: la comprensione al B2 si misura anche sulla capacità di variare il modo di lettura.
  • Marcare «false» un'affermazione che il testo semplicemente non contiene: è «not given», e la differenza è quasi sempre valutata.
  • Fermarsi alla prima parola sconosciuta: al B2 si deve inferire il significato dal contesto e proseguire, non interrompere la lettura.
  • Preparare l'ascolto solo su audio didattici rallentati: il materiale d'esame è parlato reale, con riduzioni e legamenti.
  • Rispondere alle domande aperte con la frase copiata dal testo: la consegna chiede «in your own words» e la copiatura annulla il punto.

Approfondimento

Vale la pena sapere che cosa è cambiato nel 2020, perché riguarda direttamente il modo in cui la ricezione viene oggi descritta. Il Volume complementare del QCER ha riorganizzato le competenze in quattro modi di comunicazione — ricezione, produzione, interazione e mediazione — abbandonando la vecchia lista delle «quattro abilità», e ha eliminato ogni riferimento al parlante nativo come termine di paragone. La conseguenza pratica è che il B2 non si misura più su quanto ci si avvicina a un madrelingua, ma su compiti descritti in positivo: che cosa quel parlante riesce a fare. Il Volume ha inoltre aggiunto un livello pre-A1, i descrittori per l'interazione online e una trattazione ampia della competenza plurilingue e pluriculturale — cioè la capacità di usare insieme le lingue che si conoscono, invece di tenerle in compartimenti separati. Per lo studente di Liceo Linguistico questa è la novità più utile: usare l'italiano, l'inglese e la terza lingua come un unico repertorio non è una scorciatoia, è una competenza descritta e valutabile.

§ 01

Ripasso attivo

Prendi un articolo di attualità in inglese di circa 700 parole. Fai prima skimming per 60 secondi e scrivi in una frase la tesi dell'autore; poi rileggi in modo intensivo e verifica se la tua frase reggeva. Annota quale segnale — lessicale, sintattico o strutturale — ti aveva fatto capire la posizione.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Lingua e cultura straniera (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02
§ 02

Produzione: speaking e writing al livello B2#

~7 min di lettura●●○StandardINOSA-inglese-lingua-quinquennio-B2INQCER — livello B2 (Consiglio d'Europa)INFunzioni comunicative, lessico tematico, strutture morfosintattiche del livello B2

Punti chiave

Il descrittore B2 per la produzione chiede un testo chiaro e articolato su una gamma ampia di argomenti, e in più una cosa che il B1 non chiede: sostenere un punto di vista illustrando vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni. È un salto di natura, non di quantità. Al B1 si espone; al B2 si argomenta, e argomentare significa dichiarare una posizione, riconoscere l'obiezione e rispondere. Un testo che elenca soltanto informazioni corrette resta, per definizione, al livello inferiore.
L'architettura di un testo argomentativo B2 è fissa e conviene automatizzarla, perché libera attenzione per la lingua. Si apre con una frase che dichiara la tesi senza preamboli. Seguono due o tre paragrafi, ciascuno con una topic sentence in prima posizione, un'esemplificazione e una frase di chiusura che riporta l'esempio alla tesi. Si concede poi lo spazio all'obiezione più forte — non alla più debole — e la si limita invece di negarla. La conclusione non riassume: dice che cosa segue dalla tesi. Si veda la Fig. 3.

L'architettura di un testo argomentativo B2

Cinque mosse, in quest'ordinecolonna stratificata, 5 strati, Dati: Conclusione: che cosa segue, Concessione: l'obiezione più forte, Argomento 2 + esempio, Argomento 1 + topic sentence, Tesi, nella prima fraseConclusione: che cosa segueConcessione: l'obiezione più forteArgomento 2 + esempioArgomento 1 + topic sentenceTesi, nella prima frase
Fig. 3La quarta fascia, in evidenza, è quella che i candidati saltano ed è quella che distingue un B2 da un B1: concedere l'obiezione più forte e limitarla.
Fig. 3 ↓
La differenza fra un B1 travestito e un vero B2 si vede su tre marcatori misurabili. Il primo è la subordinazione: quanti periodi contengono una relativa, una concessiva o una condizionale invece di una sequenza di frasi coordinate. Il secondo è la precisione lessicale: «important» ripetuto sei volte segnala il B1, mentre «crucial», «significant», «far-reaching» usati dove servono segnalano il B2. Il terzo è l'hedging, cioè la capacità di graduare l'affermazione — «tends to», «is likely to», «in most cases» — invece di affermare tutto in modo assoluto. La Fig. 4 raccoglie i tre controlli nella forma in cui vanno applicati al proprio testo prima di consegnarlo.

I tre marcatori misurabili del B2 in produzione

Tre controlli prima di consegnareDiagramma ad albero, 3 percorsi, Dati: Subordina, non coordina; Lessico preciso, non generico; Attenua, non afferma tuttoÈ davvero un testo B2?Subordina, non coordinaLessico preciso, non genericoAttenua, non afferma tutto
Fig. 4Tre controlli che si possono fare sul proprio testo in un minuto, prima di consegnarlo.
Fig. 4 ↓
Nel parlato il criterio corrispondente è la scioltezza, che al B2 non significa velocità ma continuità: il discorso procede senza pause che costringano l'interlocutore ad aspettare. Lo strumento che la produce non è un lessico più ampio, sono le strategie di compenso. Quando manca la parola, si parafrasa («the thing you use to…»), si generalizza («a kind of tool»), si prende tempo con una formula («that's an interesting point — let me think»). Un candidato che si blocca in cerca del vocabolo esatto risulta MENO fluente di uno che lo aggira.
L'errore più costoso nella scrittura è il registro sbagliato, e in inglese si tradisce con dettagli minuti. Le forme contratte («don't», «it's») appartengono al parlato e all'e-mail informale, non al testo argomentativo. I phrasal verbs hanno quasi sempre un equivalente latinizzante più formale — «find out» / «discover», «put off» / «postpone», «go up» / «increase». E l'interpellazione diretta del lettore («As you can see…») è normale in una lettera e fuori luogo in un saggio.
Un ultimo punto tecnico che vale molti punti alla seconda prova: rispettare il numero di parole richiesto. Non è una formalità burocratica. Le griglie ministeriali valutano l'aderenza alla consegna, e un testo che sfora del 30 % dimostra che chi lo ha scritto non sa pianificare. Il modo di rispettarlo è contare i minuti, non le parole: fissare in anticipo quanto tempo dedicare a scaletta, stesura e revisione, e tenere gli ultimi cinque minuti per la rilettura.

Vocabolario

→ Schede
  • produzione/produtˈtsjoːne/production (speaking and writing)
  • frase guidatopic sentenceVa in prima posizione nel paragrafo: annuncia ciò che il paragrafo dimostrerà.
  • concessione/kontʃesˈsjoːne/concession (counter-argument)Riconoscere l'obiezione più forte e limitarla: la mossa che segna il B2.
  • attenuazionehedgingGraduare l'affermazione con «may», «tends to», «to some extent».
  • registro/reˈdʒistro/registerIn inglese si tradisce nelle contrazioni e nei phrasal verbs.
  • scioltezza/ʃolˈtettsa/fluencyAl B2 significa continuità del discorso, non velocità.
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Esempio svolto

Riscrivere un paragrafo da B1 a B2

Il paragrafo di partenza è: «Cars are very important. They are fast and comfortable. But they pollute a lot and this is a big problem for the environment. I think we should use them less.» Portalo al livello B2 senza aggiungere informazioni nuove.

  1. 01Diagnosticare la sintassi

    Quattro periodi, tutti principali, collegati da «but» e da nulla. Non c'è una sola subordinata: è il tratto che colloca il paragrafo al B1 indipendentemente dal contenuto.

  2. 02Diagnosticare il lessico

    «Very important», «a lot», «a big problem», «I think»: quattro espressioni passe-partout che non dicono nulla di specifico. Ognuna ha un equivalente preciso disponibile al B2.

  3. 03Riscrivere la struttura

    Si comincia dalla tesi e si subordina il resto: «Although private cars offer a level of speed and comfort that public transport rarely matches, their environmental cost is now difficult to justify.» Un solo periodo assorbe le prime tre frasi e ne esplicita il rapporto logico.

  4. 04Calibrare l'affermazione

    «They pollute a lot» diventa «road transport accounts for a substantial share of urban emissions»: si sostituisce un giudizio vago con una formulazione graduata, che il correttore può considerare difendibile.

  5. 05Chiudere senza «I think»

    La conclusione esprime la posizione tramite la struttura, non tramite una dichiarazione soggettiva: «A shift towards shared and public transport therefore seems less a matter of preference than of necessity.» L'avverbio «therefore» rende visibile il nesso.

Risultato: Il paragrafo riscritto contiene le stesse quattro informazioni ma le organizza in due periodi subordinati, con lessico specifico e affermazioni graduate: la differenza fra B1 e B2, in produzione, è quasi interamente sintattica e lessicale, non informativa.

Obiettivo Maturità

  • Argomenta, non esporre: il descrittore B2 chiede esplicitamente vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni, e un testo puramente informativo resta al B1.
  • Metti la topic sentence in prima posizione in ogni paragrafo: è il segnale di pianificazione che l'indicatore di organizzazione cerca.
  • Concedi l'obiezione più forte, non la più comoda, e limitala invece di negarla: è la mossa che alza il livello di un intero elaborato.
  • Elimina le forme contratte dal testo argomentativo e sostituisci i phrasal verbs con l'equivalente formale: il registro è valutato per sé.
  • Rispetta il numero di parole richiesto: l'aderenza alla consegna è un indicatore autonomo delle griglie ministeriali.

Errori frequenti

  • Aprire con un preambolo generico («Nowadays technology is very important…»): consuma parole e non dichiara alcuna tesi.
  • Coordinare tutto con «and» e «but»: senza subordinazione il testo resta sintatticamente al B1 anche con un lessico ricco.
  • Ripetere «important», «interesting», «very»: la precisione lessicale è un descrittore esplicito del B2.
  • Scrivere «I think» a ogni paragrafo: al B2 la posizione si sostiene con argomenti, non si ripete come formula.
  • Bloccarsi all'orale in cerca della parola esatta: parafrasare mantiene la scioltezza, tacere la distrugge.

Approfondimento

Un'analisi che paga in sede di correzione riguarda l'hedging, cioè il modo in cui la lingua accademica inglese gradua le affermazioni. In italiano scolastico si tende ad affermare in modo assoluto («la tecnologia ha cambiato la società»); l'inglese accademico considera quel tono una debolezza, perché un'affermazione universale è la più facile da confutare. Gli strumenti sono tre e si combinano: i verbi modali («may», «might», «could»), gli avverbi di frequenza e probabilità («often», «arguably», «to some extent»), e i verbi di tendenza («tend to», «be likely to»). «Social media damage teenagers' attention» è un'affermazione che il primo controesempio distrugge; «social media may reduce sustained attention in some users» resiste, e per giunta suona più competente. Il punto non è attenuare per prudenza: è calibrare la forza dell'affermazione sulla forza della prova che si è in grado di portare, ed è precisamente ciò che gli indicatori di «espressione di giudizi critici» premiano.

§ 02

Ripasso attivo

Scrivi 180 parole sulla tesi «Social media have made teenagers better informed». Vincoli: la tesi nella prima frase, due paragrafi con topic sentence iniziale, un paragrafo che concede l'obiezione più forte e la limita, zero forme contratte. Poi conta le parole: se hai sforato, taglia senza riscrivere.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · International language standards — CEFR levels (Cambridge University Press & Assessment)

§ 03
§ 03

Interazione e mediazione: i due modi che il colloquio mette alla prova#

~8 min di lettura●●●ApprofondimentoINOSA-inglese-lingua-quinquennio-B2INQuattro abilità + mediazione e interazioneINQCER — livello B2 (Consiglio d'Europa)

Punti chiave

Interazione non è produzione a turni. Nella produzione controlli tutto: scegli l'argomento, l'ordine e il momento in cui fermarti. Nell'interazione una parte del testo la scrive qualcun altro, e devi reagire a ciò che ha detto senza aver potuto prepararlo. Il descrittore B2 lo formula come scioltezza e spontaneità sufficienti a rendere possibile una conversazione naturale: la parola decisiva è «naturale», cioè senza che l'interlocutore debba rallentare o ripetere per te. La Fig. 6 separa ciò che le due modalità hanno in comune da ciò che appartiene soltanto all'interazione.

Produzione e interazione a confronto

Due modi, un solo criterio in comuneDiagramma di Venn con 2 insiemi, Produzione, InterazioneProduzioneInterazionePiano tuoTurnifluidità
Fig. 6Fuori dall'intersezione: nella produzione decidi tu ordine e durata, nell'interazione devi prendere, tenere e cedere la parola. In comune resta la fluidità — che però nell'interazione va difesa in tempo reale.
Fig. 6 ↓
Le competenze che producono quella naturalezza sono tre e si allenano separatamente. La prima è la gestione del turno: prendere la parola senza interrompere («Can I just add something here?»), tenerla mentre si pensa («The point I'd make is…»), cederla con una domanda. La seconda è la riparazione: quando non hai capito, chiedere in modo mirato («Sorry, do you mean X or Y?») invece del generico «Can you repeat?», che costringe l'altro a ripetere tutto identico. La terza è il segnalare l'accordo parziale — «I see your point, but…» —, che è la mossa più frequente in una discussione reale.
La mediazione è il quarto modo del Volume complementare 2020, ed è la novità che più riguarda l'esame italiano. Mediare significa rendere accessibile a qualcuno un contenuto che non gli è accessibile: riassumere in inglese un articolo italiano, spiegare a un compagno un concetto letto in un manuale, riformulare un testo tecnico per un pubblico non specialista. Non è traduzione: nella traduzione conta la fedeltà alla forma, nella mediazione conta che il destinatario capisca. Si veda la Fig. 5.

Mediare che cosa: i tre oggetti

I tre oggetti della mediazioneDiagramma ad albero, 3 percorsi, Dati: Un testo: riassumere, spiegare; Concetti: costruire in gruppo; La comunicazione: facilitareMediazioneUn testo: riassumere, spiegareConcetti: costruire in gruppoLa comunicazione: facilitare
Fig. 5I tre oggetti della mediazione secondo il Volume complementare 2020. Nel colloquio d'esame il primo è quasi sempre implicito nella consegna, e quasi mai dichiarato.
Fig. 5 ↓
Il Volume complementare distingue tre oggetti della mediazione, e sapere quale ti viene chiesto cambia la risposta. Mediare un TESTO significa trasmetterne il contenuto a chi non può leggerlo — riassunto, sintesi, spiegazione di un grafico. Mediare CONCETTI significa costruire un significato insieme ad altri: è quello che accade in un lavoro di gruppo o in una discussione in classe. Mediare la COMUNICAZIONE significa facilitare uno scambio fra persone che non si capiscono, per lingua o per punto di vista.
Nel colloquio d'esame la mediazione è ovunque, anche quando nessuno la chiama così. La commissione propone un materiale — un'immagine, un testo, un grafico — e chiede di costruirci sopra un percorso: quella è mediazione di un testo. Poi chiede di collegare la lingua straniera ad altre discipline, e riformulare in inglese un contenuto studiato in italiano è mediazione fra lingue. Chi ha esercitato solo la produzione monologica si trova impreparato proprio perché nessuno gli ha detto che il compito aveva un nome.
Una tecnica concreta per la mediazione di un testo, che regge sia all'orale sia allo scritto: identifica il destinatario prima di cominciare (che cosa sa già, che cosa gli serve), scegli i tre punti che gli servono davvero e scarta il resto senza rimpianti, riformula ogni punto con parole tue — mai con quelle dell'originale — e chiudi collegando i tre punti a ciò che il destinatario già conosce. Un riassunto che conserva tutto non è una mediazione riuscita: è una traduzione abbreviata.

Vocabolario

→ Schede
  • interazione/interatˈtsjoːne/interactionDiverso dalla produzione: parte del testo la scrive l'interlocutore.
  • mediazione/medjatˈtsjoːne/mediationIl quarto modo del Volume complementare 2020: rendere accessibile, non tradurre.
  • gestione del turnoturn-takingPrendere, tenere e cedere la parola: si fa con formule, non con il volume.
  • riparazionerepair (asking for clarification)Chiedere in modo mirato: «Do you mean X or Y?», non «Can you repeat?».
  • riformulazione/riformulatˈtsjoːne/reformulation, rephrasing
  • competenza plurilingueplurilingual competenceLe lingue che conosci come un unico repertorio, non come compartimenti separati.
Esempio svolto

Mediare lo stesso testo per due destinatari diversi

Un articolo italiano spiega che una città ha introdotto una zona a traffico limitato e che nel primo anno le emissioni sono calate del 12 %, mentre i negozi del centro hanno registrato un calo di fatturato del 4 %. Media il contenuto in inglese (a) per uno studente straniero che non conosce l'Italia, (b) per un urbanista.

  1. 01Definire i due destinatari

    Lo studente straniero non sa che cosa sia una ZTL né perché i centri storici italiani siano un caso particolare: gli serve il contesto. L'urbanista conosce il dispositivo e non ha bisogno che gli si spieghi: gli serve il dato e il suo margine di incertezza.

  2. 02Scegliere i tre punti per (a)

    Che cos'è una zona a traffico limitato; che è stata introdotta in un centro storico, cioè in un tessuto urbano medievale non progettato per le automobili; che il primo bilancio mostra un guadagno ambientale accompagnato da un costo commerciale.

  3. 03Scegliere i tre punti per (b)

    Le due cifre, −12 % di emissioni e −4 % di fatturato; il fatto che si tratti di un solo anno di osservazione, e quindi che l'effetto di novità non sia isolabile; l'assenza, nel testo, di un gruppo di controllo che permetta di attribuire il calo alla misura.

  4. 04Riformulare senza copiare

    Per (a): «The city closed its historic centre to most private cars — an old district built long before the car existed. After one year the air is measurably cleaner, but shops in the area have sold less.» Per (b): «Emissions fell by 12 % and retail turnover by 4 % over a single year; with no control area reported, the trade-off is suggestive rather than established.»

  5. 05Agganciare

    Per (a) l'aggancio è l'esperienza: la maggior parte delle città europee ha oggi qualche forma di restrizione al traffico. Per (b) è metodologico: il risultato è coerente con la letteratura sulle low-emission zones, ma un anno non basta a separare l'effetto della misura dalla variazione stagionale.

Risultato: Le due mediazioni condividono la fonte e non condividono quasi nulla: cambia il contesto fornito, cambiano i punti selezionati, cambia il registro. È questa dipendenza dal destinatario a distinguere la mediazione dal riassunto e dalla traduzione.

Spiegazione passo passo7 passaggi
  1. 1

    La mediazione è la competenza che il colloquio mette alla prova più di ogni altra, e quasi nessuno la esercita perché nessuno le dà un nome. Ricostruiamola dal compito reale.

  2. 2

    Il compito è questo: hai un contenuto e hai un destinatario che non ci arriva da solo. Un articolo in italiano e un interlocutore che legge solo inglese; un capitolo di filosofia e un compagno che non lo ha studiato; un grafico e una commissione che vuole sapere che cosa significa. In tutti e tre i casi devi far passare qualcosa da una parte all'altra.

  3. 3

    La prima decisione, e la più importante, riguarda il destinatario, non il testo. Chiediti che cosa sa già e che cosa gli serve. Un compagno che non conosce l'argomento ha bisogno del contesto e può fare a meno dei dettagli tecnici; un esperto ha bisogno esattamente del contrario. La stessa fonte produce due mediazioni diverse, ed entrambe possono essere corrette.

  4. 4

    La seconda decisione è che cosa buttare via. Un riassunto che conserva tutto non è una mediazione: è una traduzione abbreviata. Scegli tre punti — non cinque, non due — e accetta che tutto il resto sparisca. Questo è il passaggio che i candidati non fanno, ed è il motivo per cui i loro riassunti risultano lunghi e vaghi insieme.

  5. 5

    La terza mossa è la riformulazione. Ogni punto va detto con parole tue, e la ragione non è morale: è che riformulare È la prova che hai capito. Un correttore riconosce in mezzo secondo una frase copiata dall'originale, e quella frase, per quanto corretta, non dimostra nulla sulla tua competenza.

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    L'ultima mossa è agganciare. Collega i tre punti a ciò che il destinatario già conosce — un fatto storico, un altro testo, un'esperienza comune. Senza aggancio l'informazione resta sospesa; con l'aggancio diventa utilizzabile, ed è questo che distingue una spiegazione riuscita da un elenco corretto.

  7. 7

    Prova ora il ciclo completo su un articolo qualsiasi: destinatario, tre punti, riformulazione, aggancio. Quattro passaggi, due minuti di parlato, ed è esattamente la struttura che ti serve quando la commissione ti mette davanti un materiale che non hai mai visto.

Obiettivo Maturità

  • Distingui interazione da produzione: se l'esaminatore ti interrompe con una domanda, il compito è cambiato e va gestito con le formule di turno, non con il monologo preparato.
  • Quando non capisci, chiedi in modo mirato («Do you mean X or Y?»): il generico «Can you repeat?» fa ripetere la stessa frase e non risolve nulla.
  • Nel colloquio la richiesta di collegare la lingua straniera ad altre discipline È mediazione: riformula in inglese, non tradurre parola per parola.
  • Prima di riassumere chiediti chi è il destinatario e che cosa gli serve: un riassunto che conserva tutto è una traduzione abbreviata, non una mediazione.
  • Allena l'accordo parziale — «I see your point, but…» — : è la mossa più frequente in una discussione e mostra scioltezza reale.

Errori frequenti

  • Preparare il colloquio come un monologo a memoria: alla prima domanda inattesa il discorso si interrompe e la scioltezza crolla.
  • Confondere mediazione e traduzione: nella mediazione la fedeltà è al destinatario, non alla forma dell'originale.
  • Riassumere copiando le frasi principali del testo: la riformulazione è il criterio, non la selezione.
  • Tacere in cerca della parola giusta durante l'interazione: le formule di attesa («That's a good question — I'd say…») valgono più del vocabolo esatto.
  • Credere che le «quattro abilità» siano ancora la descrizione ufficiale: dal 2020 i modi sono quattro ma diversi — ricezione, produzione, interazione, mediazione.

Approfondimento

La mediazione ha implicazioni che vanno oltre l'esame e che vale la pena conoscere perché rovesciano un'idea diffusa. Per decenni l'obiettivo dell'insegnamento linguistico è stato avvicinarsi al parlante nativo, e usare l'italiano durante una lezione di inglese era considerato un cedimento. Il Volume complementare del 2020 abbandona esplicitamente il riferimento al parlante nativo e introduce la competenza plurilingue: il repertorio di un parlante non è fatto di lingue separate ma di un'unica risorsa in cui le lingue si sostengono a vicenda. Da qui deriva che passare da una lingua all'altra per rendere accessibile un contenuto non è un ripiego, è la competenza che il quadro descrive e valuta. Per uno studente italiano che studia due o tre lingue straniere questa è una notizia pratica: il confronto fra le strutture dell'italiano, dell'inglese e della terza lingua — perché l'inglese non ha il congiuntivo dove l'italiano lo richiede, perché la posizione dell'aggettivo cambia il significato — non è tempo sottratto all'inglese, è il modo più efficiente di impararlo.

§ 03

Ripasso attivo

Prendi un articolo italiano di 500 parole su un tema di attualità. Riassumilo in inglese in 100 parole per un compagno che non conosce l'argomento; poi riscrivilo in 100 parole per un esperto del settore. Confronta le due versioni: che cosa hai tolto e che cosa hai aggiunto per ciascun destinatario?

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · International language standards — CEFR levels (Cambridge University Press & Assessment)

§ 04
§ 04

Riflessione sulla lingua, registri e metodo (anche CLIL)#

~7 min di lettura●●○StandardINOSA-inglese-lingua-quinquennio-B2INFunzioni comunicative, lessico tematico, strutture morfosintattiche del livello B2INQCER — livello B2 (Consiglio d'Europa)

Punti chiave

Al triennio la grammatica smette di essere una lista di regole da applicare e diventa uno strumento di osservazione. La domanda utile non è più «qual è la forma corretta» ma «che differenza fa scegliere questa forma invece di quell'altra». «I have lived here for ten years» e «I lived here for ten years» sono entrambe corrette: la prima dice che ci vivo ancora, la seconda che non ci vivo più. Al B2 si valuta questa consapevolezza, non l'assenza di errori.
Il registro, in inglese, si costruisce con tre leve indipendenti e conviene saperle manovrare separatamente. La prima è lessicale, e passa per l'origine delle parole: il fondo germanico è più diretto e informale, quello latino e francese più formale. «Ask for» / «request», «get worse» / «deteriorate», «put up with» / «tolerate»: la coppia dice la stessa cosa con due gradi di formalità. La seconda leva è grammaticale — contrazioni, forma passiva, nominalizzazioni. La terza è pragmatica: quanto direttamente si formula una richiesta. Si veda la Fig. 7. Sulla prima leva si veda anche la Fig. 8: «kingly», «royal» e «regal» dicono la stessa cosa da tre distanze diverse.

Le tre leve del registro

Come si costruisce il registro in inglesecerchi concentrici, 3 anelli, Dati: Quanta distanza vuoi, Indirettezza: «Could you…?» o l'imperativo, Grammatica: contrazioni, passivo, nominalizzazioni, Lessico: fondo germanico o latinoLessico: fondo germanico o latinoGrammatica: contrazioni, passivo, nominalizzazioniIndirettezza: «Could you…?» o l'imperativoQuanta distanza vuoi
Fig. 7Le tre leve vanno mosse insieme e nella stessa direzione: un lessico formale con una richiesta diretta produce un testo che suona sbagliato senza contenere alcun errore.

Tre strati, tre gradi di formalità

Perché l'inglese ha tre parole per la stessa cosacolonna stratificata, 3 strati, Dati: Latino · «regal», scienza e cultura, Francese · «royal», diritto e corte, Germanico · «kingly», lingua di tutti i giorniLatino · «regal», scienza e culturaFrancese · «royal», diritto e corteGermanico · «kingly», lingua di tutti i giorni
Fig. 8«Kingly», «royal», «regal» dicono la stessa cosa da tre distanze diverse. Lo strato che un italiano riconosce già è il più formale: la parte da studiare davvero è quella germanica.
Fig. 7 ↓Fig. 8 ↓
L'inglese fa dell'indirettezza un segnale di cortesia in misura che l'italiano non conosce, e questo produce errori che sembrano di grammatica ma sono di registro. «Send me the file» è grammaticalmente perfetto e in un'e-mail di lavoro suona brusco; «Could you send me the file when you have a moment?» dice lo stesso con la distanza appropriata. Chi traduce dall'italiano mantenendone la diretta cortesia — «Ti mando in allegato» → «I send you in attachment» — sbaglia due volte: la struttura e il tono.
Un secondo campo dove l'italiano interferisce sistematicamente sono i falsi amici e i calchi. «Eventually» significa alla fine, non eventualmente; «actually» significa in realtà, non attualmente; «to pretend» significa fingere, non pretendere; «sensible» significa sensato, non sensibile; «library» è la biblioteca, non la libreria. Non è una lista da memorizzare per curiosità: sono le parole che compaiono più spesso nei testi d'attualità, cioè proprio dove l'esame va a pescare.
Il metodo di studio del lessico decide più del talento. Le tre pratiche con l'effetto più alto sono: registrare le parole in contesto, cioè con la frase intera in cui le hai incontrate e non come voce di glossario; imparare le collocazioni, perché «make a decision» e «take a decision» non sono intercambiabili e nessuna regola te lo dice; e ripassare a intervalli crescenti invece che in blocco, perché il richiamo a distanza consolida e la rilettura ravvicinata dà solo l'illusione di sapere.
Il CLIL — l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera, obbligatorio nel quinto anno dei licei — cambia il rapporto fra lingua e contenuto e va affrontato di conseguenza. Il lessico specialistico è più facile del previsto, perché in gran parte è di origine latina e quindi trasparente per un italiano; la difficoltà vera sta nella lingua funzionale che tiene insieme il ragionamento: «this suggests that», «by contrast», «it follows that», «a further consideration is». Chi studia le formule del ragionamento e non solo i termini tecnici affronta il CLIL, e poi il colloquio, con lo strumento giusto.

Vocabolario

→ Schede
  • consapevolezza linguisticalanguage awarenessOsservare come funziona il sistema, non applicare regole a memoria.
  • registro/reˈdʒistro/registerTre leve indipendenti: lessico, grammatica, grado di indirettezza.
  • falso amicofalse friend«Eventually» = alla fine; «actually» = in realtà; «library» = biblioteca.
  • collocazione/kollokatˈtsjoːne/collocation«Make a decision», non «take a decision»: si impara, non si deduce.
  • ripasso a intervallispaced repetitionIl richiamo a distanza consolida; la rilettura ravvicinata dà solo l'illusione di sapere.
  • lingua funzionalefunctional languageI connettivi del ragionamento: la vera difficoltà del CLIL, non i termini tecnici.
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Esempio svolto

Alzare il registro di un'e-mail senza cambiarne il contenuto

Il messaggio di partenza è: «Hi, I can't come to the meeting on Friday because I've got a doctor's appointment. Can we do it another day? Let me know. Thanks!» Portalo al registro di una comunicazione professionale.

  1. 01Individuare le contrazioni

    «Can't» e «I've got» segnalano il parlato. Diventano «will not be able to» e «I have»: la forma estesa è la prima leva grammaticale e da sola sposta già la percezione del testo.

  2. 02Sostituire il lessico germanico

    «Can we do it another day» usa «do», il verbo più generico dell'inglese. «Reschedule» dice esattamente la stessa cosa con un termine di origine latina e con maggiore precisione.

  3. 03Ridurre la direttezza

    «Let me know» è un imperativo. Diventa «I would be grateful if you could let me know»: non è cerimoniosità, è la distanza che la comunicazione professionale inglese si aspetta.

  4. 04Sistemare apertura e chiusura

    «Hi» e «Thanks!» sono formule di messaggistica. «Dear Dr Smith» e «Kind regards» sono gli equivalenti professionali, e la loro assenza è ciò che un lettore inglese nota per primo.

  5. 05Verificare la coerenza

    Il testo riscritto — «Dear Dr Smith, I will not be able to attend Friday's meeting, as I have a medical appointment. Would it be possible to reschedule? I would be grateful if you could let me know. Kind regards…» — muove tutte e tre le leve nella stessa direzione. È la coerenza fra le tre a produrre l'effetto, non la singola sostituzione.

Risultato: Il contenuto è identico in entrambe le versioni: cambia soltanto il registro, ottenuto muovendo insieme lessico, grammatica e grado di indirettezza. Un testo che muove una sola leva risulta incoerente e suona peggio dell'originale informale.

Obiettivo Maturità

  • Non chiedere «qual è la forma corretta» ma «che differenza fa»: al B2 si valuta la consapevolezza della scelta, non l'assenza di errori.
  • Per alzare il registro sostituisci i phrasal verbs con l'equivalente di origine latina: «put up with» → «tolerate», «get worse» → «deteriorate».
  • In inglese la cortesia si fa con l'indirettezza: «Could you… when you have a moment?» dove l'italiano userebbe un imperativo cortese.
  • Controlla i falsi amici ad alta frequenza — eventually, actually, pretend, sensible, library — prima di consegnare: compaiono proprio nei testi di attualità.
  • Per il CLIL studia la lingua funzionale del ragionamento («this suggests that», «by contrast»), non solo i termini tecnici: quelli sono spesso trasparenti.

Errori frequenti

  • Usare le contrazioni in un testo argomentativo: «don't», «it's» e «can't» appartengono al parlato e all'e-mail informale.
  • Tradurre «attualmente» con «actually»: significa «in realtà». Il termine giusto è «currently» o «at present».
  • Combinare verbo e sostantivo a orecchio: si dice «make a decision», non «take a decision»; le collocazioni si imparano, non si deducono.
  • Studiare il lessico in liste isolate: senza la frase di contesto la parola non è utilizzabile in produzione.
  • Affrontare il CLIL memorizzando i termini tecnici e trascurando i connettivi: sono i connettivi a rendere seguibile il ragionamento.

Approfondimento

C'è una ragione storica dietro la doppia disponibilità lessicale dell'inglese, e conoscerla trasforma una lista da memorizzare in un sistema prevedibile. Dopo il 1066 la conquista normanna sovrappone al fondo germanico anglosassone uno strato di francese, che diventa la lingua della corte, del diritto e dell'amministrazione; a questo si aggiunge, dal Rinascimento in poi, il latino della cultura scientifica. Il risultato è che l'inglese possiede spesso due o tre parole per la stessa nozione, disposte su una scala di formalità che riproduce quella stratificazione: «kingly» (germanico), «royal» (francese), «regal» (latino) dicono la stessa cosa con tre distanze diverse dal parlante. Lo stesso vale per gli animali da cortile — «cow», «pig», «sheep» restano germanici perché li allevavano i contadini inglesi, mentre a tavola diventano «beef», «pork», «mutton», dal francese dei signori. Per uno studente italiano questa è una notizia operativa: il lessico latineggiante dell'inglese formale è in larga parte trasparente, e ciò che sembra difficile — il lessico quotidiano, i phrasal verbs — è la parte germanica, cioè quella che va davvero studiata.

§ 04

Ripasso attivo

Scrivi due volte la stessa richiesta — chiedere a un docente di posticipare una verifica —: una in un'e-mail formale, una in un messaggio a un compagno. Poi evidenzia le tre leve del registro (lessico, grammatica, indirettezza) e verifica di averle mosse tutte e tre nella stessa direzione.

Esercitati con quesiti collegati12 domande su questo tema→

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass (Commissione europea — Europass) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Lingua e cultura straniera (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Verificato · 07/2026 · Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Ricezione: listening e reading al livello B2◐
    • 02Produzione: speaking e writing al livello B2◐
    • 03Interazione e mediazione: i due modi che il colloquio mette alla prova●
    • 04Riflessione sulla lingua, registri e metodo (anche CLIL)◐

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Competenze linguistiche B2 (comprensione, produzione, interazione)

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Competenze
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Riferimenti e fonti

Fonti

Commissione europea — Europass

  • Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) — Europass

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Lingua e cultura straniera

Cambridge University Press & Assessment

  • International language standards — CEFR levels

Vedi anche

  • Analisi e interpretazione del testo letterario (poesia, prosa, dramma)Dove queste competenze si applicano a un testo: senza il B2 in ricezione l'analisi non parte.
  • Cultura e civiltà dei paesi anglofoni (storia, società, attualità)Il terreno su cui si esercita la produzione argomentativa: temi di attualità, non solo letteratura.
  • La letteratura contemporanea e postmodernaI testi più recenti sono anche i più vicini alla lingua d'uso: buon banco di prova per la ricezione.

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