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La corrente elettrica descrive il moto ordinato delle cariche in un conduttore: questo appunto parte dalla definizione di intensità di corrente e di forza elettromotrice, passa per le leggi di Ohm, l'effetto Joule e le regole di composizione di resistori e condensatori, e arriva alle leggi di Kirchhoff e al transitorio dei circuiti RC. L'obiettivo è saper analizzare e risolvere un qualunque circuito in corrente continua applicando con rigore i princìpi di conservazione della carica e dell'energia. L'argomento è pienamente valutabile nell'Esame di Stato e si presta sia a quesiti teorici sia alla risoluzione quantitativa di reti elettriche.
4 sezioni~19 min di lettura3 competenzeVerificato · 07/2026
livello base
In tutti i licei si richiede di padroneggiare intensità di corrente, leggi di Ohm, effetto Joule, resistori in serie e parallelo e le leggi di Kirchhoff applicate a circuiti semplici a una o due maglie.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si affronta in modo quantitativo il transitorio dei circuiti RC con l'andamento esponenziale di carica e corrente e la costante di tempo; negli altri licei la trattazione del condensatore in un circuito può restare a livello qualitativo.
Profondità di lettura: Approfondimento
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4 sezioni8 punti chiave15 formule8 errori tipici
Conduttore ohmico: lunghezza, sezione e resistività
Intensità di corrente
L'intensità di corrente è la carica che attraversa una sezione del conduttore nell'unità di tempo; si misura in ampere (1 A = 1 C/s).
Prima legge di Ohm
Nei conduttori ohmici a temperatura costante la differenza di potenziale è proporzionale alla corrente; la costante R è la resistenza, in ohm.
Seconda legge di Ohm
La resistenza di un conduttore filiforme cresce con la lunghezza l e diminuisce con l'area S della sezione; ρ è la resistività, caratteristica del materiale.
Generatore reale
La tensione disponibile ai morsetti di un generatore reale è la f.e.m. E diminuita della caduta r·i sulla resistenza interna r.
Un filo di rame lungo 50 m ha sezione di area 1.5 mm² e resistività ρ = 1.7·10⁻⁸ Ω·m. Calcola la sua resistenza. Se ai suoi capi si applica una differenza di potenziale di 0.85 V, determina l'intensità di corrente.
L'area va espressa in metri quadrati: 1.5 mm² = 1.5·10⁻⁶ m².
Applico la seconda legge di Ohm: R = ρ·l/S = (1.7·10⁻⁸ · 50) / (1.5·10⁻⁶) Ω.
Applico la prima legge di Ohm: i = V/R = 0.85 / 0.567 A.
Risultato: La resistenza del filo vale circa 0.57 Ω e la corrente che lo percorre è di circa 1.5 A.
Errori frequenti
Approfondimento
La legge di Ohm ha una spiegazione microscopica: nel conduttore gli elettroni liberi, accelerati dal campo «E», urtano di continuo gli ioni del reticolo e raggiungono una velocità di deriva media «v_d» proporzionale al campo. Ne segue la forma locale «J = σE», dove «J = i/S» è la densità di corrente e «σ = 1/ρ» la conducibilità; integrando su un filo si ritrova «V = R·i». La resistività dei metalli cresce con la temperatura perché l'agitazione termica degli ioni rende gli urti più frequenti, «ρ(T) ≈ ρ₀(1 + α·ΔT)», ed è per questo che una lampadina a incandescenza non è ohmica: la sua «R» aumenta molto quando il filamento si arroventa. All'estremo opposto, sotto una temperatura critica alcuni materiali diventano superconduttori, con resistività rigorosamente nulla — una corrente indotta in un anello superconduttore vi circola per anni senza attenuarsi, ed è la tecnologia dei grandi magneti per la risonanza magnetica e gli acceleratori di particelle.
Ripasso attivo
Un filo di rame lungo 50 m ha sezione di area 1.5 mm² e resistività ρ = 1.7·10⁻⁸ Ω·m. Calcola la sua resistenza. Se ai suoi capi si applica una differenza di potenziale di 0.85 V, determina l'intensità di corrente che lo percorre.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Potenza dissipata da un resistore in funzione della corrente: P = R·i²
Potenza elettrica (generale)
La potenza assorbita o erogata da un tratto di circuito è il prodotto della tensione ai suoi capi per la corrente che lo attraversa; si misura in watt.
Legge di Joule
Per un resistore ohmico la potenza dissipata in calore può scriversi in funzione di R e i oppure di V e R, combinando P = V·i con V = R·i.
Energia dissipata
L'energia totale trasformata in calore in un tempo t è la potenza moltiplicata per il tempo.
Un resistore di resistenza 22 Ω è attraversato da una corrente di 0.50 A per 5.0 minuti. Calcola la potenza dissipata per effetto Joule e l'energia totale trasformata in calore in joule.
Uso la legge di Joule nella forma con corrente e resistenza: P = R·i² = 22 · (0.50)².
Esprimo il tempo in secondi: t = 5.0 min = 300 s.
L'energia è il prodotto della potenza per il tempo: W = P·t = 5.5 · 300.
Risultato: La potenza dissipata è 5.5 W e l'energia trasformata in calore in cinque minuti è 1650 J (circa 1.65 kJ).
Errori frequenti
Approfondimento
Il bilancio energetico di un circuito discende dalla conservazione dell'energia: la potenza erogata dal generatore, «P_gen = fem·i», si ripartisce fra la potenza dissipata nella resistenza interna «r·i²» e quella fornita al circuito esterno «V·i». La legge di Joule «P = R·i²» spiega una scelta ingegneristica fondamentale: nel trasporto dell'energia elettrica si usano tensioni altissime (centinaia di kV) proprio per ridurre la corrente a parità di potenza «P = V·i», così da abbattere le perdite «R·i²» nelle linee, che crescono con il QUADRATO della corrente. È il motivo per cui i trasformatori — che studieremo con l'induzione — sono indispensabili nella rete di distribuzione. La stessa legge governa il funzionamento dei fusibili, che fondono quando la corrente supera una soglia, e degli elettrodomestici termici, dove l'effetto Joule è l'effetto voluto; il rendimento luminoso di una lampadina a incandescenza è invece bassissimo, perché quasi tutta la potenza diventa calore anziché luce.
Ripasso attivo
Un resistore di resistenza 22 Ω è attraversato da una corrente di 0.50 A per 5.0 minuti. Calcola la potenza dissipata per effetto Joule e l'energia totale trasformata in calore, esprimendola in joule.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Resistori in serie e in parallelo: confronto delle due configurazioni
Resistori in serie
In serie la corrente è la stessa e le resistenze si sommano; la resistenza equivalente è maggiore di ciascuna.
Resistori in parallelo
In parallelo la tensione è la stessa e si sommano i reciproci; la resistenza equivalente è minore della più piccola.
Condensatori in parallelo
I condensatori in parallelo hanno la stessa tensione e le capacità si sommano.
Condensatori in serie
I condensatori in serie immagazzinano la stessa carica e si sommano i reciproci delle capacità.
Tre resistori di 6.0 Ω, 3.0 Ω e 4.0 Ω: i primi due sono collegati in parallelo tra loro e il gruppo è posto in serie con il terzo. Calcola la resistenza equivalente complessiva.
Sommo i reciproci di 6.0 Ω e 3.0 Ω: 1/R_p = 1/6 + 1/3 = 1/6 + 2/6 = 3/6 = 1/2.
Inverto il risultato: R_p = 2.0 Ω.
Sommo R_p al resistore da 4.0 Ω, che è in serie: R_eq = 2.0 + 4.0.
Risultato: La resistenza equivalente complessiva del circuito è 6.0 Ω.
Errori frequenti
Approfondimento
Le regole di serie e parallelo si dimostrano dalle leggi di Kirchhoff. In serie la corrente è unica e le tensioni si sommano: «V = R₁i + R₂i = (R₁ + R₂)i», quindi «R_eq = R₁ + R₂», con il partitore di tensione «V_k = V·R_k/R_eq». In parallelo la tensione è comune e le correnti si sommano: «i = V/R₁ + V/R₂ = V(1/R₁ + 1/R₂)», quindi «1/R_eq = 1/R₁ + 1/R₂». Da qui una conseguenza pratica: le prese di casa sono collegate in PARALLELO, così ogni apparecchio riceve la stessa tensione di rete e funziona indipendentemente dagli altri — se fossero in serie, spegnere un dispositivo interromperebbe tutti gli altri. Per i condensatori le regole si invertono, perché la grandezza «comune» in serie è la carica e non la corrente: è la struttura duale di «C = Q/V» rispetto a «R = V/i», e mostra come una stessa impalcatura logica (Kirchhoff) governi componenti diversi.
Ripasso attivo
Tre resistori di 6.0 Ω, 3.0 Ω e 4.0 Ω: i primi due sono collegati in parallelo tra loro e il gruppo è posto in serie con il terzo. Calcola la resistenza equivalente complessiva del circuito.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Carica del condensatore in un circuito RC: q(t) = q_max·(1 − e^(−t/τ)), con τ = 1
Prima legge di Kirchhoff (nodi)
In ogni nodo la somma delle correnti entranti uguaglia quella delle correnti uscenti: esprime la conservazione della carica.
Seconda legge di Kirchhoff (maglie)
Lungo una maglia la somma algebrica delle f.e.m. uguaglia la somma algebrica delle cadute di tensione: esprime la conservazione dell'energia.
Costante di tempo RC
Il prodotto della resistenza per la capacità fissa la scala temporale del transitorio; si misura in secondi.
Carica del condensatore
Durante la carica la carica sul condensatore cresce esponenzialmente verso il valore finale C·E con costante di tempo τ = R·C.
In un circuito RC un resistore di 2.0·10⁵ Ω è in serie con un condensatore di 10 µF e un generatore. Calcola la costante di tempo del circuito e stima dopo quanto tempo il transitorio di carica può considerarsi concluso.
Esprimo la capacità in farad: 10 µF = 10·10⁻⁶ F = 1.0·10⁻⁵ F.
Calcolo τ = R·C = (2.0·10⁵) · (1.0·10⁻⁵).
Il transitorio si ritiene concluso dopo circa 5τ, quando la carica supera il 99% del valore finale.
Risultato: La costante di tempo vale 2.0 s e il condensatore si può considerare completamente carico dopo circa 10 s (cioè 5τ).
Errori frequenti
Approfondimento
Il transitorio di un circuito RC si descrive con un'equazione differenziale che segue dalla legge delle maglie: durante la carica «fem = R·i + q/C» e, poiché «i = dq/dt», si ottiene «R·(dq/dt) = fem − q/C», la cui soluzione è «q(t) = C·fem·(1 − e^(−t/RC))», con corrente «i(t) = (fem/R)·e^(−t/RC)». La costante di tempo «τ = RC» è il tempo in cui l'esponenziale si riduce di un fattore «e»: dopo «τ» la carica ha raggiunto circa il 63% del valore finale, dopo «5τ» oltre il 99% e il transitorio si considera concluso. Nella scarica il condensatore, staccato dal generatore, si svuota secondo «q(t) = Q₀·e^(−t/RC)». Questi andamenti esponenziali seguono lo stesso schema matematico del decadimento radioattivo e sono alla base di temporizzatori, lampeggiatori e filtri elettronici: un magnifico esempio di come una sola legge — il decadimento esponenziale — governi fenomeni fisici del tutto diversi.
Ripasso attivo
In un circuito RC un resistore di 2.0·10⁵ Ω è in serie con un condensatore di 10 µF e un generatore. Calcola la costante di tempo del circuito e stima dopo quanto tempo il transitorio di carica può considerarsi concluso.
Esercitati con quesiti collegati50 domande su questo tema
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Verificato · 07/2026Versione completa tramite il livello di profondità — stesso punto, stesse ancore
Riferimenti e fonti